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![]() cielonero, 30 anni spritzino di vicenza CHE FACCIO? artista operaio Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) nessuna probabilmente MERAVIGLIE 1) tutte probabilmente |
Friday, January 19, 2007 - ore 19:50 f***** caron dimonio, stronzo come una vacca in calore che svende la f*** e tutto il resto al supermercato a buon prezzo, si trova sopra il fiume con l’ultima cistite del duemilasette, dei ventotto anni. la storia inizia così, con un imprevisto non previsto. a chi gli chiede ma cosa c**** scrivi di lunedì, caronte risponde zero, niente. neanche ai suoi amici più cari. neanche a luca e a giulia, niente. il mondo di sotto non è pronto ai grandi eventi, e mai lo sarà, se sevitiamo a delegare. tiresia intanto tira un urlo da paura, al supermercato. ma cosa c**** avete da guardare, tutti, con disinteresse? cosa c****? chi siete, affamati infami? chi? e sbrocca in pianti lunghi un centimetro e senza lacrime che sia una. senza mutandine, vestito di rosso, rossetto rosso, senti che bella, e smalto rosso. ma chi vi credete, sporche vacche e tori da supermercato? se le ho toccate? se sono uomo? se sono donna? se andrò via? e cosa c**** v’importa, se non siete fiume, o mare, o oceano di gocce e di mele con l’odessa affondata? l’odessa è una nave di gomma, lo sapevate? lo sapevate, brutti ceffi ignoranti e senza speme? lo sapevate o no? avanti! cristo giù dalla croce scende giù dalla croce, bene come il pane e benedice e dice tra sè e sè e il mondo di sopra. benedetto bene detto colui che viene, nel nome delle signore, e benedetto bene detto è il frutto del peccato senza colpa e senza macchina, proprio come zorro. gli ci vuole un cavallo adesso, a noleggio, per spostarsi dal posto della croce, al posto dei frutti che tanto benedice, idealista da strapazzo stra pazzo. è un racconto a tratti esilarante, questo f***** appena fuori dall’utero che si sposta con gli ormoni. a tratti esi, a tratti larante, a tratti neanche lui sa cosa e come. idealista idea lista da vivo e da morto. ofelia intanto è viva e vegeta, végeta e vegéta, come accenti. un po’ romantica per via laterale, un po’ cartone animato per diversamente abili, per essere politically correct. l’espressione politicamente corretto, indica quel linguaggio che, diplomaticamente, è privo di termini che possano essere considerati discriminatori. leggere su wikipedia cagate del genere è anch’esso esilarante, ma tutto attaccato al dolore. anna nel suo lettino riscaldato a corrente, pensa a che scarpe comprarsi con i suoi 2000 euro al mese. marta che ogni tanto legge, la saluto con un sorriso. le citazioni situazioniste, invece, fanno ridere di gusto i clienti del pub inglese. un po’ perchè non ci capiscono un c****, un po’ perchè nicola le legge bene, su indicazione del regista, un po’ perchè un po’ di sana un po’ cultura, tra una birra e l’altra doppio malto, fanno bene al cuore, anche se non si capisce perchè. soprattuto perchè non si capisce perchè ci pagano 150 euro a sera, e stiamo bene così a fine mese. ma veniamo a tiresia. impantanato nei suoi jeans taglia 52 vecchi come l’orco, è un po’ uomo e un po’ donna. ha il sesto senso delle donne, e il settimo degli dei, ma è mortale e prova pena per tutti e tutte, ambasciatore compreso. ha amato tanto in vita sua, e in morte sorride e sta male, proprio come zorro. almeno lui, zorro dico, il cavallo ce l’ha. l’ha rubato. è contro la proprietà privata. ma non è comunista. è solo bravo. il post di carl di venerdì 12 gennaio 2007 ore 12.22 è bellissimo. non lo dico io, lo dice lei, e lei, e lei. lei poi dice che anche il nuovo racconto f***** è, non ricordo bene, scritto bene e coinvolgente? sì, ed è un dolore, quello della metamorfosi duemilasette, che non tutti possono capire fino in fondo. adesso serve andare a padova oggi pomeriggio, andare, stare, tornare, stare, eccetera. e poi dormire. e poi basta facciamola finita con i verbi all’infinito. appena ne trovo uno buono all’indicativo presente e al futuro semplice, lo scrivo qui. non occorre che lo diciate. buona lettura. justify justify. faccio il giusto. come zorro. grande uomo, grande ladro, grande spadaccino, grande cavallerizzo. il giusto. zorro. alla domanda delle domande io frega un cavallo chiamato cavallo, suona le trombe, parte all’impazzata, fuma all’impazzata, fa gas, fa benzina, va, corri furia cavallo dell’est, impenna come un osso, metti il vestito più rosso ppiiùù rroossoo, metti il rossetto più rosso, metti lo smalto più rosso, e novello zorro, eccoti in cambogia, tra le rocce e i monaci, fratelli di sangue, fermati stop stacco di montaggio. un altro io scende da cavallo, una carezza, un pianto di dolore straziante, un’odissea nello strazio, un giorno capirai, chica, che tutto ciò che viene, viene sulla faccia per trovarti un sorriso. niente di più. ma tutto rosso. alla prossima, gente. certe cose vanno fatte bene e il bene va fatto bene. con la bocca dentro un piccolo di roccia. voglio un figlio, una famiglia, una casa. tutto qui. un lavoro. ecco, l’ho detto: un lavoro, scritto così proprio. da 700 800 900 1000 netti o quello che basta. basta. la tua testa dentro al forno e scoparti da dietro. nella f*** e nel c***. la sua testa dentro al forno e scoparla da dietro. nella f*** e nel c***. la mia testa dentro al forno e scoparmi da dietro. nel c***. scoparti la bocca. scoparle la bocca. scoparmi la bocca. vieni. viene. vengo. lavo al presente indicativo e al futuro prossimo quello che c’è da lavare. ridiamo. e il sole. e il mare. e la terra. e l’aria. netti. netti. netti. o quello che basta. bacio sugli occhi. bacio sugli occhi bacio sugli occhi. prima di tutto. durante di tutto. dopo di tutto. è presente indicativo. è futuro prossimo. è. filmo il sole che viene dentro filmo il mare che viene dentro filmo la terra che dalla f*** sbava sangue filmo l’aria che dalla f*** sbava sangue filmo il cielo che dal c**** sbava sboro è è presente indicativo è futuro prossimo è e he e benedico questa maglia che non è mia questa maglietta che non è mia questa libreria che non è mia questa scrivania che non è mia questa penna che non è mia le cose anche che ho comperato non sono mie mia mio mie miei sono aggettivi possessivi fino a qui ci siamo arrivati benedico gli aggettivi possessivi che non sono miei però adesso ho voglia di piegare questa maglia di piegare questa maglietta di nettare questa libreria di nettare questa scrivania di nettare questa penna per avere pulito questo arcobaleno pulito ai quattro cantoni piccoli al posto delle fragole a testa in giù posso fumare? chiedo a francesca la mia ospite ti fa male! risponde francesca la mia ospite è tanto cara la fine l’inizio invece è sempre sangue a testa in giù ma guardiamo in su dove c’è già tutto quello che serve in due parole PERMALINK |
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