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Thursday, January 04, 2007 - ore 13:08 Beat made in USA. Il beat inglese approda in America nel 1964 con i Beatles e la “British Invasion”, ispirando schiere di gruppi non tanto per contrastare il fenomeno, quanto per emularlo. I Byrds di Roger McGuinn combinano sapientemente il sound di “A Hard Day’s Night” con le canzoni di Bob Dylan creando così il “Folk-Rock”. Tuttavia prima di “Mr. Tambourine Man” i Byrds avevano già pubblicato senza successo un singolo dalle velleità beat, dal titolo “Please Let Me Love You” con il nome di “The Beeafeaters”, una chiara allusione onomatopeica ai Beatles ancor più enfatizzata dal vocalist Gene Clark che canta imitando vistosamente la classica pronuncia aperta di Liverpool. ![]() Ma con la “British Invasion”, il gruppo che forse meglio sa interpretare il beat inglese sono senza dubbio i californiani Beau Brummels. Il gruppo di San Francisco, si dichiara fan convinto dei Fab Four, Stones e soci senza tuttavia copiarli o imitarli ma il loro sound, le voci e la costruzione delle canzoni si avvicina moltissimo al beat inglese degli anni 60. La più lampante scopiazzatura attuata dai Brummels nei confronto dei colleghi inglesi, è il titolo del loro primo album, “Introducing The Beau Brummels”, ispirato dal primo album dei Beatles pubblicato dalla “Capitol” americana che portava il titolo di “Introducing The Beatles”. Verso la fine del 64 portano nelle zone alte della classifica “Laght, Laght” Link un gradevolissimo pezzo che per le armonie vocali prevalentemente a due o tre voci ricorda gli “Hollies”.Materiale significativo originale o ristampe in vinile o cd di questo gruppo è pressoché introvabile se non reperirlo da “Emule” o “E Bay”. In ogni caso, dal loro sito web è possibile ordinare il cofanetto edito dalla “Rhino” che contiene ben 113 canzoni. Io sono riuscito a scaricare dal “mulo” il cd del loro primo album che oltre alle 12 canzoni, contiene 12 bonus tracks di ottima musica beat “made in USA”. Consigliato… COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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