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venerdì 22 dicembre 2006 - ore 11:21
Borderline
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non so che farci il passato continua a prendermi a calci,
talmente forti da trovarmi senza le mie armi.
Nuda, spogliata da una realtà cruda,
questa tortura che consuma larmatura chiusa in quattro mura.
Chiara, mille problemi come molti,
racconti di spogli raccolti,
taccorgi che non si può viver di ricordi,
parli con sordi,
li scordi come sogni,
ma lascian solchi in un tempo che non riavvolgi.
Dicevano che il tempo passa e mi guariva,
eppure dentro brucia questa fiamma ancora viva.
Comè che chi consiglia rende tutto facile,
e poi ti dicono che il male aiuta a crescere.
Scusatemi non ce lho fatta,
giuro, che ho messa tutta me stessa, sono onesta,
cosa mi resta?
Di qualche lettera che ho scritto in una stanza
e quello che mi manca
è avere inchiostro e carta per scriverne unaltra.
No non mi basta,
no, non ti basta,
ed ora porta via il dolore dal mio cuore ne ho abbastanza.
Mi vesto con quello che capita
e 21 grammi della mia anima lontani da chi li contamina.
E tempo di voltare pagina,
asciugare unaltra lacrima,
una ferita aperta sanguina,
e non rimargina.
Fumo una malboro e mi prometto di smettere,
ma più mi nego un vizio e più è propizio che lo voglia prendere.
Lamore insegna ad amare,
io lo so fare,
e pare che mio padre non esiste e questo è per mia madre.
La rende grande qualche ruga,
mi ha vista piangere per gente cruda,
adesso è lunica in cui riporre fiducia.
Mi sento sola troppo spesso, il prezzo è quel che ho perso,
cresco e mi rinfresco con qulacosa di diverso.
Borderline e mi sento al limite,
ho cose da dire che nemmeno la graffite riesce a incidere.
Ma tocca vivere anche quando non ne hai voglia,
è unaltra porta che si chiude e tu di aprirla non ne hai forza.
Cosa mi importa, mi sono accorta,
che ho qualche impronta sulla pelle che mi scotta e non si scorda.
Cosa ne sa chi solo qui mi ascolta,
chi prende forza dai miei abbracci e non li ha dati mai una volta.
Mi sento debole quante persone gelide,
la vita è tanto semplice,
quanto difficile da prendere.
Mi sento stanca,
cerco a stento una pausa,
una vita calma,
perchè ha solo incertezze chi canta.
Ed è la storia di chi nasce e vive darte,
ed è una cosa che non si capisce se non ne fai parte.
E proprio nellistante in cui è importante avere risposte alle mie domande,
il mio dio è da unaltra parte.
Devo cambiare aria, fa male a respirarla,
la sabbia scappa dentro una clessidra ed io non so fermarla.
Piove troppo spesso cresco con il riflesso dellasfalto.
Pozzanghere di candide lacrime cadon dallalto.
Il cuore mi si spezza e unaltra sberla pesta alla mascella,
ed è più esperta ai cazzi miei la gente che professa indifferenza.
Sapienti vipere il mio vivere mi vide ad un bordo limite
e le critiche maligne sanno uccidere.
Ma sono viva e questa sfida non si ciba di briciole,
di indole se sudo lascio aloni tipo sindone.
Il canto mi alimenta,
come placenta nel parto.
E quanti amici veri ho accanto e quanto x inganno?
Non ci credo più ne ho visti troppi ed è opportuno,
ho doppi gli anticorpi ora non credo più in nessuno.
Fragile, mi sfogo in pagine,
rimbocco le mie maniche
e mi pare che se ipocrite,
nessuno è indispensabile.
Grata se mi ammiri, nata tra deliri,
incazzata vita avvelenata alla Guccini.
Bordeline tutto e niente,
solo guai tra corpo e mente,
dipendente da un pensiero diffidente.
Confusioni tra le azioni e propositi buoni,
chi cresce tra due fuochi e chi per dolori ha due cuori.
Tesso le mie lodi di una vita senza doni e come noti ho più coglioni di chi dorme sugli allori,
e questa va ai miei amori!
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