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![]() absinthe, 27 anni spritzino di Urbe Livia CHE FACCIO? Sostengo l'economia agricola della Colombia Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO I fiori del male Manuale di floricultura. Come salvare i fiori malati. HO VISTO la gente della mia età andare via, ma non lungo strade che non portano mai a niente, è che si è semplicemente persa... STO ASCOLTANDO Berio e la risacca del lavandino ABBIGLIAMENTO del GIORNO scarpe PRADA,occhiali TOM FORD, boxer YSL, calzini ARMANI, jeans DIOR, giacca CoSTUME NATIONAL, maglietta NO-LOGO SOCIAL FORUM ORA VORREI TANTO... recitare Godot in "aspettando Godot" STO STUDIANDO... L’unico e la sua proprietà OGGI IL MIO UMORE E'... Sereno e tranquillo. Qua nel bunker della Cancelleria per me ed Eva Braun la vita trascorre come se nulla fosse... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno 2) aver continuamente paura che ti cadano i capelli e chiedere continuamente agli altri come è messa la piazza...! 3) la para delle pare è quella para che appare e scompare ogni volta che ti pare... 4) Distruggersi la mente nel tentare di scovare quella cacchio di paranoia ke ti farà volare in cima alla classifica!!! MERAVIGLIE 1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase... 2) incastrarsi tra le sfumature dei colori all'alba 3) LASCIARE KE IL PROPRIO CORPO SIA SFIORATO DALLE CALDE LABBRA DELLA DONNA DEI TUOI SOGNI!!! 4) addormentarsi guardando le stelle e la luna BLOG che SEGUO: kittypd86 per i numeri giapponesi ma anche per quelli turchi ally perchè nonostante tutto il raid antizanzare serve sempre kyara perchè è la prova che gli dei sono benevoli verso gli esseri umani nina la supergirl con la tutina che le strizza le tette aradia.c la maga maghella fatyna87 perchè le identità possono anche essere diverse ma la tua bellezza è unica ed infinita tasha79 perchè per essere seri c’è sempre tempo: tempo perso tra l’altro legionario un guerriero in terra straniera trilly86 che per bellezza non sfuggì all’invidia di Venere: così punita fu fatta interista okki verdy perchè prima o poi Godot passa karenina che non finì sotto a un treno bedora86 chè tanto a lei il franciacorta le piace finchè lo pagano gli altri ebe che è quasi bella come la trilly ma un po’ più strana BOOKMARKS UTENTI ONLINE: |
Saturday, February 10, 2007 - ore 18:03 Il ragazzo fico che sale sull’albero Il colpo mi colse di sorpresa, ma fui ancora più sorpreso nel vedere chi si nascondeva dietro le dita che mi avevano ferito. D’altra parte si sa che non è conveniente nascondersi dietro un dito, meglio una colonna o un buttafuori, soprattutto se dovete cercar riparo dalla mia ira funesta. Quando vidi però il corpo che là, dietro quel dito, si nascondeva l’ira trapassò in lira, a scelta ex conio nazionale dello stato italico o strumento di piacere (uditivo) con cui i poeti vantavano le grazie dell’amore. Mi persi in ricordi di notti e albe, di sesso e di amore (più sesso che amore a essere sinceri), di percorsi erotici tra le sue cosce e lungo il mio bacino. Il pensiero mi tradì, ammutolendomi sul più bello, così fu lei che parlò per prima e le sue non furono parole d’amore, ma parole di sesso. Il sesso con la sua migliore amica, per la precisione. << Sei uno stronzo! Te lo meriti tutto… con tutte ma non con lei… cosa credevi, che non sapessi? >> << Io non lo so, ma forse neppure tu sai che la gelosia, oltre che essere un mostro verde, come diceva Iago, è della stessa sostanza gli assegni. Post-datata, non vale >> provocai. Lei mi aveva provocato un dolore alla guancia, un dolore sordo, ma non muto e infatti le risposi per le rime, epigrammi al vetriolo in assenza del vetro di una bottiglia da romperle sulla borsetta Vuitton. Perché io sono un gentiluomo: una donna non la picchierei mai, neppure con una rosa; la sua borsetta però è un altro discorso. La storia con la sua amica, la sua migliore amica, era vera, ma erano inesatti i tempi e a riportare male i tempi si rischia grosso, un quattro segnato a matita rossa sul compito, come avevo imparato al ginnasio confondendo aoristi con presenti e futuri con imperfetti. D’altra parte nessuno è perfetto e ognuno prova a dare la sua versione: versione con testo a fronte e versione di una verità scritta in fronte, versione tradotta, che poi qualcuno tradisce o forse siamo noi stessi a tradirla e a non rendercene conto. Così capiamo male e fraintendiamo la storia: il ragazzo fico che sale sull’albero, come tradusse un mio compagno di classe. Insomma, ero davvero finito tra le lenzuola di seta della sua amica, assetato del suo corpo e dei suoi umori, delle sue labbra e del suo orgasmo, però ci finii quando tra me e Laura era finito tutto. Che poi fosse accaduto solo due giorni dopo, questi sono dettagli che non dovrebbero fare la differenza: un particolare veniale, un errore da matita blu col sorriso sulle labbra, ma fu poi vero errore? Ai postumi l’ardua sentenza. Nell’attesa del giorno dopo, giorno in cui sarebbero giunti i postumi per sputare la loro sentenza, proseguii il gran tour in compagnia di Belzemù, lasciandomi alle spalle, come si lascia un passato andato per sempre, la mia ex e le sue gelosie fuori tempo massimo. Il gong era suonato e lei mi aveva colpito dopo il suono: scorrettezza che nell’antica Grecia veniva punita con l’ostracismo nei confronti del boxeur colpevole. Avanzammo nel caos primordiale della discoteca, tra suono, musica e corpi che ballavano sensuali e passando davanti al bagno feci cenno a Belzebù che andavo a controllare la guancia colpita, i danni che quello schiaffo aveva provocato sul mio viso. << Va bene, fai con calma. Io intanto vado al bar… >> replicò il satanasso. Entrai e trovai, piegato sul marmo del lavandino, un casco di ricci biondi e dorati. Mmmmmmmmfffffffffff… sniffò il suo naso. << Cazzo Lapo! >> esclamai << Sei ovunque? E poi sempre a tirare, non è che ti converrebbe tirare un po’ il freno invece? >> << Ma dai, non preoccuparti, è tutto sotto controllo. Davvero, fidati! >> Fidarmi o non fidarmi di uno che nell’ambiente era conosciuto come Lapo-aspira-tutto? In fondo eravamo amici e temevo che eccedesse ancora, però, in fondo in fondo, dove finisce il mondo, sull’orlo finale, pure nonno Gianni s’era rifatto il naso rivestendolo d’oro. Speriamo che Lapo, almeno, scelga oro bianco; è più elegante: così pensai, mentre controllavo palmo a palmo la guancia sinistra. Nessun segno, nessun livido, neppure un arrossamento (merito questo della linea viso Shiseido): ero stato fortunato. Uscii dal bagno e la Fortuna, dea di tutti noi e imperatrice del mondo, mi arrise un’altra volta. La Fortuna è cieca, ma per nulla gelosa: non teme rivali e mi concede scappatelle su scappatelle, perché sa che da lei sono sempre tornato e sempre tornerò a implorare ancora amore, ancora un bacio, ancora un sorriso. In questo caso, poi, la Fortuna dimostrò di non essere cieca, ma di vederci bene sotto la benda, visto che mi mise davanti lei. Lei. Lei sorrise nel suo metro e settantacinque di ordinaria bellezza con il biondo sole dei suoi capelli a illuminare la scena. Dopo una scenata, è l’ideale a cui si possa aspirare. << Scusa se te lo dico ma c’è uno che ti fissa >> le feci con noncuranza. << Chi è? >> fece lei guardandosi veloce intorno e rabbuiandosi per un istante, come un cielo annuvolato. << Sono io, per tua fortuna… >> replicai, sorridendo di lato, curioso della sua reazione, curioso di lei. (capitolo e puntata finiti. Per le repliche, consultate il televideo di Spritz.it o scrivetemi uno speedy) LEGGI I COMMENTI (3) PERMALINK |
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