"Carissimo Marco,
ti scrivo dopo qualche giorno di silenzio e qualche riflessione…. domenica sera sono stata alla tua Messa e posso ammettere di essermi portata a casa tantissimo. Mi son portata via una chiesa colma di giovani, dei volti sorridenti, gente che entra in chiesa contenta a testa alta...la presentazione dei 31 ragazzi della Cresima…. L’omelia con il sottofondo musicale…. Tante cose che avevo già sentito e letto nei giornali ma che non avevo mai visto con i miei occhi e sentito con il mio cuore…
Quando sono arrivata a casa…ho ragionato un po’ su quello che hai detto durante l’omelia, e dentro mi sono rimaste tante tue espressioni, (strano perché io dopo 10 min. non mi ricordo più niente)…. Ho capito qualcosa……
Mi hanno colpito queste tue parole.
[…] E’ questione di attimi e la vita è rigirata….
[…] E’ giunto il momento di volare da solo…
[…] Cos’è la vita senza gioia?...
[…] Chi si fida di Lui….non dice mai di no…
[…] Maria, non rattoppa, travolge…
[…] Anche l’impossibile si può sciogliere…
[…] Giocando al risparmio, l’acqua non diventerà mai vino…
Mah, queste sono un po’ le frasi che mi hanno fatto riflettere e che mi hanno costretta a fare un po’ una specie di resoconto della mia vita… una vita così….da diciannovenne…. Una vita che mi procura delle meraviglie quotidianamente, una vita che mi fa vedere cose per cui vale la pena di vivere e di difendere la propria vita…
Beh, ecco allora che forse è arrivato anche il momento in cui è bene che io ti dica anche qualcosa di me, della mia vita…. Perché? Mah anche forse per ricevere un "consiglio"…. Una parola credo serva a tutti…. Anche a chi crede di aver già capito tutto….
Non parto a dirti quello che mi è succ. in passato… non mi presento…. Ma voglio raccontarti quello che sto vivendo adesso… Devo farti una premessa….
(…)
Da un po’ di tempo sento una voce strana dentro di me. E’ una voce leggera che a volte scompare, ma dopo poco ritorna più forte e sempre più insistente. E’ una voce che mi chiama e che mi chiede di dedicargli tutta la mia vita. Cosa sarà? Una fantasia? Un sogno? Un desiderio? … E se fosse veramente la sua volontà sulla mia vita ? Io non lo so, io non capisco e chiedo il tuo aiuto. In questi giorni ,ma anche precedentemente, ho incontrato e sto incontrando persone straordinarie: preti generosi ed intelligenti; suore simpatiche e sveglie; uomini e donne che lasciano tutto per andare a portare il Vangelo in paesi lontani. Per assistere i poveri, per dedicarsi a coloro che nessuno vuole vicino. Deve essere bella una vita vissuta così! E se lui allo stesso modo con cui ha chiamato queste persone chiamasse anche me? Io non sono proprio eccezionale: mi piace la vita comoda, amo divertirmi, a volte mi sembra di essere un po’ egoista… però io sento questa voce e non la voglio assolutamente soffocare. Credo che molto probabilmente possa essere solamente che uno sguardo d’amore… Se sei tu che mi parli io non voglio tapparmi le orecchie! Però ti prego, se sei tu che mi parli davvero, fatti sentire più chiaramente e parla più forte! E se non è un sogno, Signore, dammi il coraggio e la forza necessari per dirti il mio SI per sempre.
Così, come ti dicevo prima (…) mi è stata fatta una richiesta da parte di un ragazzo anche lui in ricerca vocazionale… Mi dice: "mah,vedo nei tuoi occhi una inconfondibile serenità e luce…non è che avresti voglia di farti due passi con me?...raccontami un po’ la storia della tua vocazione…..!"
Raccontare la propria vocazione credo che sia per tutti un compito difficile. Mi chiede di richiamare alla mente tutta la mia vita, con episodi spesso insignificanti che, uniti come i pezzi di un puzzle, alla fine mostrano un quadro che nessuno immaginava. Allora sono partita dal momento nel quale ho rivolto il mio sguardo a Dio, dopo aver sperimentato il fallimento dei miei tentativi di trovare serenità nelle "cose del mondo". Non saprei spiegare perché ero in crisi. Niente sembrava più soddisfarmi. Ragazzo, scuola, lavoro, amici: tutto appariva ai miei occhi come qualcosa di estremamente vuoto, incapace di riempire il mio cuore come avveniva quando gli amici e tutte le altre cose mi bastavano per essere felice o, perlomeno, così mi sembrava. Credevo di avere il verme solitario nel cuore. In questo stato d’animo continuavo a nutrirmi ma non ero mai sazia, mi manca sempre qualcosa, non riuscivo a trovare pace. Raggiungo anche mete e obbiettivi che mi ero imposta ma mi accorgo che nella mia vita niente è cambiato; tutto resta identico ed insignificante. Ed è estremamente difficile non essere frustrati in una situazione così.
Allora ho cercato di "toccare il mantello di Cristo". Mi sentivo come la donna di cui Marco (5,25-33) racconta nel suo Vangelo, da molto tempo malata ed infelice!(Mentre Gesù stava salendo a Gerusalemme, molta gente lo accerchiava in cerca di qualche miracolo o per trovare un motivo per screditarlo. Lungo la strada c’era anche una donna che da dodici anni soffriva a causa di un’emorragia. Era troppo pensare di riuscire a parlare con il Maestro, per una come lei che – oltretutto – in quanto donna non godeva di alcun diritto. Si sarebbe accontentata di toccare il mantello del Signore. E ci riuscì , tanto da attirare l’attenzione di Gesù stesso, che percepì la potenza uscita da Lui a causa della fede della donna.
Si – mi dirai – ma questo che c’entra con la tua storia? C’entra perché alla fine, dopo aver cercato mille strade, anch’io ho dovuto rivolgere il mio sguardo a Gesù che passava sulla mia strada… qui si può già notare una particolarità del Vangelo e della vita di tutti noi in generale: quando cerchi Dio, scopri che è Lui a richiamare su di se la tua attenzione, ti passa davanti, ti attira a se, attraverso mille situazioni particolari. Ti accorgi della sua presenza e non puoi fare a meno di invocarne l’aiuto. Il Signore si è fermato anche da me non per dirmi: "và, la tua fede ti ha salvato", ma per domandarmi: "vuoi essere felice come quella donna? " Così più mi aggrappavo al suo mantello chiedendo aiuto, più mi sentivo domandare: "vuoi essere felice?" Gesù mi ha fatto capire che si è stufato delle mie finte preghiere vuole che mi decida una volta per tutte. Ma io che cosa voglio in realtà da Lui? E poi sono disposta ad accettare la sua soluzione?
E’ relativamente facile chiedere aiuto, più difficile è accettare che l’altro ti aiuti a suo modo… Io molto probabilmente chiedevo a Gesù che facesse la mia volontà, che mi indicasse una strada secondo quelli che erano i miei desideri, non i suoi. Ma la logica di Dio è diversa… Credo di dover rispondere, di non aver alternativa… perché mi aggrappo al suo mantello se non per essere felice?
"si. Signore, voglio essere felice!".
Ho capito che Dio mi parla al cuore più che all’udito. Sento la sensazione tremenda e insopprimibile che solo lui può veramente fare quanto dice. Di fronte a un mondo dove le promesse svaniscono alla prima brezza mattutina, la parola di Gesù mi riempie di timore ma anche di certezze.
No, io non voglio andarmene triste come il giovane ricco del vangelo solo perché ho molte cose (cfr. Mt 19,16-22). Voglio essere felice, non di quelle felicità vuote che vengono da soddisfazioni passeggere, Voglio tutta la felicità, voglio sentire il mio cuore palpitare di vita anche quando la vita fa schifo, voglio essere libera, libera sul serio, libera perché il bene è l’unico desiderio del mio cuore. Vorrei alzarmi al mattino con la certezza che il nuovo giorno ha un senso ed io ho qualcosa per cui sorridere… Credo che a questo punto, sia Gesù l’unica fonte capace di dissetare il mio cuore.
E’ in questo momento che il sogno di Dio comincia ad occupare la mia mente, mi ruba il cuore fino a che non ti arrendi e ti lasci possedere da questo amore che non puoi contenere ne capire, che ti fa soffrire, che ti toglie il respiro, che ti nasconde il futuro e ti lascia solo l’angoscia del suo mistero, ma che ti attrae come un magnete. Non voglio mentirti, dicendoti che la chiamata di Dio è la sensazione più bella che io abbia mai provato, la voce d Gesù che ti chiama e che ti invita a seguirlo è devastante, ti spacca a metà, ti costringe a prendere la tua vita e metterla da parte per lasciare spazio al progetto di Dio. In tutto questo molto probabilmente il dolore è forse maggiore della gioia, è incomprensibile, perché più ci ragioni e più scopri l’irrazionalità, l’insensatezza di una scelta che appare inconcepibile e anche la tua intelligenza comincia a "fare a pugni" con il tuo cuore che ti spinge dietro a Cristo.
Egli mi ha attratto e resistergli credo sarebbe uno sforzo inutile e doloroso….
E agli amici, ai genitori, chi lo dice?
Spezzerò il cuore a loro. In quello che faccio adesso non c’è niente di male eppure ogni giorno che passa mi rendo conto che non è ciò che realmente voglio… è solo ciò che credo di volere… Il mio cuore è attratto da Cristo, solo da lui, senza intermediari. E’ uno scherzo non è possibile, anche Dio è impazzito, non sa più che pesci pigliare per dare energia alla chiesa agonizzante … ero io in realtà che non sapevo che pesci prendere, dove sbattere la testa, dove scappare per non ammettere che Cristo aveva capito benissimo ciò che lui stesso aveva seminato nel mio cuore.
Ma, come in tutte le cose della vita, la sofferenza esplode nella gioia, la vita nasce dal dolore del parto. Lo stesso è stato per me. Aiutata da Dio a resistere a questi momenti, a questa salita che pareva non finire mai , sono arrivata a capire che Gesù mi stava donando molto di più, mi stava dando la possibilità di partecipare alla sua gloria. Lui mi vuole per se non per una sua necessità ma perché era quello che nel profondo del mio cuore io stessa desidero ardentemente.
Lui, anche quando si nasconde e sembra lontano, è li che segue i miei passi, mi solleva quando cado, mi accoglie e mi cura quando le ferite che mi provoca il cammino mi fanno piangere. Molto probabilmente,se sarà così, e lui solo lo sa, mi regalerà molto più di quello che io lascerò. Chiedendomi di camminare al suo fianco mi offrirà ciò che cerco veramente. La strada è in salita, questo è evidente; una salita che inizialmente appare impossibile da affrontare, ma che, se trovi il coraggio di cominciare, si fa ogni giorno più dolce, perché Cristo ti accompagna , ti prende per mano…
E’ stata una fortissima esperienza che ha fatto maturare dentro di me altre convinzioni…. Diciamo che nella società in cui viviamo molto probabilmente una persona che dice queste cose….forse è una persona anormale…. Una persona che va controcorrente…ma questo andare controcorrente per adesso non mi fa paura…! Anzi mi attrae sempre di più….
Avevo deciso di scriverti già qualche tempo fa….poi però mi sono lasciata prendere da tante altre cose che mi hanno un po’ ostacolato la corsa…. Ma adesso ho le mie convinzioni…e le voglio portare avanti…
Domenica sera spero di poterci essere alla Messa (…)
Due righe in realtà solo per farti capire che cosa sento dentro.
Due righe che spero porteranno i loro frutti e che faranno nascere qualcosa di bello tra di noi… potremmo magari trovarci di persona anche per fare in semplicità due chiacchiere… sicuramente sarà più impegnativa la cosa rispetto alla stesura di una mail…. Ma le cose difficili sono quelle che mi hanno portata sempre alla vetta….che non mi hanno dato la possibilità di arrendermi anche quando dalla valle vedi la cima di un’alta montagna da scalare…".
Grazie di cuore, carissima ragazza!Le chiamate di Dio non prevedono addestramento, esigono lo sbaraglio! D’altronde
"i rigori li sbagliano soltanto quelli che hanno il coraggio di batterli" (R. Baggio).
Buon cammino... e conta sulla mia presenza!
don Marco Pozza, un prete innamorato di Gesù di Nazareth.