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Wednesday, December 20, 2006 - ore 22:59
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Se Gesù fosse nato in Germania.
Dal Vangelo secondo Beckenbauer:
In quel tempo la Germania era infestata da una tribù di deficienti che avevano delle strane abitudini. Si rasavano il capo, vestivano di pelle nera, indossavano scarponcini da danza anfibi; la loro fede si rifaceva ad un simpatico ventennio che aveva lasciato un sacco di bei ricordi.
Ora, vivere in compagnia di questi ameni ragazzoni avrebbe fatto vomitare chiunuque, figuriamoci Gesù che era ebreo!
Avvenne che Giuseppe e Maria erano emigrati a Dusseldorf e trovarono alloggio in un container.
“Come si sta qua?” chiese Giuseppe.
“Da Dio” rispose il gestore, di nome Himmler.
“Lei ne è proprio certo, vero?” chiese Giuseppe perplesso e preoccupato.
“Certo, questo campo profughi è come le terme di Saturnia solo che ha un altro nome: terme di Mathausen”.
E lì in un baraccone nacque Gesù e subito sul container si formò una stella a sei punte e Giuseppe disse: “Oh, cazzo! Ci hanno già trovato!”
Difatti nel giro di poco tempo vennero i Magi Skin: Do, Ber e Man, con i loro doni: kerosene, benzina e zolfanelli, e dissero: “Qua è facile, è tutta paglia, si fa in un attimo”.
E Maria disse: “Con questo manipolo di deficienti in giro avrebbe avuto più possibilità di cavarsela se fosse nato capitone a Natale”.
Ma Gesù se la cavò e arrivò a trentatrè anni, quando nei pressi del fiume Reno si imbattè in un uomo di colore di nome Lazzaro. L’uomo era stato steso da una banda di ragazzotti pelati. Gesù guardò l’uomo e disse: “Lazzaro, alzati e cammina, ma veloce. Anzi corri!”
E Gesù e Lazzaro cominciarono a scappare.
“Hey ma noi riusciamo a camminare sulle acque!” disse Lazzaro stupefatto. “E’ un miracolo?”
“No, è la paura!” rispose Gesù.
Ora avvenne che gesù e i suoi discepoli andarono a cenare nella birreria “Da Adolf Forno a Legna”. Il titolare era un ometto magro con il ciuffo unto, baffetti quadrati ed una paresi al braccio destro. Come li vide entrare cominciò a preparare la graticola.
Ordinarono birra e Gesù disse: “Prendete e bevetene tutti, alla salute, amici!”
Fino a che a mezzanotte erano tutti ubriachi come irlandesi.
E in questa entrò un gruppo di giovani con il capo rasato.
“Guarda” disse Gesù, “un gruppo di calvi, un calvario”. E tutti giù a ridere come matti.
“Sei tu Gesù di Dusseldorf?” chiese il capo.
“E tu chi sei? Ponzio Pelato?” E giù tutti a ridere.
“Mi chiamo Helmut” rispose il Nazi serio.
“Vhelmut? Deve essere un aperitivo cinese” disse Gesù.
Tutti ridevano e ridevano. Gesù, nonostante fosse ubriaco, era sempre molto spiritoso.
Helmut per spaventarlo gli fece vedere la svastica ritagliata tra i capelli.
“Cos è?” chiese Gesù, “la cicatrice della lobotomia? Fate attenzione, con la testa così rasata prenderete freddo! Mettetevi qualcosa. Un profilattico, per esempio!”
Le risate si moltiplicavano.
“Non farci perdere la testa” disse in Nazi, e Gesù rispose: “Sarebbe una circoncisione!”.
L’ilarità era alle stelle.
Helmut in preda all’ira fulminò Gesù con lo sguardo. Gesù guardò Helmut e lo fuminò e basta.
Hans, un altro della banda, si fece avanti e Paolo con la spada gli tagliò un orecchio.
“Fermo Paoletto” disse Gesù. “Non sai che chi di spada ferisce lancia la prima pietra sul cammello nella cruna del coltivatore della vigna… va bè mò i proverbi non me li ricordo, non devo più bere così!”
Poi, mosso da compassione per Hans, gli fece cadere pure l’altro.
Purtroppo presero Gesù e di lui non si seppe più nulla. Dopo quattro giorni non resuscitò perché, appena gli passò la sbornia, si accorse che quei quattro deficienti lo aspettavano fuori.
Giobbe Covatta. Tratto da "Pancreas, trapianto del libro Cuore".
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