STO LEGGENDO
mi piace avventurarmi in romanzi di qualsiasi genere letterario
HO VISTO
vi sembrerà strano ma non guardo tv e al cimena vado poco
STO ASCOLTANDO
Carletto!! ...mi sta stonando l’orecchio!
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
jeans camicetta maglioncino e scarpe sportive
ORA VORREI TANTO...
.....una notte calda con stelle scintillanti, in riva al mare, con un bicchiere di buon prosecco...e ascoltare il ritirarsi delle onde
STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
sempre con il sorriso
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
Nessuna scelta effettuata
MERAVIGLIE
1) non è mia ma è un'autentica meraviglia....
BALLATE COME SE NESSUNO VI GUARDASSE
Siamo convinti che la nostra vita sarà migliore quando saremo sposati,
quando avremo un primo figlio o un secondo. Poi ci sentiamo frustrati
perché i nostri figli sono troppo piccoli per questo o quello, e pensiamo
che le cose andranno meglio quando saranno cresciuti. In seguito siamo
esasperati per il loro comportamento da adolescenti. Siamo convinti che
saremo più felici quando avranno superato questa età. Pensiamo di
sentirci meglio quando il nostro partner avrà risolto i suoi problemi,
quando cambieremo l'auto, quando faremo delle vacanze meravigliose,
quando non saremo più costretti a lavorare.
Ma se non conduciamo una vita piena e felice ora, quando lo faremo?
Dovrete sempre affrontare delle difficoltà di qualsiasi genere. Tanto
vale accettare questa realtà e decidere di essere felici, qualunque cosa
accada. Una delle mie citazioni preferite ha per autore Alfred Souza:
"Per tanto tempo ho avuto la sensazione che la vita
sarebbe presto cominciata, la vera vita! Ma c'erano sempre
ostacoli da superare strada facendo, qualcosa di irrisolto, un affare che richiedeva ancora del tempo, dei debiti che non erano stati ancora regolati, in seguito la vita sarebbe cominciata.
Finalmente ho capito che questi ostacoli erano la mia vita."
Questo modo di percepire le cose mi ha aiutato a capire che non c'è
un mezzo per essere felici, ma che la felicità è il mezzo. Di conseguenza,
gustate ogni istante della vostra vita, e gustatelo ancora di più perché
lo potete dividere con una persona cara, una persona molto cara per
passare insieme dei momenti preziosi della vita, e ricordatevi che il
tempo non aspetta nessuno. E allora smettete di pensare di finire la
scuola, di tornare a scuola, di perdere 5 kg, di prendere 5 kg, di
avere dei figli, di vederli andare via di casa,. Smettete di aspettare di
cominciare a lavorare, di andare in pensione, di sposarvi, di
divorziare.
Smettete di aspettare il venerdì sera, la domenica mattina, di avere
una nuova macchina o una casa nuova. Smettete di aspettare la primavera,
l'estate, l'autunno o l'inverno. Smettete di aspettare di lasciare questa
vita, di rinascere nuovamente, e decidete che non c'è momento migliore
x essere felici che il momento presente.
La felicità e le gioie della vita non sono delle mete, ma un viaggio.
Lavorate come se non aveste bisogno di soldi
Amate come se non doveste mai soffrire
Ballate come se nessuno vi guardasse
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Friday, February 09, 2007 - ore 17:57
Caso Raciti, gli inquirenti: è stato il 17enne
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non ci sono dubbi, secondo gli inquirenti, sulla responsabilità del diciassettenne presunto omicida dell’ispettore capo Filippo Raciti, rimasto ucciso lo scorso 2 febbraio negli scontri tra tifosi e forze dell’ordine scoppiati allo stadio “Angelo Massimino” di Catania. «In base alle prove di cui disponiamo siamo fermamente convinti della colpevolezza dell’indagato», ha dichiarato in conferenza stampa il procuratore aggiunto di Catania Renato Papa, che ha aggiunto: «Poi dovrà decidere un giudice. Ma noi siamo fermamente convinti del quadro probatorio».
Secondo il procuratore per i minorenni, Gaspare La Rosa, non esiste agli atti dell’inchiesta un fotogramma che mostri l’impatto tra il giovane e l’ispettore Raciti. Le immagini di cui dispongono gli inquirenti sarebbero invece relative all’organizzazione degli scontri tra i tifosi del Catania che erano dentro lo stadio e la polizia che cerca di impedire loro di uscire per unirsi agli altri ultras. Tra questi se ne vede uno che brandisce un oggetto metallico, lungo circa un metro e venti e pesante sei chili, e si dirige verso la porta di uscita. E il giovane sospettato si sarebbe riconosciuto, scoppiando a piangere, nella persona ritratta proprio in questa immagine. La vittima sarebbe invece riconoscibile da un casco diverso, di colore più opaco di quelli indossati dagli altri agenti, ricordo della sua partecipazione al G8 di Genova, per il colore delle mostrine azzurre sulle spalle che portano gli ispettori capo, e infine perché era l’unico del gruppo senza parastinchi. Il contatto sarebbe avvenuto all’ingresso, proprio sulla porta, e quindi la telecamera, posta in alto, non poteva vedere la scena perché coperta dallo spesso muro di cinta. «Ma è rigorosamente logico che, per le immagini che abbiamo, l’impatto ci sia stato». Il procuratore ha anche detto di disporre di «ammissioni corpose e significative» che saranno verificate presto per la formulazione dell’ipotesi di reato. «Tutto porta alla conclusione che sia stato lui a spingere l’agente», ha detto La Rosa…
Ma il padre e l’avvocato difensore del giovane continuano a negare. «Di sostanziale non c’è niente», ha ribadito il legale del minore, Giuseppe Lipera, secondo il quale «le intercettazioni ambientali fatte dalla polizia sono fragilissime dal punto di vista processuale». Per l’avvocato il ragazzo avrebbe ammesso di aver lanciato, insieme ad altri, un pezzo di metallo in aria, come si vede dal filmato. Ma dalle immagini si vedrebbe che l’oggetto cade a terra, sollevando un gran polverone. «Una dimostrazione che non ha colpito l’agente». Quanto alla spinta che il poliziotto avrebbe ricevuto, l’avvocato ha dichiarato: «Non c’è stato alcun contatto ma soltanto una domanda suggestiva da parte degli investigatori». E il padre del minore, un operaio cinquantaseienne, denuncia: «Sono vittima di un linciaggio mediatico. Mio figlio è un capro espiatorio. Se vogliono il colpevole devono cercare se c’è». E alla vedova dell’ispettore, l’uomo dice: «Mi dispiace per la vedova Raciti. Ma da quello che ho visto mio figlio non c’entra niente. C’erano cinquecento ragazzi che spingevano e la mia forza è questa». Secondo l’uomo, poi, la colpa dell’accaduto sarebbe anche delle stesse forze dell’ordine. I disordini scoppiati nello stadio sarebbero infatti legati ai lanci di lacrimogeni da parte dei poliziotti: «Mi sento di difendere quei ragazzi che erano allo stadio in quella situazione, una cosa voluta dalla polizia che non si può permettere di lanciare lacrimogeni contro le persone».
RIMANGO INNORRIDITA E INDIGNATA DAVANTI A QUESTE DICHIARAZIONI.
SI DOVREBBE AVERE LA POSSIBILITà DI ARRESTARLI TUTTI…TUTTI E CINQUECENTO QUEI RAGAZZI CHE ERANO Lì, A SOSTENERE LE LORO IDEE NELLA MANIERA PIù VERGOGNOSA CHE ESISTA, SONO COLPEVOLI!
QUESTO LORO FARE NON è STATO PER DETTO LORO <<FINALMENTE LA MORTE DI UN POLIZIOTTO…UN POLIZIOTTO IN MENO>> è STATA SOLO LA CAUSA DELLA MORTE INGIUSTIFICATA E INUTILE DI FILIPPO RACITI.
NON è LA PRIMA VOLTA CHE QUESTE COSE ACCADONO E ANCHE SE PRENDERANNO DEI PROVVEDIMENTI INTORNO ALLA QUESTIONE “STADIO” TUTTO QUESTO AVRà SOLO LA CONSEGUENZA CHE SI SPOSTERà DA QUALCHE ALTRA PARTE E NON SI FERMERà.
RAGAZZI VI PREGO FERMATEVI UN MOMENTO E RIFLETTETE SU QUELLO CHE FATE. UCCIDENDO QUELLA PERSONA NON VE LA SIETE PRESA CON LO STATO. AVETE UCCISO UNA PERSONA ESATTAMENTE COME VOI, CHE AVEVA IL DIRITTO DI VIVERE.
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