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![]() galvan, 36 anni spritzino di buona volontà CHE FACCIO? do i numeri a spizzichi e Bocconi Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO e non voglio dimenticare. STO ASCOLTANDO L’integrale delle opere per organo di Bach suonate da Simon Preston. ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... eh, cazzo, sì. STO STUDIANDO... Appunti per lezioni, libri adottati e collaterali, e-mail di allievi e di colleghi, regolamenti di condominio e estratti conto. OGGI IL MIO UMORE E'... ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Dimenticare 2) veder morire la goliardia 3) Essere beccati dall'autovelox due volte nella stessa sera!!! 4) i siti ottimizzati per explorer MERAVIGLIE 1) insegnare 2) ...Trovare il semaforo verde alla Stanga 3) Svegliarsi con la convinzione che sia ora di alzarsi, guardare la sveglia ed accorgersi che invece mancano due ore... 4) la sicurezza che c'è qualcuno sempre disposto a ascoltarti e crederti. 5) vedere attorno a te le persone a cui vuoi bene che ti guardano con ammirazione... e sapere di aver fatto tutto quello che potevi per meritartela |
Sunday, December 31, 2006 - ore 10:40 Exit 2006, enters 2007 Ancora più che l’anno scorso, in questa coda di 2006 non ho praticamente avuto un istante per aggiornare il blog (solo sei post questo mese: diavolo, mi sa che se non è un record in negativo poco ci manca) e meno che mai per seguire i blog degli altri (purtroppo, a parte pochissime eccezioni, non entro in un blog altrui da settembre). Ma, tanto quanto l’anno scorso, questo non significa che io abbia viaggiato a cervello spento: anzi, dovendo dire la verità, la mia tendenza a esaminare, valutare, rimuginare e psicomasturbarmi su tutto si è fatta ancora più presente e florida (come è forse inevitabile che succeda invecchiando). Sia come sia, quest’anno ho molte meno difficoltà degli anni scorsi a incasellare gli avvenimenti per data. A occhio e croce, ciò dipende essenzialmente dal fatto che, nell’anno che è appena finito, la mia vita è stata significativamente rivoluzionata. A questo punto sorrido, perché mi rendo conto che, se avessi voluto tentare di programmare o prevedere nel 2005 qualcosa del 2006, non sarei nemmeno andato vicino alla quasi totalità delle cose che sono successe. Forse non poteva essere diversamente, visto che all’inizio dell’anno ero praticamente un fagotto di stracci: mi ci è voluto in effetti un bel po’ (i primi mesi, secondo alcuni amici, le prime settimane, secondo altri) per ricostruire i pezzi della mia psiche uscita disintegrata dagli ultimi mesi dell’anno precedente. In compenso, però, il Galvan rinato dalle sue ceneri siccome fenice fuori sede mi piace tanto quanto il vecchio, se non di più: forse è un po’ più cinico, rassegnato e disilluso, ma tutto sommato la versione precedente era un po’ troppo disinteressata, entusiasta e sognatrice. Gran parte di quest’anno è stata caratterizzata non tanto da ciò che è successo a me, quanto da ciò che è successo a raqquanti prossimi miei. Un amico, sempre più amico, ha firmato il contratto a tempo indeterminato e sta iniziando a discutere di mutui insieme con la morosa (niente male, quindi). Un altro amico ha purtroppo lasciato la morosa storica (sei anni, tanti quanti già io prima di lui) e anche lui si barcamena come può in mezzo a un po’ di tempeste emotive: in compenso, anche grazie a questo, la nostra amicizia si è ancora più cementata (non benissimo, ma neanche disastro, quindi). Un terzo amico è stato lasciato da una morosa ancora più storica; non si può certo dire che l’abbia presa bene, ma, dopo svariati mesetti piuttosto altalenanti, ha chiuso l’anno con un colpo di reni quasi inaspettato e ora è pronto per spiccare il volo nell’anno che verrà (abbiamo avuto anche un serio momento di conflitto, che comunque sembrerebbe rientrato: abbastanza bene, quindi). Un quarto, enorme, amico, meriterebbe un discorso a parte: limitiamoci a dire che è stato per me assolutamente insostituibile (è stato soprattutto lui a raccogliere i miei pezzi all’inizio dell’anno) e che, conclusa nel bene o nel male una fase importante della sua vita e dopo qualche mese di mare abbastanza alto e abbastanza mosso ha, nell’ordine, trovato morosa in una donna fenomenale, trovato lavoro (sia pure, forse, non il suo lavoro dei sogni), stabilito alcune promettenti premesse per per un lavoro decisamente migliore e iniziato a convivere con la morosa di cui sopra (molto bene, quindi). La famiglia di amici che avevo ospite lo scorso Capodanno si è trasferita a Verona in una casa splendida perché lei, dopo un bel po’ di tempo, ha finalmente e meritatissimamente vinto un concorso da ricercatrice universitaria (eccezionalmente bene, quindi). Il mio compagno di merende preferito ha concluso un’odissea burocratica e iniziato a stabilizzare il suo rapporto con la ragazza: nonostante qualche piccola macchia qua e là (ma ci stiamo lavorando), sembra piuttosto ben indirizzato. Un mio ex collega è diventato papà. Altri conoscenti vari hanno sistemato diversi aspetti della loro vita. Insomma: mentre scrivo, mi pare di poter dire che il 2006 è stato un anno di piccolo o grande miglioramento per tutte le persone a me care (perlomeno, tutte quelle con cui sono rimasto in contatto e, quindi, delle quali so qualcosa). Per quanto riguarda me, è stato un anno in cui ho capito ancora meglio che cosa voglio dalla vita e mi sono rafforzato nella mia convinzione di essere la persona giusta per ottenerlo (per la verità, come mi è proprio, questa convinzione non è ancora inscalfibile, ma -- tanto per dire qualcosa di nuovo -- ci stiamo lavorando). Anche per me è stato un anno di grandi rivoluzioni: ho firmato il contratto grazie al quale posso finalmente definirmi un professore, ho ottenuto un mutuo, ho comprato casa, ho progettato i lavori che mi interessava farci e ho iniziato a realizzarli (e il risultato, per quanto fatto finora, mi fa semplicemente tracimare di soddisfazione e desiderio di trasferirmici al più presto). Ho dedicato diversi mesi a preparare le lezioni che avrei dovuto dare da settembre a dicembre (periodo nel quale, in effetti, a parte insegnare e respirare sono riuscito a fare pochissimo d’altro) e il risultato è stato a dir poco soddisfacentissimo: gli applausi a fine corso dei dottorandi e delle matricole sono state due iniezioni ricostituenti grazie alle quali anche il mio ego, che un po’ mi aveva rimproverato in passato, si è messo un po’ tranquillo. Nel complesso è stato un anno decisamente impegnativo e tutt’altro che riposante, ma ha ricambiato quest’impegno con grandi soddisfazioni, o stendendo delle solidissime basi sulle quali salire per averne presto altre ancora più grandi. Anche dal punto di vista del rapporto con me stesso posso dirmi decisamente soddisfatto. Ho messo nella giusta prospettiva un leit motiv della mia esistenza dalle elementari ai giorni nostri (l’avevo sempre covata come vaga consapevolezza, ma improvvisamente mi è apparsa una spiegazione limpida, semplice e chiarissima che mi ha aiutato a collocare correttamente tanti conflitti nei quali mi son trovato incasinato nel passato più o meno recente). Credo di aver ridimensionato qualche possibile disparità nella quale involontariamente si agitavano alcuni profondi rapporti ai quali tengo moltissimo. Ho saputo essere forte in momenti in cui era il caso di esserlo e ho iniziato a impegnarmi per non disperdermi in mille ingenui tentativi di cercare cose che forse non ci sono. In generale mi sono confermato, come giustamente e perspicacemente mi ha definito un amico, un "contenitore": so essere tutt’altro che comune sia nella generosità sia nella stronzaggine, sia nella sensibilità sia nel cinismo, sia nello stile sia nella grezzaggine. Ciò fa sì che chiunque possa, dati alla mano, dimostrare incontrovertibilmente che sono qualsiasi cosa lui voglia vedere in me. Ora come ora, mentre sta finendo quest’anno straordinario, anche questo mi sembra un motivo per essere felice. Buona giornata, buon anno nuovo e buona vita a tutti. LEGGI I COMMENTI (7) PERMALINK |
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