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Telete, 41 anni
spritzina di Padova (provincia)
CHE FACCIO? Azzeccagarbugli
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STO LEGGENDO
LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento
HO VISTO
- la mia
vita trovare un suo proprio
equilibrio- la
serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto
STO ASCOLTANDO
Il sommesso
brusio dei miei
pensieri...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Uno
stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta,
mischiando dal dark al bon ton, per
piacermi sempre e comunque!
ORA VORREI TANTO...
- che il mio
futuro si
concretizzasse in
tempi brevi- un
Moscow Mule- un paio di
Manolos
STO STUDIANDO...
Me stessa...perché il
mio io è unincognita che mi porta sempre a rimescolare il
caos che ho dentro di me.
OGGI IL MIO UMORE E'...
Imperscrutabile
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Sunday, January 07, 2007 - ore 14:35
UN ANIMO INFALLIBILMENTE PURO...
(categoria: " Riflessioni ")
Perché, mi son sovente domandato,
scegli sì spesso a oggetto di pittura
la morte, la caducità, la tomba?
E’ perché, per vivere in eterno,
bisogna spesso abbandonarsi alla morte.
[Caspar David Friedrich]Stamattina mi è capitata fra le mani una stampa de
L’abbazia nel querceto di
CASPAR DAVID FRIEDRICH (1774-1840), grandissimo pittore romantico, e mi è tornata alla mente una sua frase: “
L’unica vera sorgente dell’arte è il nostro cuore, il linguaggio di un animo infallibilmente puro. Un’opera che non sia sgorgata da questa sorgente può essere soltanto artificio. Ogni autentica opera d’arte viene concepita in un’ora santa e partorita in un’ora felice, spesso senza che lo stesso artista ne sia consapevole, per l’impulso interiore del cuore”...

Così mi sono ritrovata a riflettere sul
sublime, concetto filosofico e artistico che da sempre mi affascina...

Il
SUBLIME, che
EDMUND BURKE nel 1757 definisce come “
tutto ciò che può destare idee di dolore e di pericolo, ossia tutto ciò che è in un certo senso terribile o che riguarda oggetti terribili, o che agisce in modo analogo al terrore” e che trova la sua fonte nella natura, perché essa “
produce la più forte emozione che l’animo sia capace di sentire”, induce, secondo
IMMANUEL KANT (
Critica del Giudizio, 1790), la mente a
prendere coscienza del proprio limite razionale e a
riconoscere la possibilità di una dimensione sovrasensibile, da esperire sul piano puramente emotivo.

Personalmente vedo nel sublime un’
espressione del misterioso e dello sconosciuto, percepiti non attraverso l’intellezione, ma attraverso i sentimenti e le sensazioni... E l’artista comprende e raffigura questo stato esistenziale nel
rapporto uomo-natura, che si esplica mediante il contrasto tra la
finitezza dell’uomo e l’
infinità della natura... Una
concordia discors, che fa sì che l’
animo sia in sintonia ed armonia con il mondo...
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