
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Sunday, February 04, 2007 - ore 14:12
Bussismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Siccome ho solo l’esame di storia dell’arte contemporanea prossimamente, e siccome sono solo presa di merda, e siccome sono solo molto indietro con la preparazione, mi metto a fare ragionamenti sconclusionati - nel senso che non hanno conclusione perchè è meglio lasciar stare, potrebbero essere conclusioni paradossali, cioè non conclusioni, e quindi la negazione della conclusione è la non-conclusione o s-conclusione. Appunto sconclusionata. Come questa frase.
Dicevo. Pensavo. Quando si esce da un negozio, uno qualsiasi, il barbiere la farmacia la tabaccheria la boutique si ringrazia e si saluta. Commessi commesse e lavoratori co.co.co. prestano un servizio, e quindi si saluta e si ringrazia, per pura educazione, come insegnano le mamme.
Io quando salgo in autobus, se salgo davanti, saluto sempre. Sempre il mio simpatico solare sorridente educato cortese modesto buongiorno. O buonasera, ma è ovvio, dipende dai casi, dipende dall’ora in cui prendo il bus. Saluto quando salgo. E quando scendo? Nessuno saluta l’autista e lo ringrazia per il servizio. Nessuno, neanch’io. Si ringrazia il postino, il concessionario, il pescivendolo, e non si ringrazia il conducente di bus. E’ un servizio anche quello, non è che stanno su quel sedile a molle per niente. Eh. Che poi sono per lo più simpaticissimi, sono come i bikers e i runners (infatti sono drivers) e si salutano con un cenno di mano o di testa ogni volta che si vedono, che si incrociano per strada. A parte qualche cattivo esempio i conducenti di autobus sono belle persone, le pecore nere ci sono anche nelle migliori famiglie, dice mia mamma. Ma nessuno li saluta, nessuno ringrazia. Io lo faccio sempre quando salgo, cosa che non è da tutti.
Pensate, come sarebbe se la gente salutasse l’autista? Tutti in coro, ciao grazie!! Pensa che minestrone di voci!! Pensa che macedonia di saluti!! Mi riferisco per esempio agli studenti che tornano da scuola, che scendono in massa con i loro zaini pesanti, e tutti insieme ciao grazie!! Come al bar, come in cartoleria. Sarebbe carino, per lo meno educato. E’ solo un saluto dopotutto. Ma chi ci pensa. Poveri autisti di autobus.
Non è che da domani li vado a salutare quando scendo, perchè suppongo che il loro interesse in merito sia minimo. Ma mi dispiace per loro, perchè sono una persona socialmente utile e che riflette su tutto ciò che le sta intorno, anche quando non ha senso farlo - e soprattutto che si illude che queste siano riflessioni. Tutto qui.
L’avevo detto che era sconclusionato.
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