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Thursday, January 18, 2007 - ore 15:39
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Per quanto sia doloroso ammetterlo, continuo imperterrito a credere che sia possibile “capire” il genere umano. E nonostante ripetuti fallimenti mi considero, comunque, sulla buona strada.
Sia chiaro: io ho ancora poche caselle di interpretazione, ma per il momento sono sufficienti ed esaustive ad inquadrare tutta la popolazione mondiale.
Ve ne presento volentieri qualcuna:
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EL MONA”: la mia preferita… Il “mona” è un pirla che non sa di esserlo. Lo è e basta. O forse sospetta di esserlo, ma gli va bene così. E’ autore di mirabili figure di cacca, di discorsi improponibili, di bestialità, ma in fondo è pure simpatico. Insomma, è pirla ma non è cattivo. La sola cosa da fare è volergli bene o eliminarlo. Dalle 06.30 di mattina alle 09.00 io rientro praticamente sempre in questa classe.
“
L’INDIFFERENTE”: è forse la categoria più affollata. Rientra in questa definizione, secondo il mio parametro, più del 50% della popolazione italiana, tanto per rimanere in casa. L’indifferente non è che la concretizzazione del vuoto, che egli esista o non esista non cambia assolutamente nulla, se non l’esponenziale aumento di inquinamento, di immondizia e di traffico. Questo soggetto è assolutamente amorfo e non ha nessuna opinione che non sia quella che va per la maggiore in tv. E, detto con tutta la più profonda filantropia possibile, al sottoscritto questo tipo sta letteralmente sopra gli amenicoli calzando un tacco 12. E potete immaginare il piacere che fa...
“
IL SAVIO ”: è il gruppo a cui maggiormente ambisco. Sufficientemente umile da conoscere i propri limiti, sufficientemente sveglio da non essere un pirla. Il più delle volte è anche colto ma non è una
condicio sine qua non.. L’appartenente a questo ordine vive in pace con i suoi orrendi dubbi esistenziali, sempre sospeso tra l’incompreso e l’emarginato (e/o sfigato che dir si voglia…). Ad un passo dal comprendere i misteri della natura eppure sempre col dubbio che lo tormenta, prima o poi se ne fa una ragione e va avanti. Normalmente non è un grande campione di simpatia.
“
IL MITO ”: naturalmente consta di pochissimi eletti. E’ il fratello del savio riveduto e corretto. Tutto perfetto e misurato, è così perfetto che non te lo fa neppure notare. Talvolta, ma non sempre, è anche un genio e passa dai frattali alla psicanalisi con una semplicità ed una dialettica da restare incantati. Spessissimo questa categoria la incontriamo nelle prime due settimane del nostro innamoramento… poi - chissà perché - il soggetto in questione migra inderogabilmente in altre classi.
“
IL NORMALE ”: è la mia sacca di riserva. Per il momento questa categoria serve ad inserire tutti quelli che non eccellono ma neppure sono così infimi e abbietti da finire nelle classi di serie B. Serve anche da limbo per tutti quelli in attesa di “giudizio” (per quanto inutile e bonaria sia la mia stima) e quando mi sento troppo buono per assurgermi come giudice. La categoria delle persone “normali” non corrisponde al classico 6 dei tempi delle scuole: non sono cioè “sufficienti” o “appena sufficienti” ma persone ammodo, oneste, dotate di un minimo senso critico ma che non emergono magari in creatività o gusto artistico; forse non originalissimi ma che non prestano nemmeno fianco a critica. Di solito se ti giri a destra o a sinistra ne trovi sempre una…
Poi avrei:
“IL FURBETTO”
“L’AMOREVOLE”
“L’AMICO”
“IL NON HO ANCORA DECISO”
ma magari ve le presento un’altra volta…
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