
Il_Nano, 22 anni
spritzino di Padova/Taranto
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"Nasco, Cresco, Appassisco: la vita di merda di un fiorellino"
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una mucca riversare una montagna di merda su un fiorellino
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un mio rutto che ha fatto tremare il fiorellino che ho nel vasetto qui difronte
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un fiorellino di donna... ammicco

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la psicologia congenita di alcuni casi patologici di fiorellini nati malati o semplicemente con qualche petalo di meno e che non riescono ad accettarsi
OGGI IL MIO UMORE E'...
floreale

ps: so che quelle sono foglie, ma non si può dire un umore "foglieale", quindi non rompete!
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mercoledì 10 gennaio 2007 - ore 13:21
Scoperte...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
L’essenza della vita? Non il suo significato... lo sapessi... No, io parlo della cosa che sorregge la vita, sembra darle un senso, è vita essa stessa: la Percezione. Quella con la p maiuscola, quella primoridiale, quella pura. La percezione di un bambino appena nato che per la prima volta respira, intravede, sente, tocca, gusta. La percezione del primo sentimento importante che ci cambia dentro e si fa sentire sulla pelle nel bene e nel male. E’diversa da quella che abbiamo ora. Ormai abbiamo fatto così tanto pur non facendo niente che tutto è inficiato dall’abitudine, cancro che si attacca all’"organo" della vita stessa: l’anima.
Ogni tanto però ti lascia respirare. Non so perchè... di nuovo non c’è nulla... forse anche lui si è abituato a star lì e si è voluto prendere una pausa da se stesso. Fatto stà che ieri avevo la percezione pura. Toccavo e sentivo come la prima volta: la plastica a tratti morbida e piacevole dei tasti del pc, la quasi inconsistenza della cartina, la sofficità del piumone, il freddo e la durezza del muro. Vedere le cose per la prima volta e cercare di capire non solo a cosa servono, ma anche perchè sono state fatte proprio così: perchè la porta squadrata e non tondeggiante e sinuosa, perchè il letto lungo e rettangolare e non irregolare e magari incavato, perchè il letto stesso e non una vasca, un tappeto, un "appendino per uomini". Anche il gusto... nuovo e sconvolgente ad ogni sorso, ad ogni morso, ad ogni tiro. E come non parlare dei suoni: canzoni sentite e risentite con sonorità non proprio originali o al limite della sperimentazione ma ugualmente nuove, imprevedibili, giuste, azzeccate, una serie di note in una sola, unica e determinata sequenza che apre un’infinità di sensazioni e sentimenti.
E come un gatto quando entra in una stanza nuova annusa e scruta tutto con invidiabile perizia prima di trovare il suo spazio, così la mia percezione ha analizzato qualsiasi cosa la circondasse per poi ritrovare il suo spazio dove poter star cheta. Ma anche quello che ormai da 23 anni è il suo rifugio pare nuovo. Io sembro nuovo. E così riscopri il tuo corpo pesante e troppo consistente. Lo percepisci da dentro, nel cammino che fa la percezione per tornare al suo giaciglio, dove presto tornerà l’abitudine. E allora senti la gola bruciare, i polmoni pompare, il cuore battere, lo stomaco... credo sia lo stomaco la residenza della percezione. Ogni sensazione, ogni percezione provoca qualcosa di strano nello stomaco. Un mix di sentimenti derivanti dal nostro sentire lo fa contorcere, rivoltare, stringere, allargare... muovere in genere. La mia percezione dopo un breve viaggio è tornata a casa. Si, sono quasi del tutto convinto che sia quello il suo posto...
Oh! di uscire è uscita da li, poi non so...
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