(questo BLOG è stato visitato 1005 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
martedì 16 gennaio 2007 - ore 19:43
In bocca al lupo Zeljko
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Con serietà, con impegno, Kalac ha conquistato pian piano e in silenzio i tifosi rossoneri. Presente nel bisogno per linfortunio di Dida, titolare nel momento della riscossa rossonera, ora è Zeljko ad aver bisogno di noi

Non è facile la vita per un portiere che indossa la maglia numero 12, o meglio, la numero 16. Guardare i compagni giocare domenica dopo domenica, mercoledì dopo mercoledì, dalla panchina. Non è facile soffrire in silenzio, stare al proprio posto senza mai dire una parola di troppo, nè una di meno. Zeljko è così. Stile anglosassone, carattere orgoglioso. Sicuro di sè, senza sconfinare nella superbia. Si è fatto trovare pronto, quando Nelson Dida il 21 novembre 2006 si è infortunato nella gara di Champions League contro lAEK. Circa due settimane prima di quellincontro in Grecia, Zeljko aveva giocato titolare in Coppa Italia contro il Brescia, e su di lui erano piovute critiche ingenerose, nonstante la vittoria per 4-2 della squadra rossonera.
.jpg)
Nella foto Kalac dà il cambio a Dida in AEK-Milan, dopo linfortunio subito da Nelson
Un altro tipo di giocatore, o meglio, un altro tipo di uomo, dopo quelle critiche sarebbe sceso in campo, per sostituire il numero 1, con le gambe instabili e la mente da unaltra parte. Ma Zeljko no. Abbiamo avuto bisogno di lui, e lui si è fatto avanti senza togliersi sassolini dalle scarpe, senza proclami di imbattibilità, ma difendendo nel modo più onesto e trasparente possibile quei colori che ci sono tanto cari. Un episodio, in particolare, ha colpito i tifosi rossoneri. Durante le vacanze natalizie Kalac aveva in programma la consueta visita ai famigliari in Australia. La fa tutti gli anni, come gli altri calciatori anche lui ama trascorrere le feste natalizie insieme alle persone care. Ma questa volta, Zeljko, ha deciso di sua iniziativa di non partire. Sentiva sulle spalle la responsabilità dalla porta del Milan, e ha preferito risparmiarsi tante ore di viaggi intercontinentali e un jet-lag difficile da smaltire.

Nel match contro la Reggina, lultimo gesto damore, almeno per il momento, nei confronti della sua squadra. Infortunatosi al 25 del primo tempo contro la Reggina, Zeljko ha cominciato ad avvertire dolore. Lo ha sentito nellintervallo, lo ha accusato nella ripresa. Qualcuno se ne è accorto? No, nessuno. Il nostro numero 16 ha continuato a giocare, con il dolore sì, ma senza smorfie. E il suo senso di responsabilità, che lo spinge a scegliere i suoi itinerari pensando ai risvolti che avrebbero sulle sue prestazioni, che lo spinge a scendere in campo nonstante le critiche, che gli permette di giocare più di unora con un dolore che fermerebbe chiunque di noi. Lo si vede, così, gigantesco nelle dimensioni, spalle larghe e sguardo impenetrabile, e ci si chiede se non sia una persona gelida, fredda. Invece Zeljko ha un cuore grande così: presente quando linfortunio di Dida lha richiesto, non si è mai risparmiato. Ora tocca a Nelson: Zeljko ha dato tutto, quasi aspettasse il recupero dallinfortunio di Dida per prendere una boccata dossigeno. Ma noi ti rivogliamo, Zeljko, in panchina o tra i nostri pali non importa. Un numero 16 così, è davero difficile da trovare.
LEGGI I COMMENTI (4)
PERMALINK