
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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martedì 6 febbraio 2007 - ore 10:06
Circolismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
[anche se dovrei smetterla con gli ismi dopo la traumatica esperienza degli ismi in storia dell’arte contemporanea]Avete mai riflettuto su questa cosa della circolarità della vita? Andata, ritorno. Partenze, arrivi. Ogni partenza determina un arrivo, ogni arrivo presuppone una partenza. Azione e rivoluzione, alla quale corrisponde una reazione. Ma anche nelle cose spicciole, è tutto rotondo, tutto circolare. Quando non hai niente da fare non c’è niente di bello in tv. Hai un compleanno nella foresta nera e contemporaneamente su tutti i canali trasmettono i tuoi 5 telefilm preferiti e un’intervista a Dio. Poi la sera dopo aspetti le repliche, e mandano in onda la De Filippi. È la ruota della fortuna – che è cieca ma rotonda. I soldi sono rotondi. La Terra è rotonda. La vita è un cerchio. Casca tutto là. Ma io, che sono un’irrimediabile romantica, mi tuffo a capofitto anche sui cerchi. In pittura, soprattutto in epoca moderna e contemporanea, la linea curva, la spirale e il cerchio venivano considerati simboli biomorfi, portatori del significato organico del mondo della vita. La linea curva, in numerosi scritti teorici sul disegno e sull’arte figurativa (tra i quali porto ad esempio quelli di Henry) è ricondotta al calore, alla gioia, alla serenità.
A me invece sto circolo vizioso invece mi sta esaurendo.
Dovrei andare a Padova a trovare i miei amici un giorno di questi, o possibilmente in varie rate e/o giornate per fare tutto quello che mi sono proposta. Ma devo anche studiare. Per studiare ho bisogno di tempo, che però devo anche dividere col lavoro. Se non lavoro non ho i soldi per andare a Padova. Se vado a Padova non ho tempo per lavorare. Inoltre se vado a Padova non studio, e se non studio non mi laureo, e siccome faccio lavoretti in cui si guadagna poco perché sono studentessa, non mi laureo, continuo a guadagnare poco e devo lavorare di più perché guadagno poco e sono ancora studentessa. E non vado a Padova. Ma vorrei andare a Padova perché per colpa dello studio e del lavoro non ho mai modo di muovermi fuori Treviso e mi sento soffocare. Devo decidere cosa fare del tempo che mi avanza, contando che dormire mi è diventato indispensabile. Devo fare una selezione di priorità. Possibile che siano tutte priorità?
Oggi e domani sono libera, se e solo se non devo iniziare il volantinaggio per la mostra dei gatti. Giovedì mattina lavoro all’ippodromo. Giovedì pomeriggio e venerdì e sabato all day long continuo il lavoro che ho iniziato questi passati sabato e domenica, e cioè ricerche di mercato e interviste con sopralluogo in un concessionario Fiat per il lancio della Nuova Bravo. Con tanto di exit pol cubitali. Domenica lavoro di nuovo lì perché Maury ha ceduto a me il lavoro visto che ha un inizio di influenza e non ce la fa a completarlo come era nei nostri piani. Ok che l’esame l’ho appena passato, ma ce ne sarebbero altri da fare, adesso. Tipo che avrei bisogno di studiare, ma ho anche bisogno di soldi, e vorrei andare a Padova. Allora o lavoro o vado a Padova. Studiare ancora per pochi giorni non mi ci metto. Ma se vado a Padova non lavoro, e non ho i soldi per andare a Padova.
E si torna al ragionamento di due capoversi fa. Tutti dicono, studia che poi quando inizi a lavorare è peggio. Ne sono consapevole. Ma fate voi gli studenti con 4 lavori sulla schiena, 4 capi col fiato puntato sul collo, gli ultimi 3 esami nella testa, e tante altre cose che par di no, ma impegnano.
O impegnano me, non so, magari sono diversa, no ghe rivo. Tutti dicono da studente non hai niente da fare, puoi occupartene tu. Regali, compere, spese, pulizie, bollette, banca posta farmacia. Invece è proprio perché sono studente che non ho tempo, perché i minuti che uso per andare in giro sono tolti allo studio, e siccome non li sfrutto neanche per lavorare perdo soldi e pagine. E finisce che faccio la studente finché non mettono il prepensionamento studentesco a chi ci ha provato a fare l’università, ma mica ci è riuscito.
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