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Monday, February 05, 2007 - ore 12:37


metempsicosi!!!
(categoria: " Riflessioni ")





Metempsicosi è una parola composta che deriva dal greco (metem = trasferimento e psỷchồsis = anima), e in molte religioni e credenze filosofiche rappresenta la trasmigrazione dell’anima che, ad ogni successiva morte del corpo in cui è ospitata, passa ad un altro corpo umano, animale, vegetale o minerale, finché non si è liberata da ogni vincolo con la materia. In mitologia, il dio Ermes, volendo fare un regalo al figlio Etalide, gli promise qualsiasi cosa avesse voluto a eccezione dell’immortalità, ed Etalide pensò bene di chiedergli un’eterna memoria, ovvero la possibilità di ricordare, anche dopo morto, tutte le vite precedenti.

Grazie a questa facoltà, Pitagora ― filosofo presocratico che assomiglia, tra l’altro, tremendamente a Osama Bin Laden ― sostenne di aver già vissuto quattro volte e, in particolare, di essere stato prima Etalide, poi Euforbo, nei cui panni era stato ferito a Troia da Menelao, quindi Ermotimo ― a dimostrazione diceva di aver riconosciuto in un tempio lo scudo di Menelao ― e infine Pirro, un povero pescatore dell’isola di Delo. Tra una reincarnazione e l’altra, la sua anima si era trasferita in numerose specie animali e perfino in qualche pianta. Altre volte invece gli era capitato di scendere nell’Ade, dove aveva intravisto Omero appeso a un albero ed Esiodo incatenato a una colonna, colpevoli entrambi di aver trattato gli Dei con troppa familiarità.

La serie delle apparizioni di Pitagora comunque non termina con lui: alcuni biografi posteriori raccontano che il filosofo si sia reincarnato di nuovo in un certo Periandro, quindi nel corpo di un uomo chiamato anch’egli Etalide e, per finire, nelle vesti profumate di Alco, una bellissima donna che di mestiere faceva la puttana. A conti fatti pare che il ciclo delle reincarnazioni fosse di 216 anni per cui l’ultima apparizione sulla Terra dovrebbe essere avvenuta intorno al 1810 d.c.

È quasi certo che il nostro filosofo abbia importato questa teoria dall’Estremo Oriente, tanto più che ancor oggi in India c’è chi la ritiene una cosa possibile. Secondo la metempsicosi, l’anima trasmigra da un corpo all’altro e viene promossa a un livello superiore (diventando mercante, atleta o spettatore) o retrocede in una serie inferiore (albero, cane, pecora, maiale ecc.) a seconda di come si è comportata sulla terra. La morte, secondo Alcmeone, consente l’aggancio di una «fine» con un altro «principio» per cui, mentre un corpo muore, l’anima, in quanto immortale, percorre una traiettoria circolare, né più, né meno di quanto non fanno le stelle in cielo. Il corpo, aggiunge Filolao, altro non è che una tomba, una prigione dove l’anima è costretta a espiare le proprie colpe. Di qui l’etica pitagorica: comportati bene, se no addio promozione!

Per colpa di questa teoria della metempsicosi, Pitagora è stato ampiamente sfottuto sia dai contemporanei che dai più illustri drammaturghi: Senofane, in un suo scritto, ce lo mostra nell’atto di trattenere per un braccio un uomo che bastona un cane. «Ti prego,» dice Pitagora «non picchiare il tuo cane giacché in esso, temo si trovi l’anima di un mio amico.» «E come fai a dirlo?» chiese l’uomo. «Ne ho riconosciuto la voce.»


 Questo algoritmo esoterico è indicato per i nostri contemporanei: persone nate dopo il 1901! Date di nascita precedenti, se ci sono individui ancora in circolazione di questa età, potrebbero generare degli errori o non essere per niente accettate.
Programma originale scritto da Natalie V. Zubar (kopilka@infocom.kharkov.ua).



 Pitagora, figlio del gioielliere Mnesarco, nacque nel 570 a.C. nell’isola. di Samo, a poche miglia dalla città di Mileto. Fondò una scuola dove ― tra l’altro ― venivano osservate una serie di regole stranissime, tra cui non mangiare le fave, non spezzare il pane, non toccare il gallo bianco o quando ti alzi dal letto non lasciare l’impronta del tuo corpo. A quarant’anni suonati lasciò gli agi della corte di Policrate, tiranno di Samo, per sbarcare a Crotone sulle coste italiane dove tirò su una corte di 300 allievi. Un giorno Leonte, tiranno di Fliunte, chiese a Pitagora «Chi sei?» e lui gli rispose: «Sono un filosofo» e fu così che per la prima .volta è stato pronunziato questo termine. Secondo Dicearco, Pitagora si lasciò morire di inedia a Metaponto, dove si era rifugiato, con la scusa d non aver più voglia di vivere


 Il 216 era uno dei numeri magici della scuola pitagorica, essendo il cubo del numero 6




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