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Wednesday, January 31, 2007 - ore 16:39
Cronache di Narnia
(categoria: " Cinema ")
Dato che mi faccio riconoscere sempre e comunque per la mia innata capacità di scrivere brani che in genere fanno sbudellare dalle risate chi mi ha conosciuto, inizierò così. Buongiorno mondo!
LE CRONACHE DI NARNIA: il gay, la zitella e il pedofilo Un oltraggio al buongusto, un’eresia nei confronti del caro vecchio cartone animato stile Pinocchio, con il suo moralismo faceto (che oggi farebbe sorridere anche i polli ma che infine non fa nulla di male). Definiamolo un film per bambini: ma qual è il significato recondito che si cela dietro ai personaggi chiave che intrecciano la narrazione?
Cominciamo dal fauno: che dire? Nulla di più palese. Volete dire che non vi siete accorti dell’appostamento tutt’altro che casuale, nei pressi di un lampione messo nella zona centrale della piazza innevata? Nulla a che fare con la zona battuta da una lucciola (chiaro il riferimento?) ma con qualcosa di molto più serio. E non è forse vero che il giovane Thumus ammicca con occhio languido e al di fuori di ogni sospetto verso quell’innocente bambina che chiedeva solo qualche attenzione, perché lontana dalla madre causa guerra e che a quell’età era ancora ignara dei fatti della vita?
Con l’allettante promessa di crostini e sardine, la piccola entra innocentemente nel covo a luci rosse del suo inatteso ospite che, manco a dirlo, non ci pensa due secondi ad imbonirla con una musica dolcemente flautata, mentre lei sorseggia tranquillamente una tazza di thè (e chi lo sa cosa ci aveva messo dentro a quel thè?!?!?). Segnali celati dietro ad un’improbabile apparizione di figure fumose che escono dalle fiamme del camino, ci fanno intendere la probabile presenza di sostanze allucinogene nonché di fumi derivati da essenze, tutt’altro che semplicemente NATURALI. In effetti la bimba cade addormentata e perde la cognizione del tempo, salvo poi risvegliarsi e trovare l’infausto essere mitologico, divorato da profondissimi sensi di colpa e crisi d’identità, nonché da istinti auto ed etero aggressivi. Fortunatamente un minimo di coscienza gli è rimasta, fatti salvi gli effetti della tossicomania (che, certamente ricorderete, ritroviamo in maniera molto marcata anche nel (saggio?!) Brucaliffo di Alice nel Paese delle Meraviglie, con narghilè appositamente confiscato ai Ragazzi dello Zoo di Berlino) e si redime riaccompagnando l’incauta minorenne al punto dove l’aveva pubblicamente sedotta.
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