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Friday, February 09, 2007 - ore 11:01
No Vasco, no Vasco, io non ci casco
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Myspace è come la discomusic, lo amo, poi lo odio, poi lo amo, poi lo odio, poi lapprezzo. Dopo dodici anni di paginette accatiemmeelle in cui dire chi cazzo sei e che cosa ti piace, senza guadagnare alcunché se non sbuffi del malcapitato visitatore, improvvisamente tutto diventa HYPE grazie ad un insieme di semplifficili acronimi come HTML o CSS, intarsiati di SLIDE, PROFILE TRACKERS ed amenità varie. Myspace, però, ti fa tornare indietro nel tempo, rivedere facce, rivederTI in altri luoghi. E per un attimo mi sono rivisto sugli spalti o sul prato di decine di concerti. O in coda davanti a Ricordi alle dieci di sera, perché alle undici apriva per la premiere di un disco. O in un pub di merda del centese per sognare e "sentirmi importante" alle prove di una tournee "a porte quasi chiuse". O ancora su un divanetto di fianco a "lui" in diretta tv.
E sono ripassate su quello strato di epidermide chiamato "pelle doca", forse per la magra figura che si guadagna in quei momenti, tante di quelle emozioni che un piccolo signore di Zocca mha dato dalla nascita a.. troppo tempo fa. Con le canzoni vecchie dalle frasi ben sedimentate nel mio cuore, con lattesa del pezzo che più detesto, Albachiara, come fosse lavvento di un Messia a fine concerti, con il grande stupore forzato alluscita di un nuovo album.
Leggo la recensione che feci di "Stupido Hotel" per il Roxy, leggo quella di "Buoni o cattivi" e mi chiedo quanto lamore possa far scordare leffetto "Calfornication".
Dicesi Californication, in Momese, leffetto per il quale comperi un disco sulla fiducia, senza nemmeno esserti filato il singolo promozionale, lascolti e dici "è bellissimo" ad ogni istante, seguendo la nenia quasi ipnotica delle chitarre, gli strumenti più ruffiani al mondo, e già al primo ascolto sei innamorato. Innamorato ne vuoi parlare a tutto il mondo, e contribuisci, a volte ritorna, al suo hype.
Detto fenomeno si chiama così per Californication, appunto, tristemente noto album dei Red Hot Chili Peppers del 99, che ascoltavo attendendo speranzoso di infilarmi nelle lenzuola di tale Silvia. Dove, per inciso, non son mai riuscito a finire, amen, ora è sposata.
Appena comprato il disco sembrava straordinario, perfetto, indovinato. Anche se il sospetto che "Otherside" sarebbe diventato un disco frantuma-maroni era presente già al primo ascolto. Ecco: quellalbum è stato il più suonato nei supermercati, agli autoscontri dei fratelli Tessari, sulla "nuvola" di Gardaland, alle feste del "Ciao", negli stereo dei "cappellani illuminati", dalle estetiste di Porto Viro, nei lettini abbronzanti mentre cerchi di dormire.
E quellalbum ha rotto il cazzo. Troppo perfetto, troppo "bello" come produzione, troppo.. vendibile. Ed ascoltando i RHCP dei primi album, da Mothers Milk allep Abbey Road, allarcinoto, fino a Californication, Blood Sugar Sex Magik, viene tristezza. Tristezza incrementata dal sentire che il nuovo singolo sembra un ballo di gruppo da venerdì sera al Mojito. Anzi, probabilmente lo suonano anche lì. Un pocome "Un romantico a Milano" dei Baustelle, insomma, la nuova ondata di balli di gruppo, dopo "Mueve la colita", interessante saggio intestinale.
Caro Vasco. Ti ho amato tanto. Continuo a farlo, ascoltando spesso e, nonostante tutto, volentieri, i tuoi vecchi capolavori. Ma scusa se mi sembra sempre più che la musica fosse finita, e gli amici dovessero andarsene, nel 93. Nonostante qualche perla successiva, si intende. Gli amici sono rimasti, e tu hai offerto a loro la bibita del discount, o un bicchiere di Tavernello. Ed il fatto che il Tavernello sia il vino più venduto in Italia dimostra solo la notevole quantità di pecoroni su due zampe, non una qualche sua qualità.

Rubando le parole ad un genio,
voglio però ricordarti comerie comero,
perché col tempo cambia tutto lo sai, e cambiamo anche noi, e cambiamo anche noi, e cambiamo anche noi, e cambiamo anche noi...
Mi spiace, non comprerò il biglietto per il tuo concerto. So che non ne sentirai la mancanza. Io sì, a dire il vero, ma mi sono tappato le orecchie troppo a lungo, di nascosto a me.
E non vomitate troppe cattiverie, non si sputa troppo su un amore in crisi.
LA NOIA - VASCO ROSSI
La noia la noia la noia la noia la noia
io non ci vivo più
restaci tu qui
soffrirò di nostalgia
ma devo uscire fuori da qui
Io devo io devo io devo io devo
e come dicevi tu
tornerai qui
solo quando avrai bruciato tutto
solo allora sì
E la noia la noia la noia
che hai lasciato qui
quella noia che cera nellaria
che cera nellaria allora
è ancora qui
è qui che ti aspetta sai
e tu ora
non puoi certo più scappare
come hai fatto allora
ora sai che vivere
non è vero che cè sempre
da scoprire
e che linfinito
è strano ma per noi sai
tutto linfinito
finisce qui
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