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Thursday, February 08, 2007 - ore 03:33
Backup di sistema
(categoria: " Pensieri ")
Sincronizzare i compartimenti in cui tendi a dividere la tua vita è la missione definitiva. Mettere d’accordo due telefoni dall’uso diverso, due computer, due mezzi di trasporto, probabilmente, due Marco. Un Marco che tende a perdere la pazienza in due secondi ed uno che tollera pezze apocalittiche dai clienti, uno che mentre fa la borsa dei dischi è più nervoso di un giocatore di roulette russa ed uno che "si fida" dell’istinto al primo disco che non trova spazio.
Uno che "non adora" i Muse ed uno che non sa dire "no, cazzo, non li ho portati" ad un capolavoro di sesso femminile che si arrampica sulla consolle per chiederli. Uno che aspetta il giorno successivo per contare i caduti ed un altro che fa la trottola per la città.
La figuraccia da evitare. Dopo qualche bagordo nascono i pensieri che vorrei sbucassero fuori quando qualcuno ti dice "hey, scrivi", o quando tu pensi "hey, ti va di farti un tagliando?", e nessun luogo è migliore di un cellulare, per fissarli, solo per il fatto che è sempre nella tua tasca quando non serve, come il goldone nel portafoglio della prima superiore.
Ed allora il telefono scrive "memoria piena" per troppi appunti, note scritte, incomprensibili registrazioni audio confuse tra le sirene, il rumore del traffico, le sirene del cervello, la musica dell’autoradio e la tua brutta voce in emmepiquattro.
Ed arriva il momento in cui li "salvi", e "ti salvi". Perché nella remota eventualità qualcuno ti guzzasse il telefono anche solo per qualche minuto, ti sembrerebbe di perdere la faccia. Per note sconnesse scritte con la sobrietà che ti fa sembrare un aldo_senza_ti_nove, per messaggi vocali resi ancora più ardui da capire dallo stato in cui eri nel momento in cui, in qualche modo, hai premuto "registra".
E ridi tu stesso di te, o cerchi come sotto ipnosi una regressione a quella data - ora - minuto - secondo in cui hai memorizzato quelle parole, per appuntarle in un file del computer più facilmente scordabile dei file della tua memoria a breve termine.
Ed un giorno ritrovi quel quasi anonimo file di testo, periodicamente, dalle frasi intraducibili quasi anche per te sesso. E quando riesci a capire cosa avessi scritto o detto.. eureka. Hai scoperto qualcosa di nuovo. La tua confusione centro di raccolta della tua vita, fonte di novità. Ogni giorno ti rileggi e trovi qualcosa di nuovo. Un po’come i sedili della macchina, dove appoggi "temporaneamente" dischi nuovi che ascolterai solo dieci giorni dopo, al prossimo lavaggio auto, quando li toglierai dalla fodera dove si sono incagliati. Nemmeno la musica in Rete m’ha fatto ri-scoprire così tante meraviglie.
A volte guardo le cose per il loro significante. Baba O’Riley degli Who per C.S.I. New York. Come cazzo potrebbe essere una serie mediocre, quella di telefilm che iniziano con una canzone da simili colpi al cuore? O come potrebbero essere interessanti microcosmi personali la cui patina puzza di vecchio, di volgare, di "già visto", già sentito.. soprattutto, falso ed inutile?
"Welcome to wherever you are" degli INXS è un esempio positivo. Compri un disco perché la sua copertina è scritta con il Chicago, il primo font del Macintosh. Ed a distanza di anni Heaven Sent, Beautiful Girl, Baby don’t cry sono ancora un’emozione fin dai primi secondi.
L’apparenza inganna, a volte. L’apparenza aiuta, molte altre. E non serve sottovalutare i clichés, quelle simpatiche cose che, a volte, potrebbero salvarti la vita. Come ad un qualsiasi veterano in un film americano, che perde la vita, regolarmente, a dieci minuti dalla pensione.
Io dieci minuti prima della pensione mi siederò a fumare un sigaro, probabilmente. Sperando di essere accompagnato da una puntina che ondeggia su un vinile e due occhi vasodilatatori.
O magari andrò in pensione facendo il vecchietto che vende biglietti della lotteria in Piazza Garibaldi. Per mancare un po’a tutta la città, una volta ritiratomi. Sempre che un Super Enalotto di stocazzo non mi porti via quei quindici minuti di gloria all’anno.
HOMESPUN - GRANT LEE BUFFALO
Faithless on the skids hung out to dry oh seen better days
With the sunlight fading like a tabloid and I i have found
All those double-barreled freedom fighters are in for themselves
And a call to arms has never been about anything else
Fire one more round
But hate is not a lone assailant
Hear the drummers pound
Listen to the homespun violent sound
Hatred on the prowl underneath an oh new guise garb and gown
And hes so persuasive when you look in his eyes all dumbfound
And the double-talkin politicians expose their intimate lives
While the sheep are lowing for the shepherd to show he never arrives
Fire one more round
But hate is not a lone assailant
Hear the drummers pound
Listen to the homespun violent sound, Sound, Sound
Ooh Ill tell you how it
Pains to say this
Ugliness is ours
cause I would better lay in bed and
Maybe even sleep all day
Maybe sleep some more
Some more
Too, Yeah now
Suspicion is a powerful religion when it leads to the force on these shores
In the jungles of the midwest dwarf militia train for war right on course
Unlike the famous fable revolution wont yield a firework show
Unlike the famous fable revolution wont end on july the fourth
Fire one more round
But hate is not a lone assailant
Hear the drummers pound
Listen to the homespun violent sound
Sound, Sound , Sound , Yeah sound
Yeah the homespun sound
I hear the sound, Yeah the homespun sound
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