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Friday, January 05, 2007 - ore 18:00
Noi e lo specchio
(categoria: " Riflessioni ")
Lo specchio.
Che grande invenzione lo specchio!!
Lo specchio ci permette di fare una cosa molto importante: guardare negli occhi noi stessi.
Scrutarci, imparare a memoria visivamente i nostri tratti, scoprire sulla nostra pelle segni di cui non ci eravamo mai accorti.
Fissare la nostra immagine che si staglia violenta, senza filtri, senza passare attraverso le pupille di qualcun altro.
Siamo nudi. Con noi stessi. I giudici siamo noi stessi e basta, senza pietà, senza nessuna paura, completamente sinceri.
Non si chiama egocentrismo. E non si chiama nemmeno narcisismo. Si può definire piuttosto interazione con la nostra immagine.
E’ un cruento duello con i nostri effimeri contorni.
Petali di rosa appena spezzati.
“Cosa vedo io in me??” Una delle domande più difficili da fare a noi medesimi.
Lo specchio è un’arma a doppio taglio. Un’arma che in mano a noi stessi spesso può diventare letale.
Lo specchio può essere nostro amico, come il nostro peggior nemico.
Lo specchio non è oggettivo. Non è sincero.
Siamo noi che lo manipoliamo. Lo specchio ci rimanda l’immagine che vogliamo vedere noi.
O meglio: ci mostra un’immagine che spesso può essere distorta.
E’ la nostra psicologia, il nostro stato d’animo, la nostra mente che decide che lato mostrare.
Un giorno io mi posso guardare allo specchio e vedere la ragazza più bella, snella, sensuale del mondo. Il giorno dopo davanti allo stesso specchio, vedermi orribile, ingrassata, sbattuta.
Ma lo specchio può anche diventare l’importantissimo mezzo che ci permette di riconoscere noi stessi.
Questa sono io.
Ehi, non mi vedi??
Sì, adesso, mi vedo.

Avvicinati di più.
Cosa vedi?

Vedo due occhi grandi. Grandi grandi grandi.
Vedo una ragazza che a dieci anni ne dimostrava otto, che a tredici ne dimostrava undici, che a quindici ne dimostrava tredici e che adesso a diciotto anni compiuti ne dimostra quindici.
Non vedo rughe. Vedo qualche segno. Qualche imperfezione. Mi disturba, ma lo accetto. Fa parte di me. E’ mio, per cui lo faccio passare.
Il sopracciglio destro un po’ sparato, le labbra del nonno, il naso, il mento, i capelli di mia mamma. La forma degli occhi di mio papà.
Ma chi sono io????
Chi sono????
Sono me stessa. Sono chi voglio essere.
E chi vuoi essere????
Solo me stessa.
Avvicinati ancora di pìù, di più, di più.

Noi siamo chi vogliamo essere.
Noi vediamo quello che vogliamo vedere.
Siamo noi che decidiamo.
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