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Tuesday, January 09, 2007 - ore 12:16
Ombretto grigio
(categoria: " Vita Quotidiana ")
L’ingresso al resort Alberga annidato sotto le mie cavità oculari. Tonalità naturale, invidiata dalla cosmesi mondiale. Fortuna che pensavo di riposarmi un po’. Il connubio sciagurato tra concerto notturno e successivo mattutino crea mostri dagli occhi plumbei. Il sonno pomeridiano mai mi fu ristoratore anche per l’infelice scelta di una stanza comunicante con il bagno e di passaggio per i colleghi musicisti dalle suste molli. E l’idea surreale (attuata in un momento di pomeridiana disperazione insonne) di dormire con la finestra aperta per lenire il disagio della grottesca temperatura dettata dall’anarchico termostato di casa, il tutto mentre fuori non intende proprio nevicare.
O meglio nevica solo il 3 gennaio, quando A.G., 29 anni di Padova, di professione musicista intende compiere il tragitto di km 6 per recarsi presso il suo posto di lavoro e svolgere mansioni di orchestrale a quattro e sei corde, fonico, prestigiatore, charmant intrattenitore per ricche signore inglesi. E nella fredda sera alpina, inginocchiati sulla neve soffice appena caduta, abbracciati a ruote e cerchioni, con mani insensibili, vestiti bruttati di grasso e fango, domandandosi perchè le istruzioni per montare le catene le scrivano presso l’ospedale Cottolengo, dubitare tristemente dell’Immacolata Concezione.
Ma giungere in tempo. Salutare con un sorriso la nostra favorita in attesa e cercare di spiegarle con gli occhi che il suo essere una giovane e stupenda dea dagli occhi azzurri ed i capelli rossi non è di per sè un limite per il sottoscritto, ma il suo essere figlia di un probabile boss della mafia russa tende a inibirmi.
E poi suonare. Tanto. Tantissimo. Di sera (afterdinner), di mattina (matinée) e talvolta anche di pomeriggio (tea break).
Ed è bello meravigliarsi di quanti arricchiti russi con donne bellissime al seguito abbiano pensato di trovare divertimento e neve in questa landa dell’estremo torinese. Ed è bello perchè, ad onta del loro aspetto per nulla rassicurante sono come dei bambini giocherelloni e generosi, pronti a calmare la tua sete con calici di Cristal (450 euro ben spesi no?) e preoccuparsi della tua incombente scadenza del RCA auto con disinvolta cessione di Biglietto Verde a Tre Cifre, portato a mano da una guardia del corpo. Ma sì.. ti suono Kalinka, la Czarda e anche O sole mio.
E’ bello anche trovare degli amici inattesi nella band irlandese misto vicentina-americana. Che suona meravigliosamente, se n’è accorta anche una piccola bimba irlandese, 6 anni, un faccino simpatico e monello, un anno di corso di danza tradizionale gaelica e tanta spavalda voglia di divertirsi, ignara e sprezzante della rigida formalità dell’ambiente. Balla, piccola!
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