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Tuesday, July 08, 2003 - ore 17:23
Arezzo Wave: memorie altrui
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Breve saggio conclusivo all'approssimarsi dell'indomani
a cura di
Kris
Ma se io dovessi dire.. niente ti trascina piu' inconsapevolmente del festival. Si perde la dimensione temporale e i giorni si caratterizzano esclusivamente per il cartellone in programma. L'umana scansione che contraddistingue ogni altra settimana di un anno diventa meno di niente. Ti chiedi che giorno sia, con una baraonda di eventi che rendono improponibile ogni tentativo di riconnettersi al reale.
Una settimana vissuta come esule dal mondo civile e parimenti come protagonista di una dimensione altra, davvero, parallela, uno scatolone delle meraviglie che si stappa una sola volta in un anno, con personaggi che non hai modo di vedere altrimenti, che dunque, quando li incontri, puoi stare certo che può significare soltanto che sei ancora una volta dentro Arezzo Wave. Una settimana che viene letteralmente incastrata a forza nella lunga fila di settimane in colonna sul calendario, una settimana che non ha niente a che fare con quella precedente e quella seguente, durante la quale saltano schemi e programmi e si vive una nuova vita. Questo perlomeno per quelli come me, quelli che durante i giorni della manifestazione perdono la memoria, si dimenticano degli impegni e dei progetti che governano il loro agire durante tutti gli altri giorni, trascurano casa e tutto cio' che gravita intorno ad essa, abbandonano abitudini pluriennali, spingono indietro tutto quello che non e' festival, ripeto, vivono un'altra vita. Una vita segnata dai tempi dello spettacolo.. la conferenza stampa al mattino, il Wake Up se avanza tempo, il pranzo di rito impiegato a mettere in ordine le notizie, lo Psycho, il Word Stage, l'Aperitivo Rock dunque un'altra conferenza, neanche il tempo di riprendere fiato che gia' cominciano al Main e proseguono alla Love Zone.
E di nuovo siamo vicini alla conclusione, anche questa volta, non ho idea di come io sia arrivato sino a qui, non ho idea di come sia scivolato tutto quanto, anche questa volta, non ho avuto tempo per riflettere su come e cosa. La prima sera, tra il trambusto dell'inaugurazione, assistendo alla prima esibizione ho razionalizzato per un attimo appena. Volgendomi al palco smisurato che si stagliava al centro di quel tutto dato dal cielo di luglio al tramonto, con ancora una quantita' di pubblico che ti desse modo di pensare, mi sono chiesto se era possibile che fosse di nuovo il festival.
E nello stesso istante probabilmente mi sono sentito un eroe.
Credete non basterebbero due vite, in questi giorni. E non mi basterebbero due vite neppure per farvi capire.
Grazie.
T.S.B.
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