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Tuesday, January 30, 2007 - ore 02:09
Ale, ovvero The Artist Formerly Known as...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Buonasera. Oggi non ho proprio voglia di andare a letto, quindi mi accingo a trattare il più enciclopedico degli argomenti: i miei soprannomi

Sì, lo so...
Magari faccio un post in 2 puntate, adesso vedo.
Amici, dovete sapere che io sono stato battezzato e registrato all’ anagrafe come Alessandro, ma gia dalla più tenera età chiunque ha iniziato a chiamarmi nel modo più svariato. Iniziò mia madre con il simpatico “Sapientino”, in onore del gioco della Clementoni (ve lo ricordate?) e del fatto che fin da piccolo ero abituato a dire la mia.
Arrivò poi “Pali” dal cugino Massimo che ancora mi accompagna (abbreviazione di Palinuro in cui era stato in vacanza) e “Sacco”, derivato da Sandro dopo una balla atomica con cugino Edoardo e cugino Riccardo. Componevamo il magico quartetto di cugi Sacco, Pirna, Argio e Cargio all’ epoca.

Alle medie il mio professore di educazione fisica mi chiamava “Geometra”, poi “Geometra della Mutua” e altre derivazioni vista la professione del papà e una certa predilezione per essere preciso insomma. Dopodiché arrivò Davide T a chiamarmi “Sunbody” perché ai centri estivi ogni volta che giocavo a pallavolo citavo la canzone dei Queen Somebody to Love, colonna sonora dello spot della Maxicono Parma.
Al Liceo arrivò “Mister Pipì” perché qualche voce ingrata sosteneva facessi la pipì da seduto, “Andrio” dall’ abbreviazione del cognome, “Polly” citazione dei Nirvana, “AW” ovvero Alexander Wood, personaggio di fantasia creato da 2 compagne di classe che ricalcava le mie avventure (Camy e Fede, quanta fantasia avevate?) e “Antisport”. Il mito di “Antisport” nasce il primo e unico giorno che ho bruciato al Liceo, venendo guarda caso a Padova: dopo un ottimo giro in Prato della Valle, che per noi Vicentini era una cosa nuova e grande, ci mettemmo guarda caso a giocare a calcio.
Ancora oggi non mi spiego come il prode Ciccio abbia giustificato ai suoi il fatto che andasse a scuola con un pallone e un freesbee, ma non importa.
Dicevo, nell’ impeto della partita mi si para davanti un cane proprio in Prato e io ovviamente ho cercato di scartarlo, genio del dribbling come sono (faccina perplessa). Ovviamente un cane è più veloce di un uomo, può mordere e se vede che giochi con lui risponde a sua volta… Totale per un buon quarto d’ora non ho più rivisto palla. Provate a immaginare le risate dei 3 deficienti lì con me che vedevano un cane che faceva palla c’è palla non c’è con il sottoscritto… E da lì, “Antisport” dunque.

I compagni di calcetto del sabato pomeriggio a Grumolo invece alternavano “Milhouse” (per gli occhiali) a “Hendrix”, per una complessa questione fonetica. Che tuttora ignorano.
All’ università, l’ incontro con la Donna Invisibile ovvero la Fra non poteva che essermi fatale… Ricordo tra i più carini “Batuffolino”, “Pupazzo Merdolino” per questioni intestinali

e l’ attuale “Jessico” ma sicuramente ne scordo di deliziosi...
L’ interazione tra Skizzo e Dario portò a “Sabotage” per la somiglianza con un personaggio nella copertina di un famoso album dei Black Sabbath, da lì derivarono “Escamotage”, “Escamotaggio” e il fortunatissimo “Esca” con cui ancora oggi mi chiama Riki ad esempio.

Ce ne sarebbero moltissimi altri, tra cui “Pestolo” affibiatomi dalle amiche ostetriche, “Riporto” poi “Riportocop” e nella stessa area semantica “Jim Walsh”, senza passare in rassegna i soprannomi fornitimi da Jethro (che quando mi chiama “Spuffete”, derivazione di “Compagno Sputnik”, ma fa sbrego ogni volta); Marco “Scoassa” C mi chiamva addirittura “Dio”… Fino ad arrivare a "Pablo" della Elena, protagonista di una soap opera immaginaria con Paloma (lei) e Dolores (la Fra.... secondo me era Dolores!), poi “Stipsi” dalla Giovy e al “Dodo” della Paola. E "Sandro", "Uomo jeans", "Eski", "Paletto", "Sushi" (soprannome che condivido con la mamma!), "Neury" perchè abbiamo 1 neurone tra me e la Giogina...
Poi un capitolo a parte meritano i soprannomi affibiati ad altri e questi che l’affibiano a me… i 2 esempi più celebri sono “Pecchia”, passatomi da Andrea F e “Centipede” poi “Centi" passatomi da Dario. Quindi al suo paese chiamavano Akira “Centipede”, ho sentito.
Bene, ora s’è fatta una certa e vado a letto che domani ore 8 devo essere in catasto, ma fatemi un piacere amici lettori:
sono stanco di soprannomi, Ale và gran più che bene! L ’ha capito anche Ciompy voglio dire!!!


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