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LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento

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- la mia vita trovare un suo proprio equilibrio
- la serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto

STO ASCOLTANDO

Il sommesso brusio dei miei pensieri...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Uno stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta, mischiando dal dark al bon ton, per piacermi sempre e comunque!

ORA VORREI TANTO...

- che il mio futuro si concretizzasse in tempi brevi
- un Moscow Mule
- un paio di Manolos

STO STUDIANDO...

Me stessa...perché il mio io è un’incognita che mi porta sempre a rimescolare il caos che ho dentro di me.

OGGI IL MIO UMORE E'...

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Thursday, January 18, 2007 - ore 14:44


LE MEI IDEE... ELOGIO DELL’ATEISMO
(categoria: " Riflessioni ")


...continuo a difendere le mie idee, continuo a portare avanti le mie opinioni... continua il mio elogio dell’ateismo, attraverso le citazioni di uomini e donne celebri!



Nel mondo vi sono due classi di uomini - uomini intelligenti senza religione, e uomini religiosi senza intelligenza (Abu’l-Ala-Al-Ma’arri, poeta siriano)

Gli uomini sono portati a credere soprattutto ciò che meno capiscono (Michel de Montaigne, «Saggi», 1588)

Se Dio è dappertutto, è anche in me, agisce con me, sbaglia con me, offende Dio con me, combatte con me l’esistenza di Dio (Paul Thiry d’Holbach, «Il buon senso», 1772 )

Il pensiero della non esistenza di Dio non ha mai spaventato nessuno, ma è terrorizzante invece pensare che ne esista uno come quello che mi hanno descritto (Denis Diderot, «Pensieri filosofici», 1746)

La religione di Gesù Cristo, annunciata da ignoranti, ha fatto i primi cristiani. La stessa religione, predicata da dotti, oggi fa soltanto degli increduli (Denis Diderot, «Pensieri filosofici», 1746)

Se crediamo a delle assurdità, commetteremo delle atrocità (Voltaire, «Dizionario filosofico», 1764)

Ringrazio il buon Dio di avermi fatto diventare ateo (Georg Cristoph Lichtenberg, «Osservazioni e pensieri», 1773-75)

Non è strano che gli uomini combattano tanto volentieri per una religione e vivano così malvolentieri secondo i suoi precetti? (Georg Cristoph Lichtenberg, «Osservazioni e pensieri», 1773-75)

Un confessore si recò da un moribondo e gli disse: «Vengo a esortarvi a morire in pace». L’altro rispose: «E io vi esorto a lasciarmi morire in pace» (Nicolas de Chamfort, «Massime e pensieri», 1795)

L’idea di Dio è, lo confesso, l’unico torto che non posso perdonare all’uomo (D.A. François De Sade, «La storia di Juliette», 1797)

Dio non è che una parola inventata per spiegare il mondo (Alphonse de Lamartine, «Armonie Poetiche e Religiose», 1830)

La fede nella provvidenza è la fede dell’uomo in sé stesso. Dio si prende cura di me; egli si propone la mia felicità, la mia salvezza; vuole che io sia beato; ma anche io voglio la stessa cosa; il mio proprio interesse è dunque l’interesse di Dio, la mia propria volontà la volontà di Dio, il mio proprio fine ultimo il fine di Dio - l’amore di Dio per me non è che il mio amore di me stesso divinizzato (Ludwig Feuerbach, L’essenza del Cristianesimo, 1843)

Le religioni sono necessarie al popolo, e sono per esso un inestimabile beneficio. Quando però esse vogliono opporsi ai progressi dell’umanità nella conoscenza della verità, allora debbono essere messe da parte con la massima deferenza possibile. E pretendere che anche uno spirito grande - uno Shakespeare, un Goethe - faccia entrare nella propria convinzione, implicite, bona fide et sensu proprio, i dogmi di una qualche religione, è come pretendere che un gigante calzi la scarpa di un nano (Arthur Schopenhauer, «Supplementi al mondo come volontà e rappresentazione», 1844)

L’abolizione della religione come felicità illusoria del popolo è necessaria per la sua felicità reale (Karl Marx, «Introduzione alla critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico», 1844)

I fanatici sulla terra sono troppo spesso dei santi in cielo (Elisabeth Barrett Browing, «Aurora Leigh», 1857)

Dio è l’ombra della coscienza proiettata sul campo dell’immaginazione (Pierre Joseph Proudhon, «Della giustizia nella Rivoluzione e nella Chiesa», 1858)

La credulità è un segno d’estrazione: essa è plebea per essenza. Lo scetticismo, lo spirito critico è l’aristocrazia dell’intelligenza (Edmond e Jules de Goncourt, «Diario», 1861)

L’uomo di fede, il “credente” di ogni specie, è necessariamente un uomo dipendente - un uomo che non può disporre se stesso come scopo, che non può in generale disporre scopi derivandoli da se stesso. Il “credente” non si appartiene, egli può essere soltanto un mezzo, egli deve essere usato, sente la necessità che qualcuno lo usi (Friedrich Nietzsche, «L’Anticristo», 1888 )

Come? L’uomo è soltanto un errore di Dio? O forse è Dio soltanto un errore dell’uomo? (Friedrich Nietzsche, «Crepuscolo degli idoli», 1888)

Quanta verità può sopportare, quanta verità può osare un uomo? Questa è diventata la mia vera unità di misura, sempre più. L’errore (- la fede nell’ideale -) non è cecità, l’errore è viltà… Ogni risultato, ogni passo avanti nella conoscenza è una conseguenza del coraggio, della durezza con sé stessi, della pulizia con sé stessi… (Friedrich Nietzsche, «Ecce Homo», 1888)

Caso è lo pseudonimo di Dio quando non vuole firmare (Anatole France)

L’uomo non può vivere senza una perenne fiducia in qualcosa d’indistruttibile in sé, la qual cosa non esclude che, sia tale fiducia, sia quell’elemento indistruttibile, gli possano restare perennemente nascosti. Uno dei modi coi quali può esprimersi questo nascondimento è la fede in un Dio personale (Franz Kafka, «Quaderni in ottavo», 1917)

La fede è un crampo, una paralisi, un’atrofia della mente in certe posizioni (Ezra Pound, «Selected Prose», 1921)

Credo nella religione del dubbio. Ecco, questa è la mia religione (Pietro Gobetti)

La fede: una credenza assurda nell’eventualità dell’improbabile (Henry Louis Mencken, «Trattato sugli Dei», 1930)

La teologia è il tentativo di spiegare l’inconoscibile nei termini di ciò che non vale la pena conoscere (Henry Louis Mencken, «Trattato sugli Dei», 1930)

La religione è ciò che l’individuo fa con la propria solitudine (Alfred North Whitehead)

Se volete combattere i dittatori, cominciate dal primo: Dio! (Alberto Savinio)

È religione anche non credere in niente (Cesare Pavese, «La casa in collina», 1949)

Mi è stato più facile pensare un mondo senza creatore, che un creatore pieno di tutte le contraddizioni del mondo (Simone de Beauvoir, «Memorie di una ragazza perbene», 1958)

Dio mi deve delle spiegazioni (Eugène Ionesco)

Il monoteismo è una schifezza, come tutti i dispotismi. La specie è, per natura, democraticamente politeista, a parte quell’élite, frutto della evoluzione, che ha potuto liberarsi interamente dal bisogno del divino (Salman Rushdie)


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