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Monday, January 29, 2007 - ore 08:42
CIO’ CHE CONTA VERAMENTE
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Si amavano.
Il loro era un amore sincero, limpido, innocente, quel tipo di amore che quando lo trovi non lo lasci più, perché dà un colore diverso alle cose, alle persone, ai pensieri e ai paesaggi, ai gesti e alle parole. Colori simili non esistono in natura, o forse esistono ma non li puoi vedere se non provi un amore vero, profondo, per un’altra persona.
E loro due questo amore lo avevano trovato, chissà come, chissà quando.
Erano fortunati.
Non facevano grandi cose: non andavano a sciare o a giocare a tennis, non frequentavano le discoteche e non andavano al luna-park; non facevano nemmeno le cose più semplici come una passeggiata assieme o un giro in bicicletta.
Qualche volta lui la portava al cinema a vedere l’ultimo film di Woody Allen, o a teatro a vedere una commedia di Pirandello. Ogni tanto la portava a cena in qualche ristorantino fuori mano, di quelli in cui servono il vino in caraffe decorate a mano che portano scritte del tipo “El vin fa gambe” o “Un litro di vino al giorno toglie il becchino di torno”.
A loro importava soltanto stare assieme, e non faceva differenza se si trovavano sotto la Torre Eiffel o davanti al giornalaio all’angolo…l’unica cosa che contava era essere l’uno di fianco all’altra, qui, adesso, insieme.
Lui andava da lei tutti i giorni, e le portava quasi sempre una piccola sorpesa: a volte era semplicemente un cioccolatino, o un pezzo di torta al cioccolato; oppure le portava un CD musicale con i brani che a lei più piacevano, e a volte una poesia che aveva scritto per lei.
Lei non si abituava mai alle sue continue attenzioni, ma anzi se ne nutriva alimentando ancor di più l’amore così grande che provava per lui.
Era un ragazzo di una dolcezza infinita, e avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di renderla felice. Spesso mentre andava da lei si fermava per strada a comprare un fiore, oppure lo raccoglieva in qualche campo, poi lo nascondeva nella giacca. Guardavano un film stesi sul divano, e quando finiva restavano lì a chiacchierare, abbracciati, finchè lei non si addormentava. Allora lui la sollevava delicatamente e la portava a letto, la metteva sotto le coperte e le lasciava il fiore sul cuscino.
Lei aveva sempre creduto che l’amore vero non esistesse, finchè non aveva incontrato lui.
Quante volte aveva pianto su quella dannata sedia, osservando le vite altrui attraverso una finestra.
Ora invece si sentiva la ragazza più fortunata al mondo, e non desiderava nient’altro che già non avesse.
Da quando aveva 7 anni non poteva camminare, ma la vita le aveva già dato tutto ciò di cui aveva bisogno.
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