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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Rendersi conto di essere soli... Di aver avuto accanto un Angelo... E di averlo ucciso... Di aver sbagliato e di non poter tornare indietro... Vivere sospesi tra l'indecisione e la paura... Ogni giorno ti svegli e lei nn c'è... e così per sempre... ti svegli, ma in realta dormirai per sempre senza lei accanto... Vivi la vita con una maschera per nn far vedere a chi ti stai accanto che in realta sei morto... Ti circondi di persone che nn ti conoscono perché loro nn possono vedere che hai perso la felicità... Un giorno era venuto un angelo per me e io l'ho ucciso... Nn ti scorderò mai Piccola...
2) quando le uniche risposte ai tuoi sms sono gli addebiti...
3) dimenticare un evento o una persona che magari ha segnato un momento o anche solo un secondo della tua vita....
4) dare l'anima per aiutare gli altri e prendersela sempre in quel posto!!!!!!!!

MERAVIGLIE


1) ammirare i colori del cielo
2) sapere che solo tu sei padrone della tua vita e del tuo destino
3) guardare fuori dal finestrino e accorgersi di quanta bellezza c'è nel mondo
4) rendersi conto di non essere un puntino insignificante del sistema; ma che siamo fondamentali per le persone che per noi contano veramente.
5) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



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Monday, February 05, 2007 - ore 12:25


GUERRIGLIA A CATANIA, CAMPIONATO FERMO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ MORTO L’ISPETTORE RACITI

"Fra le 29 persone arrestate dalla polizia e dai carabinieri per gli incidenti fuori dallo stadio Massimino di Catania, ci sono anche i figli di due medici catanesi e di un poliziotto". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Catania, Renato Papa. I minorenni fermati sono tutti incensurati. Mai nessuno di loro ha avuto problemi con la giustizia. Intanto a mezzogiorno ci saranno i funerali dell’ispettore Raciti (in diretta su Rai 1).

Si ricomincia sabato 17 febbraio

Ha vinto Amato e la politica, perde Antonio Matarrese e il calcio: il campionato resterà fermo ancora per una domenica e si riprenderà sabato 17 febbraio con gli anticipi Ascoli-Milan e Inter-Roma. Con il ministro dell’Interno e quello dello Sport, Giovanni Melandri si sono schierati il presidente del Coni Gianni Petrucci e il commissario straordinario della Figc, Luca Pancalli. Il tutto sarà ufficializzato nel vertice pomeridiano di Palazzo Chigi.

Fra due settimane ripartirà dunque la serie A (e tutto il resto) seguendo fedelemte le linee tracciate dal decreto Pisanu: solo gli impianti a norma (sette) potranno aprire le loro porte, mentre gli altri dovranno ospitare partite a porte chiuse.

Di più. Come anticipato nelle scorse ore ci sarà il divieto di vendita biglietti alle tifoserie delle squadre ospiti. In più è previsto un inasprimentyo del divieto d’accesso allo stadio per i tifosi responsabili di atti violenti: l’interdizione era di 18 mesi, ora passa a 5 anni, con obbligo di firma in commissariato durante lo svolgimento delle partite. I danneggiamenti provocati dagli ultras potrebbero poi tradursi addirittura in punti di penalizzazione in classifica per le società cui faranno riferimento tali atti violenti. E i club potranno iscriversi ai campionati solo se proprietari degli stadi o con un contratto ultradecennale in uso.

Il procuratore aggiunto di Catania: "Necessario usare gli idranti"
Sabato 03.02.2007 14:49
"Era chiaro da prima della partita che gli obiettivi della violenza degli ultras sarebbero stati la polizia e i carabinieri. Se è così bisognava fare di più per proteggerli, per esempio usando gli idranti. Non capisco perche’ in Italia non lo si faccia".

E’ lo sfogo del procuratore aggiunto di Catania, Renato Papa, che coordina con il sostituto procuratore della Dda, Ignazio Fonzo, le due inchieste sull’omicidio dell’ispettore capo di polizia, Filippo Raciti, ucciso al culmine dei disordini di ieri per il derby Catania-Palermo. Per Papa "ci sono gruppi di delinquenti che non vanno allo stadio per vedere la partita, ma solo per aggredire le forze dell’ordine. Quello che è accaduto ieri al Cibali è stata un’Intifada da parte di gente pericolosa contro le forze dell’ordine".

Ciononostante per il magistrato "e’ stato un errore la decisione di sospendere il campionato di calcio. Questo lo dico da cittadino perche’ significa che lo sport e’ ostaggio di bande di delinquenti". Lo segue Fonzo per il quale si e’ trattato di un’azione premeditata: "E’ difficile stabilire la reale dinamica che ha portato alla tragica morte dell’ispettore Raciti. Quello che possiamo dire al momento e’ che negli scontri non c’e’ stato nessun coinvolgimento di tifosi rosanero, ma che sono stati coinvolti solo pseudo sostenitori del Catania, con un’azione premeditata".

Quattordici al momento gli arrestati, 9 dei quali minorenni, e 20 gli indagati. Nessuno avrebbe una responsabilita’ diretta nell’omicidio. Alcuni colleghi di Raciti, rafforzano la tesi della procura: "Gli ultras non si sono scagliati contro i tifosi del Palermo. Volevano noi", dice Alfio Ferrara, uno dei poliziotti che ieri era vicino all’ispettore capo ammazzato. "Qui e’ peggio che combattere i mafiosi", aggiunge il funzionario di polizia, Ivan Maravigna. Mentre un agente ferito, Salvatore Renda, di 24 anni, parla di "agguato organizzato dalla tifoseria contro i poliziotti". Tutto questo e’ anche una precisa pista investigativa seguita dalla procura che ha aperto due indagini parallele sul delitto e sulla sicurezza nello stadio, sequestrato per consentire ai periti di fare verifiche puntuali su questo fronte. Mentre un’indagine conoscitiva e’ stata avviata sui club organizzati di Catania.

Il Vaticano: "Fermare il campionato per un anno"
Sabato 03.02.2007 17:45

’’Il calcio in Italia è morto ieri sera insieme con il poliziotto ucciso da un criminale spacciatosi da tifoso’’. Ne e’ convinto l’Osservatore Romano che lancia oggi una proposta a sua volta dirompente: ’’fermare i campionati per un anno’’. E’ giusta ma non e’ sufficiente, cioe’, la decisione dello stop ’’sine die’’ presa ieri dal commissario della Figc Pancalli.

’’Quella vissuta ieri - spiega il quotidiano della Santa Sede - e’ stata solo la parte finale di un’agonia che durava da anni e che aveva gia’ dato un tragico, inequivocabile, segnale sabato scorso, con l’assassinio di Ermanno Licursi, dirigente di una squadra di dilettanti calabrese, da parte di due calciatori’’. ’’Dalla serie A alla terza categoria - continua la nota - lo stesso terribile, inaccettabile copione con uno sport ostaggio di delinquenti, persino di assassini: altro che Campioni del Mondo, quel titolo che aveva fatto sognare milioni di italiani oggi e’ carta straccia’’.

La morte del poliziotto chiama ora in causa non solo tifosi e uomini del calcio ma anche i politici, dai quali, scrive l’Osservatore, ’’ci aspettiamo il coraggio di misure ancora piu’ severe di quelle in vigore che, a quanto pare, continuano a mostrarsi drammaticamente inadeguate a contenere il fenomeno della violenza negli stadi. Si introducano - conclude - misure realmente preventive e repressive nei confronti dei violenti, facendo soprattutto in modo che vengano messe in atto senza alcuna indulgenza’’.

Il Csi non ferma i campionati
Sabato 03.02.2007 15:51

Il Centro Sportivo Italiano ha deciso che tutte le proprie gare in programma in questo fine settimana si svolgano regolarmente, tranne in quei Comitati che hanno già aderito alla decisione della FIGC di fermare l’attività. Nelle partite sarà osservato un minuto di silenzio ed arbitri, dirigenti e giocatori saranno invitati ad "un momento di autentica riflessione congiunta" sulle tragiche morti dell’ispettore Filippo Raciti e del dirigente calcistico Ermanno Licursi in Calabria. L’obiettivo e’ far capire la necessita’ "di vivere l’impegno nello sport come esperienza capace di dare senso e valore alla vita".

In una nota il Csi porge ai familiari delle due vittime la propria solidarietà ed esprime la convinzione che la violenza nello sport, "fenomeno che nasce principalmente da un malessere giovanile", si debba contrastare anzitutto "con un assiduo impegno educativo tra gli adolescenti e i giovani". La Direzione nazionale del CSI ritiene che tale impegno non possa essere solo ’proclamato’ a parole, ma vada ’testimoniato’ quotidianamente sui campi da gioco, tanto piu’ nelle attuali circostanze.

La ricetta applicata dal governo inglese contro la violenza negli stadi
Sabato 03.02.2007 15:03

Fermare la violenza negli stadi si può. Lo dimostra la ricetta applicata dagli inglesi contro il fenomeno degli hooligans. Dopo i drammatici fatti dell’Heysel (1985) - che portarono al bando europeo delle squadre inglesi per cinque anni - e dell’Hilsborough di Sheffield (1989), dove morirono 96 tifosi del Liverpool, il governo inglese riuscì a trovare le contromisure adeguate per combattere la piaga degli hooligans, riportando sugli spalti il pubblico, specie i ceti medio-alti della popolazione che avevano abbandonato il calcio per sport piu’ ’nobili’ e sicuri come il cricket.

Questo, unito alle sterline del magnate di origine australiana Murdoch - proprietario del colosso televisivo a pagamento Sky - creò le basi per il fenomeno Premier League che, ancor oggi, a distanza di quasi dieci anni, rimane un modello. Parte di queste notevoli risorse televisive, unitamente ad appositi fondi stanziati dal Governo, sono stati poi utilizzati dai club - in ottemperanza alle direttive del "Taylor Report" (1990) - per rammodernare i propri stadi.

Il Taylor Report è stato lo strumento fondamentale nella lotta alla violenza in Inghilterra. Si tratta, in sostanza, di un’indagine/ricerca condotta - in seguito alla tragedia dell’Hilsborough e per conto del Governo - da Lord Justice Taylor. L’indagine contiene tutta una serie di suggerimenti e di "raccomandazioni" ritenuti necessari per contrastare i ripetuti fenomeni di violenza dei tifosi inglesi. Si basa su quattro linee guida: 1) Reinventare la comunita’: lo stadio come spazio pubblico; 2) Riscoprire lo spettacolo: tutto puo’ essere spettacolo, non solo l’evento partita; 3) Parlare ai tifosi come clienti: attenzione alla loro customer satisfaction; 4) Schedare i tifosi: introduzione della carta d’identita’ per i frequentatori degli stadi (misura mai applicata).

Il fallimento del decreto Pisanu contro la violenza negli stadi
Sabato 03.02.2007 14:42
APPLICATI SOLO IN PARTE I DECRETI PISANU DEL 2005
Biglietti elettronici con generalità ell’acquirente, sistemi di videosorveglianza più nzionali, uove misure logistiche e ammnistrative. Nel giugno 2005, all’indomani della firma apposta dai ministri Pisanu (Interno), Buttiglione (Beni culturali) e Stanca (innovazione) sotto tre decreti antiviolenza negli stadi, in molti gridarono alla svolta. Ma quel complesso di norme, allora definite rivoluzionarie, ad un anno e mezzo di distanza appare applicato solo in parte.

BIGLIETTI NOMINATIVI - Dal giugno 2005, anche in Italia i tagliandi sono nominativi, numerati ed abbinati ad un posto a sedere: di conseguenza, i club sono tenuti a munirsi di sistemi informatizzati che consentano la registrazione dei dati, la verifica elettronica del biglietto, l’anticontraffazione e gli eventuali passaggi a persone diverse dall’acquirente. Nella realtà, i controlli ai cancelli sono rarissimi, mentre l’abbinamento biglietto-posto a sedere resta una chimera soprattutto nelle curve, laddove si annida lo zoccolo duro del tifo ultras.

VIDEOSORVEGLIANZA - Tutti gli impianti con capienza superiore alle 10 mila unità sono tenuti a dotarsi di un sistema di videosorveglianza: gli apparati sono gestiti da una sala apposita, ospitata nel Centro radio per la sicurezza delle manifestazioni sportive. Fondamentale per l’applicazione della normativa che consente l’arresto, fuori dai casi di flagranza, di persone coinvolte in incidenti, la misura si scontra con l’obsolescenza della maggior parte degli impianti italiani (nessuno, nemmeno l’Olimpico o San Siro, è classificato dalla Uefa tra quelli a ’cinque stelle’ e con il fatto che molti degli episodi di violenza - ultimo, la selvaggia aggressione costata la vita al dirigente della Sammartinese Ermanno Licursi - si concentrano proprio nei centri e negli stadi piu’ piccoli.

SICUREZZA IMPIANTI - Il terzo e ultimo decreto, in linea con gli standard internazionali, prevede l’abbattimento progressivo delle barriere tra pubblico e campo di gioco e al tempo stesso la possibilità di "fronteggiare eventuali criticità contingenti sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica attraverso sistemi modulari e flessibili adattabili alle specifiche circostanze". In parole povere: stadi "polifunzionali", più aree di prefiltraggio e filtraggio degli spettatori, obbligo per le società di utilizzare proprio personale per il "controllo, l’accoglienza e l’indirizzamento degli spettatori all’interno degli impianti". Chi frequenta abitualmente gli (scomodissimi) stadi di casa nostra sa anche anche questa parte del decreto - a partire dai rarissimi steward - è largamente disattesa.



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