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Sunday, January 07, 2007 - ore 14:35


UN ANIMO INFALLIBILMENTE PURO...
(categoria: " Riflessioni ")


Perché, mi son sovente domandato,
scegli sì spesso a oggetto di pittura
la morte, la caducità, la tomba?
E’ perché, per vivere in eterno,
bisogna spesso abbandonarsi alla morte.

[Caspar David Friedrich]


Stamattina mi è capitata fra le mani una stampa de L’abbazia nel querceto di CASPAR DAVID FRIEDRICH (1774-1840), grandissimo pittore romantico, e mi è tornata alla mente una sua frase: “L’unica vera sorgente dell’arte è il nostro cuore, il linguaggio di un animo infallibilmente puro. Un’opera che non sia sgorgata da questa sorgente può essere soltanto artificio. Ogni autentica opera d’arte viene concepita in un’ora santa e partorita in un’ora felice, spesso senza che lo stesso artista ne sia consapevole, per l’impulso interiore del cuore”...

Così mi sono ritrovata a riflettere sul sublime, concetto filosofico e artistico che da sempre mi affascina...

Il SUBLIME, che EDMUND BURKE nel 1757 definisce come “tutto ciò che può destare idee di dolore e di pericolo, ossia tutto ciò che è in un certo senso terribile o che riguarda oggetti terribili, o che agisce in modo analogo al terrore” e che trova la sua fonte nella natura, perché essa “produce la più forte emozione che l’animo sia capace di sentire”, induce, secondo IMMANUEL KANT (Critica del Giudizio, 1790), la mente a prendere coscienza del proprio limite razionale e a riconoscere la possibilità di una dimensione sovrasensibile, da esperire sul piano puramente emotivo.

Personalmente vedo nel sublime un’espressione del misterioso e dello sconosciuto, percepiti non attraverso l’intellezione, ma attraverso i sentimenti e le sensazioni... E l’artista comprende e raffigura questo stato esistenziale nel rapporto uomo-natura, che si esplica mediante il contrasto tra la finitezza dell’uomo e l’infinità della natura... Una concordia discors, che fa sì che l’animo sia in sintonia ed armonia con il mondo...


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