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AHAHAHAHAHAHAH HO FINITOOOOO!!!!!!!!!!!!!

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Tuesday, January 30, 2007 - ore 10:34


Due mesi dopo: life as we know
(categoria: " Riflessioni ")


Premetto che questo post causerà reazioni contrastanti.
D’altronde non voglio offendere nessuno ma esprimere semplicemente un’opinione, che oltretutto si basa sulle solide fondamenta dell’esperienza.

Ebbene, due mesi dopo la laurea, penso di avere un po’ di esperienza per poter affrontare la spinosa questione dell’argomento: è meglio studiare, o lavorare??
Molti di voi avranno già risposto, di getto, senza pensarci due volte, ma io, incredibilmente, voglio spezzare qui una lancia a favore della seconda ipotesi.

Un paio d’anni fa, come voi, non avrei esitato una frazione di secondo nel rispondere. Troppo bella la vita universitaria, troppo tempo libero nell’arco della giornata,della settimana, dell’anno, per cambiarla con qualcos’altro. Mesi di vacanza, esami e quindi sbattimento solo in alcuni periodi dell’anno, qualche oretta di lezione e poi il resto, tutto per me.
La situazione è cambiata circa un anno fa, quando dell’università iniziai a non poterne più. D’un tratto mi accorsi, agli esami, di avere una tra le matricole più alte nell’elenco: mi ricordai di quando, il primo anno, si prendevano in giro quei "vecchi" 25enni ancora lì a esami del secondo semestre. Mi sono sentito un pesce fuor d’acqua in mezzo a quei ragazzini dell’ ’85/’86, mi vedevo troppo "vecchio" per quella vita, mi sembrava di perdere tempo e di non realizzare quello che avrei dovuto fare nella vita. Dovevo darmi una svegliata!
Sei mesi e sette esami dopo ero quasi laureato: mancava solo la tesi!

Iniziava così una nuova vita, che non avrei mai voluto solamente un paio d’anni prima, e di cui invece adesso non vedevo l’ora. I miei mi spinsero a cercare subito un lavoretto così per "recuperare il tempo perduto". E mai scelta fu più azzeccata e fortunata del posto dove lavoro ora. E’ vero, non c’entra nulla (o pochissimo) con quello che ho studiato e a cui aspiro, ma come inizio è servito a non subire il trauma. Turni di sei ore, colleghi più giovani di me, con i quali si è creato più feeling in due mesi che con altri in sei anni di università, lavoro impegnativo ma poco stressante.

Adesso è gennaio e vedo meglio i frutti di questa scelta. Se a dicembre tutti mi proponevano "andiamo a fare un giro per regali" e io, dopo anni in cui dovevo solo scegliere che scarpe mettere e uscire, non potevo, adesso mi accorgo di avere lo stesso tempo libero di prima e anzi vedo gli amici in sbattimento con lo status di Msn perennemente impostato su "sto studiando"; quello che, anche a me, è successo per anni: come li capisco!!! Mortorio generale, non si fanno sentire. E’ gennaio, uno dei periodi caldi, la tensione si taglia con il coltello e, per me, per la prima volta, è invece un mese come un altro. E ogni giorno è come un altro: prima, man mano che la scadenza si avvicinava, sembravano accorciarsi, sembrava che mi mancasse quasi l’aria; il mio pensiero ricorrente quando, la sera, cercavo di addormentarmi, era "oddio, non ce la farò mai in tempo!"
E invece, adesso, dopo le sei ore di lavoro, mi sento anche soddisfatto di aver resistito magari anche se mi è pesata quella giornata, perchè ho portato a casa qualcosa: mi pagano una miseria ma il senso di risucire finalmente a contribuire a qualcosa per la propria vita, non ha prezzo! Ho fatto anni a sentirmi un mantenuto, a guardare i miei dal basso verso l’alto per la sensazione di star quasi "rubando", con la mia poca voglia, tutti i loro sforzi di costruirmi un futuro.

Probabilmente nel corso dell’anno cambierò lavoro, passerò alle 8 ore, andrò in banca, sarò costretto a spostarmi dall’altra parte della città alle 7 del mattino e mi peserà da morire, ma tutte queste sensazioni rimarranno: non mi sento più vecchio, non mi sento più il pesce fuor d’acqua; mi sto realizzando, sto diventando grande per davvero!

E infine ho realizzato quello che da 19 anni mi mancava: la sera, quando torno a casa, non ho pensieri, non ho fallimenti da giustificare, scuse da inventare; quando vado a dormire, chiudo gli occhi e dimentico tutto, perchè l’indomani, non c’è nessuno spauracchio che mi attende, nessun obbligo, nessuna scadenza.
Questa sensazione, cari amici miei, nessuna ora di tempo libero in più te la può dare.

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