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STO LEGGENDO

"Gli aruspici del Reich" di Marco Antoniol, da leggere per la seconda volta!! STUPENDO
...forse è meglio che prenda in mano i libri dell’università però...

..per non parlare del morse o del Rot13..

HO VISTO

Teste di cazzo che fanno politica nel basket...

E poi:



Tante f...
Ed anche tante cose per cui vale la pena vivere (sia belle che brutte, ovviamente)
Ma bando alle cose serie, solo cazzate ora



STO ASCOLTANDO

Di tutto... basta che sia musica...
Come radio? Beh, Radio Deejay!!
Al momento però sono preso dal suono (direi ticchettìo) che creo digitando sulla mia tastiera queste frasi senza senso...
...e poi ascolto spesso i miei pensieri, anche se a volte sono troppo rumorosi...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

SEMPRE diverso
..e fico

...a volte in divisa da arbitro

ORA VORREI TANTO...

Vedere realizzati certi sogni impossibili...

STO STUDIANDO...

...poco, come sempre...
CAZZO!!!

OGGI IL MIO UMORE E'...

Si sorride...


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


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Wednesday, January 31, 2007 - ore 21:27



(categoria: " Pensieri ")


Ogni tanto, girovagando per i blog altrui si scovano interessanti riflessioni, foto intriganti, barzellette divertenti, citazioni emozionanti...
Beh, ultimamente sono rimasto colpito da un passo tratto da "Il piccolo principe", veramente bello, devo questa scoperta al blog di CIUCHINA
Ecco il passo:


"...in quel momento apparve la volpe: "Buon giorno". "Buon giorno" disse gentilmente il piccolo
principe voltandosi: ma non vide nessuno. "Sono qui", disse la voce, "...sotto il melo". "Chi sei?"
chiese il piccolo principe, "Sono una volpe", disse la volpe.

"Vieni a giocare con me?", le propose il piccolo principe "sono così triste...". "Non posso giocare
con te", disse la volpe, "non sono addomesticata". "Ah, scusa!", fece il piccolo principe. "Che
cosa vuol dire addomesticare?"

"E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami". "Creare di legami?". "Certo",
disse la volpe, "tu, fino ad ora, per me non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E
non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a
centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me
unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo. (...) Se tu mi addomestichi la mia vita sarà come
illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi
faranno nascondere sotto terra. Il tuo mi farà uscire dalla tana come una musica. E poi guarda!
Vedi laggiù in fondo dei campi di grano? Io non mangio il pane, e per me il grano è inutile. I
campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai i capelli color dell’oro. Allora
sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano che è dorato, mi farà pensare a te. E
amerò il rumore del vento nel grano..."

La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: "Per favore ... addomesticami", disse.
"Volentieri, che bisogna fare?", domandò il piccolo principe. "Bisogna essere molto pazienti",
rispose la volpe. "In principio tu ti siederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò
con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno
tu potrai sederti un po’ più vicino...".

Il piccolo principe ritornò l’indomani. "Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la
volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincio ad essere
felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non
saprò mai a che ora prepararmi il cuore... ci vogliono i riti". "Che cos’è un rito?", disse il piccolo
principe. "Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe."E’ quello che fa un
giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore" (...)

Così il piccolo principe addomesticò la volpe ... E quando l’ora della partenza del piccolo principe
fu vicina:

"Ah!", disse la volpe, "... piangerò".

"La colpa è tua", disse il piccolo principe, "io non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti
addomesticassi e che diventassimo amici...".

"E’ vero", disse la volpe.

"Ma sapevi che avresti pianto!", disse il piccolo principe.

"Certo", disse la volpe.

"Ma allora che ci guadagni?"

"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".




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