
Il_Nano, 22 anni
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"Nasco, Cresco, Appassisco: la vita di merda di un fiorellino"
HO VISTO
una mucca riversare una montagna di merda su un fiorellino
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un mio rutto che ha fatto tremare il fiorellino che ho nel vasetto qui difronte
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camicia a fiori
ORA VORREI TANTO...
un fiorellino di donna... ammicco

STO STUDIANDO...
la psicologia congenita di alcuni casi patologici di fiorellini nati malati o semplicemente con qualche petalo di meno e che non riescono ad accettarsi
OGGI IL MIO UMORE E'...
floreale

ps: so che quelle sono foglie, ma non si può dire un umore "foglieale", quindi non rompete!
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Saturday, December 30, 2006 - ore 14:11
A volte mi faccio paura da solo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Pessimismo. O realismo? La differenza è così sottile che fa chiedere se esista sul serio o meno. Chissà perchè il signor "fatto come sta" non va a nozze con le signorina "positività". Forse è gay. Gli piace "pessimismo". In ogni caso dall’unione di queste due visioni di vita ne viene fuori un circolo vizioso. Cercherò di spiegarmi in modo semplice (per quanto ne sia capace ora) anche se ciò vuol dire cancellare anni di evoluzione grammaticale. Vi chiedo scusa in anticipo. Il circolo, dicevamo: al suo interno tutto pare pessimo per via della realtà che essendo pessima ci fa pessimisti ed essendo pessimisti vediamo la realtà in modo pessimo... (orrenda costruzione... vi avevo avvisati). La conseguenza immediata del pessimismo è la somatizzazione degli stimoli esterni, l’accumulo di situazioni negative e pensieri inoperosi che vengono chiusi dentro per una incapacità o per pura sfiducia nei confronti della comunicazione. Ci si ritrova soli, chiusi in se stessi. Senza accorgercene la solitudine si è avvicinata di soppiatto e ha posto il suo magico mantello su di noi rendendoci invisibili agli altri. Poi va via. Fosse visibile almeno. Potesse parlare. Farci compagnia. No. Arriva e va via lasciandoci nell’ombra. Dovevamo aspettarcelo. La realtà è pessima. O siamo noi pessimisti? Non ricordo. Ricordo solo che per uscire da cose di questo genere, per dare una svolta totale alla propria vita ci vorrebbe quello che nella letteratura inglese chiamano "turning point", un punto di rottura totale, un nuovo inizio. Magari dovuto a qualcosa di unico, ad un’epifania... Io l’ho avuta. Ebbene si! Una divinità si è manifestata a me. Non so chi sia. Non voglio neanche fare una lista di chi potrebbe essere. Dirò solo chi c’è in cima alla lista: Madre Natura. La grande mamma che ci tiene da millenni attaccati ai suoi capezzoli. Ci sostenta, ci ospita, ci fa emozionare, ci da tutto. Ci tiene compagnia. L’ho avvertita attraverso la sfera magica. La Mamma ci ha dato i mezzi per farla e l’uomo l’ha realizzata. Per comunicare. Basta avvicinarsi, poggiare la mano sopra ed ecco il contatto! Piccole e sinuose dita raggiungono le tue, sembrano scaldarti. Senti come se avessi la più grande compagnia del mondo: senti il pianeta come una sola grande famiglia.
Signori e signore... la sfera magica!

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