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Friday, January 12, 2007 - ore 12:22


che
(categoria: " Poesia ")


post di carl
venerdì 12/1 12:20

che
che il pallone bianco e nero e bianco

che dolci
che dolci
e che dolci

e che troie
che troie
che troie

che splendide splendide stelle

che splendide splendide stelle della sera sul divano bianco a
non posso scriverlo tanto
amore
che splendide splendide stelle della mattina sul lavello bianco a
appunto lavare posso scriverlo tanto
amore
bianco
ancora prima lavato
dell’acqua della prima cena

io in piedi con il mio maglione verde acrilico
il mio maglione preferito
le parigine nero
le parigine bianco e nero
le gonne nero
le gonne grigio
senza mutandine
anch’io senza
timore che non sia
dell’amore
lavare tre forchette
tre coltelli
tre cucchiai
tre immacolati
santi strumenti di un dio che se c’è
guarda giù
in fondo
giù
all’anima di noi tre
con affetto
con amore
con un misto miele dei due sopra
dei due sotto
della mani in trecce sul sedile dietro
delle gambe in trecce sul divano davanti
in the mood for love
le camminate di domani mattina presto a san pietro in gù a padova
le parole sussurrate appena come
in un angolo piccolo d’albero di cielo
che le protegge appena come
splendide splendide stelle

il riscaldamento quando si attacca ad ogni ora è come
quel fiume in piena giù per il corridoio e la cucina
giù per le scale quando si scende
su per le scale quando si sale
dietro di voi vi guardo innamorato e siete fighe
strafighe
davanti a voi vi tolgo le calze e siete fighe
strafighe
e siete i misteri che avevo scritto d’estate
e me ne accorgo soltanto adesso che
neanche questo posso scriverlo tanto
non mi credereste lettori lettrici che
quello che ho visto è il respiro di un frattale di luci
di un frattale di luci è il respiro
antico e nuovo nuovissimo testamento di gioie
e sorrisi imbarazzati
e mani di bambine che si appoggiano con affetto e un poca distanza
ma è normale no questo confine piccolo
spazio di normalità senza confini che non siano di ieri
l’altro appena ci siamo conosciuti vi siete conosciute
e pensate quanti dolci c’erano sulla tavola a fiori
nessuno direte voi
arachidi poco di più
una pasta fatta con amore con poco vapore
e tanta verdura
carote e zucchine ma potrei sbagliare
una tavola semplice perchè ci stia tutta questa complessità
tutta la nostra complessità
la tua complessità
e la tua
e la mia
tutta questa complessità di baci dati con poca luce
dentro una macchina in un parcheggio che ormai è nostro
davanti una tv che accendiamo soltanto per i sogni
la realtà dei giorni ci interessa poco
o niente
stiamo così
semplicemente grazie
stese su un divano

avevo paura sai
di poter scrivere questa mattina solo cose banali
che anche solo dire questo o quello non fosse che banale
perchè è così
fiume
tutto

a no invece
sono qui senza di voi a scrivere di voi
come potrei non farlo invece
come potrei lasciarvi da sole
adesso che avete bisogno di me
in uno studio di san pietro in gù
in una segreteria di padova

non ho paura sai
di scrivere queste cose in questo modo
ho scritto appena cose di un altro mondo
a nostro modo
con le parole dell’una e
dell’altra sempre
nella carne aperta viva
di un uomo che si sente piccolo di fronte a voi

stelle belle come il sole figo
strafigo
della sabbia di maggio
quando c’è poca gente
eccomi al romanticismo per vie laterali
eccomi al mare in mezzo a voi
senza costume
a tenersi
per mano
sulla sabbia di giugno
quando c’è poca gente
e poco si paga
il parcheggio

c’è da camminare questo sì
l’avevamo detto
ma avevate detto che era così
bello
punto di domanda

sì mi sa di sì mi sa che avevate detto anche questo
sulla sabbia di dicembre
quando ci siamo conosciuti per caso
ci siamo visti come
e ci volevano in ordine tempo spazio e baci
ce ne vogliono ancora
l’amore viene perchè uno ufficialmente non lo chiama
ma lo chiama lo stesso si sa
per uno due tre come noi
stare senza è come dire poca pace
vogliamo tutto il meglio che uno due tre possono
e lo avremo sai
altro che
se lo avremo
come dire quando lo avremo il giorno la notte che lo avremo
sarà fatto di pane buono appena fatto
senza conservanti che non siano d’aria fresca

un poco di mare
che fa rima con
tutte le cose che le bocche dicono
quando sentono dentro
tan ti ti
tan ti ti
tan ti ti
tan ti ti
tan ti ti
tan ti ti
tan ti ti
tan ti ti
tiii rirariii tiii rirariii
taaa
taaa
tararaaa

è questo questo mare
la sapete la rima
che fa rima con tutto
buona per ogni stagione
salda di gennaio
salda di febbraio
salda di marzo
e così via

non è 119 euro
nè 109
nè 99

nè 150 euro in conto disponibile
nè 150 euro in conto contabile

niente
la rima non si adatta
si adatta a tutto invece
l’amore che c’è
e l’affetto
e le mani
diamo tempo
alla grazia
di scendere
alle lingue di fuoco
che forte questo dio
che ha le lingue
sante
e chi le usa
per fare bene
il pane
tutti i giorni

sai
scrivo questa cosa lunga per
trattenere le lacrime
e tenerle per voi
per bere un poco
al fiume
con le lingue di fuoco

spirito santo che sei nei cieli
nei soli
nelle stelle
nelle comete
dacci oggi il nostro smalto quotidiano
per farci belli alla sera
per farci belli alla mattina
la tavola è lunga
venite vicino

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