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Monday, December 18, 2006 - ore 19:22 60 Christmas Simpatica esperienza quella di sabato in compagnia del "Delfino" Franco che mi ha ingaggiato come chitarrista-corista alla manifestazione organizzata da Radio Birikina denominata “60 Christmas”, trasmessa addirittura in diretta da una stazione mobile dal teatro Astra di Bassano del Grappa. Tra gli altri artisti che hanno partecipato c’erano: “I Chodi”, vecchio gruppo beat bergamasco , gli amici "Uragani", il simpaticissimo "Giuliano dei Notturni", quello del tormentone "Batti in aria le mani", Lorenzo Pilade (poi spiegherò chi è questo personaggio davvero incredibile), “I Delfini” di Franco Capovilla e poi ancora: Franco dei "Califfi" con il quale ho stretto una bella amicizia, "I Camaleonti" di Tonino e Livio, simpaticissimo pure lui, più alto di una decina di centimetri per effetto della sua celebre capigliatura da spauracchio… Livio cercava di convincermi di vendergli la mia Rickenbacker, infine, un tale che sebbene sia in Italia da oltre 40 anni, parla ancora come Stanlio e Ollio... trattassi di Mal, quello di Furia Cavallo del West... Parlerà pure male l’italiano ma canta davvero bene, un vero professionista. Mai vista tanta gioventù… Arrivo alle 18:00 e trovo subito i Camaleonti di Tonino & C. che comincio subito a stressare chiedendogli alcune informazioni sui loro primi dischi del periodo beat, del quale i Camaleonti erano uno dei migliori gruppi in assoluto, prima di passare al melodico. Ma mentre i tecnici installano le apparecchiature audio, mi dirigo al bar per un caffè con il "Califfo", il "Delfino" e il "Notturno Giuliano" ed è qui che con Franco dei Califfi intraprendo un’interessantissima conversazione riguardante gli aneddoti del suo passato con i Califfi e del presente nel quale Franco è impegnato tutt’ora con un musical scritto da lui stesso. Franco per l’occasione si è portato il suo mitico basso Fender Jazz con il quale ci siamo fatti una foto insieme. Con questo basso egli suonò il successo più famoso dei Califfi, la cover “Così Ti Amo” conosciuta come, “To Love Somebody” dei Bee Gees. Al ritorno in teatro scorgo un intero reparto, tra polizia e carabinieri in tenuta antisommossa per sedare un gruppo di animalisti che manifestavano contro l’organizzatore, nonché il presidente di Radio Birikina, Roberto Zanella, reo di aver incluso una pellicceria come sponsor della serata. Tuttavia i ragazzi, nemmeno una decina, si sono limitati ad attaccare alcuni striscioni con prese in giro all’indirizzo di Roberto, appellato dai “facinorosi”come "boaro", consigliandogli di cambiare nome alla sua radio e cioè da “Radio Birikina” a “Radio Boarina”... e vabbè… Mentre aspettiamo il nostro turno di uscita, rimaniamo nei corridoi dei camerini del teatro a chiacchierare con i Camaleonti, con Mal che nel frattempo è arrivato e con il quale mi faccio fare da Franco dei Delfini una foto ricordo, come si faceva una volta con le scimmiette in spiaggia… Do una sbirciatina e scorgo che il teatro è gremito nonostante il prezzo elevato del biglietto che si aggirava sui 20 euro. Noi “I Delfini” saremmo andati in onda alle 22:28 precise, subito dopo l’esibizione di questo singolare personaggio a cui accennavo prima, chiamato Lorenzo Pilade, in arte “Pilat”, un inquietante gigante triestino, vestito di nero che si aggirava come uno spettro per i corridoi. Ma quando è entrato in scena, egli ha esibito doti di grande frontman; accompagnato soltanto da una Fender Stratocaster con la cassa modificata probabilmente da lui stesso, riducendola a mo’ di chitarrina e tra un’irresistibile battuta che mandava letteralmente in delirio il pubblico, egli alternava Rock & Roll anni 50 tipo “Be Bop a Lula”, a dei blues con il testo modificato in dialetto triestino fino ad arrivare ad una versione incredibilmente perfetta e riuscita del “Blues del Mandriano”. Poi finalmente mi hanno spiegato chi in realtà è questo Pilade o Pilat che a dir si voglia; egli non è altro che un “paroliere” che assieme ad altri due, “Pace” e “Panzeri”, scriveva testi di musica leggera per vari cantanti e per Sanremo. Sue le parole di “Fin Che La Barca Va” della Berti o “Nessuno Mi Può Giudicare” della Caselli e qualche altro centinaio di canzoni più o meno famose. Da Sx: Pilat, Giuliano dei Notturni e me. Finalmente entriamo in scena noi che per l’occasione cantiamo dal vivo tre canzoni supportati però dalle basi preregistate, come tutti del resto ad eccetto degli “Uragani” che hanno suonato interamente dal vivo. Poi è stata la volta di Giuliano dei Notturni, sempre saltellante ed “elettrico” con il suo intramontabile “Ballo di Simone”. Ed ecco finalmente “I Camaleonti”, anche loro con le basi che propongono i successi più famosi del periodo “melodico” ovvero, “L’Ora dell’Amore”, “Applausi” cantata da Livio e un successo dei primi anni 70 che anch’io ricordo benissimo vinse un disco per l’estate, “Perché Ti Amo”. Infine Mal, intramontabile vocalist (fra l’altro ieri ospite a Buona Domenica) che ha proposto “Yeeeeeh”, il vecchio successo del suo primo gruppo “I Primitives”, oltre ai successi del suo periodo solista, Furia Cavallo del West compreso. Gran finale , tutti sul palco a cantare con Mal “Satisfaction” anche se io ho preferito defilarmi per scattare alcune foto. LEGGI I COMMENTI (5) PERMALINK |
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