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Friday, January 19, 2007 - ore 18:21
evviva gli straordinari
(categoria: " Vita Quotidiana ")
soprattutto quelli non retribuiti.
E soprattutto evviva la mia cara mammina che va a cercarsi i pazienti in mezzo ai miei, di pazienti. Mica giusto così.
Ad ognuno i suoi.
Però che meravillia provare l’emozione di tornare a casa dopo 7 ore di lavoro e ritrovarmi...il lavoro a casa

di venerdì per giunta


TUTTO CIO’
sommato a degli imperdibili sabati pomeriggio passati a smistare quintalate di materiale misto accumulato in 25 anni.
Operazione che si svolge in soffitta di casa vecchia, il che significa spostare e svuotare scatoloni, perennemente piegata in due perchè in piedi non ci si sta, urtare a intervalli regolari capoccia o boffice in modo alternato in vari ed eventuali ferri sporgenti, o più semplicemente sul soffitto, che essendo inclinato risulta di altezza terribilmente incalcolabile.
Inoltre la temperatura si aggira attorno ai 5 gradi quindi diventa impensabile fermarsi per qualche istante, e si corre avanti e indietro, piegati in due, con scatoloni vecchi e pesantissimi in mano, che saltuariamente si sbrandellano ferocemente in corsa.
Ovviamente la luce è solo quella prodotta dalla piccola lampadina alla parete, per cui ogni volta che io o mia sorella vi ci fermiamo davanti, quell’altra povera malcapitata rimane al buio.
Sono quasi più stanca di un giorno di lavoro. quasi.
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