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Tuesday, January 23, 2007 - ore 09:36
Di dipendenze
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dopo giorni e giorni a lamentarsi della pioggia che non arrivava, eccoli contenti ora, di potersi lamentare perché piove.
Io non la chiamavo, ma oramai che c’è, teniamocela, però il fatto di dover uscire dal letto mente ascolto il rumore della pioggia è una tortura. Veramente mi sarei girata volentieri dall’altra parte, dopo aver fracassato la sveglia al suolo, e avrei ripreso a dormire.
Rifletto su questo, oggi: la parola dipendenza.
“dipendènza: dipendènza
s. f.
il dipendere, l’essere subordinato, soggetto a qualcuno o a qualcosa: lavorare, essere impiegato alle dipendenze di qualcuno, in qualità di dipendente, non in proprio
in grammatica: dipendenza dei tempi verbali, la loro concordanza; dipendenza di una proposizione da un’altra, il rapporto di subordinazione con quella
loc. prep.: in dipendenza di, dipendentemente da, in conseguenza di.” Da quante cose siamo dipendenti? Sigarette, alcool, sesso, droghe, film, telefono, macchine, musica, vestiti; siamo dipendenti dal pensiero che gli altri hanno di noi, dipendenti di un titolare, dipendenti dal gioco, da un conto in banca. Da una persona.
Domenica sera il mio ragazzo è ripartito dopo essere stato da me, ma dopo poco mi mancava e l’ho chiamato. Scherzando mi dice: “Ma stai diventando dipendente da me? Una sorta di droga?”. Lì per lì non ci penso tanto su, poi questa riflessione della dipendenza si fa sempre più forte.
Leggo una frase di Zhuan Falun "L’intero processo di coltivazione di una persona consiste nell’abbandonare incessantemente gli attaccamenti umani.”
L’amore può essere considerato un attaccamento umano? La necessità di sentirsi amati, di avere fiducia, di avere attenzioni, di dare amore.
Poi mi sono chiesta se tutto non si altro che attaccamento umano. Una persona che parte per una missione in Africa, non lo fa per se stessa, in fin dei conti? Per il bisogno di sentirsi utile o la volontà di aiutare, perché questa cosa lo fa sentire bene?
Tutto parte da noi. Ho sempre pensato che dipendenza fosse debolezza. Ma non è tutto qui.
Oggi mi accorgo che siamo tutti dipendenti da tutti, perché tutti abbiamo bisogno di qualcun altro per qualsiasi azione. Siamo dipendenti dall’autista del bus che ci porta in centro, dipendenti dalla commessa che ci aiuta nello scegliere un prodotto, persino dalla donna delle pulizie che ci tiene in ordine la casa.
indipendènza: indipendènza
s. f., l’essere indipendente; lo stato di poter disporre liberamente di se stesso;
Già, ma ci sono regole morali imposte e non, un’etica che ci siamo costruiti noi, che ci fa scindere il bene dal male. Che ci fa scegliere ed essere scelti da qualcuno.
Quindi in un certo senso sì, io sono dipendente dalla persona che amo.
Ma se così non fosse, non sarebbe ai miei occhi una persona come tante? E lui non è forse dipendente da me?
Non respiriamo l’uno l’aria dell’altro, non viviamo in simbiosi, non adattiamo le nostre passioni per piacere uno all’altro, eppure se ci amiamo, stiamo bene insieme e abbiamo bisogno l’uno dell’altra. E’ così che si costruisce un legame, no? E non è anche questa dipendenza, in un certo senso?
L’amore crea dipendenza, quindi. Si ha bisogno di passare del tempo insieme, di fare l’amore, di guardarsi negli occhi. Ma non sempre la dipendenza ha un’accezione negativa, dunque, ma serve anche come collante e come fondamenta di un rapporto.
A voi i commenti, e un augurio di buona giornata...nonostante la pioggia.
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