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Monday, February 12, 2007 - ore 12:21
Peace between Blur and Oasis
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Anno scolastico 1995-96.. Ricordo l’anno esatto, inquadrandolo tra album che ascoltavo, compagni di merende, compagnie che frequentavo, donne che non me la davano e vacanze che riuscivo a prendermi. Il Le Palais si chiamava Brivido e faceva cagare. Avevo iniziato a lavorare a Padovaland ad un progetto chiamato "Tunnel", ma il signor Zed non aveva mantenuto gli impegni presi con lo staff, e quindi, direttamente o meno, con i clienti. Per cui soldi zero, gente meno ancora.
Tra una domenica pomeriggio e l’altra, il TNT group e qualche gnocca dell’istituto Zannini, restava il vuoto del sabato sera, per me ormai non più abituato ad essere cliente di una "discoteca", che vedevo solo come ambiente di lavoro, e per il nostro "giro", troppo piccoli per essere "adulti", troppo grandi per accontentarci delle solite cose.
Avevo appena superato il mio essere astemio, convertendomi alla religione del Jack Daniel’s e delle bottiglie_da_33_di_Heineken. Un must per tutti, tranne che per me, fino a quel giorno impegnato a spendere i miei buoni drink in Lemonsoda. Avevo appena imparato, come al solito tardi (mi sarei rifatto successivamente, comunque), a cosa volesse dire ’carburare’.
Pre-serata in un pub dalle alterne fortune di Pontevigodarzere, se non al mai dimenticato Britannia. E poi? Solo una cosa riusciva ad unire i consueti nomi "Zecca, Borga, Campo, Muzzu, (Momo), Nani, Moccia, Zanna" e le "new entry" Corrado, Michele, Manuela, Federica.. e il giro delle "donne più grandi" con cui passavo le serate.
Quel WAG che la domenica pomeriggio, a nostro parere, proponeva stronzate musicali paragonabili (lontanamente, però) solo all’attuale programma del "mercoledì universitario", il sabato sera si trasformava e prendeva il nome di
RockHouse.
Una donna di nome Sonia stava all’entrata, come un Marc Benecke "de noantri", decidendo chi entrava e chi no, c’era chi mentiva sulla maggiore età, chi supplicava di essere riammesso nonostante la folla (o la rissa in cui era finito la settimana prima). C’era addirittura una schiera di "fans" della RockHouse, gente che non si sentiva nemmeno di entrarci, ma stava dall’altra parte della strada a rifarsi gli occhi.
Non c’era sabato migliore, a Padova. Un disco d’ascolto, generalmente di pseudo-hard-rock, un concerto di una grande band di "non sole cover" dal nome sempre noto, ore ed ore in quella enorme pista a ballare, rimorchiare, far volare qualcuno, urlare. La "cassa" delle allora in voga techno e house poteva attendere il giorno dopo.
Sul palco band ora forse sconosciute, ma del calibro dei Bluesmobile, con John De Leo (Quintorigo) alla voce, Geronimo, con Barny, all’epoca al basso nei Litfiba.. e i Delinqenti. Gruppo del quale, all’epoca, eravamo diventati fan accaniti. Senza nemmeno accorgerci che il bassista era quello originario di Ligabue, che aveva già smesso di fare bella musica.
I Delinqenti avevano un cantante dalle notevoli doti, oltre al mascellone. I testi dei loro pezzi ti entravano in testa al punto di cantarli dal secondo ascolto, o di "perdere" una mattina in cui avevi "bruciato" scuola per trovare il loro album in giro per tutta la provincia. Ed essere beccato dal professore, mentre lo scartavo voracemente appena uscito da "Gabbia".
Il tappeto sonoro era garantito da ottime chitarre, sezione ritmica notevole e, dulcis in fundo, organo Hammond. Ricordo "Debiti", mashuppata, per usare un termine attuale, con "So lonely" di Police-iana memoria, "Casto ad ogni costo", "Dolce Gelosia", "Mandami un bacio per fax", ma soprattutto la ballad "A ogni donna" e la title-track "Anime in cerca di guai".
Dovessi scegliere dieci dischi da portare su un’isola, "Anime in cerca di guai" sarebbe sicuramente nella lista. Il produttore, del resto, era quel Phil Palmer, uno che suonava con nomi sconosciuti come Eric Clapton e Dire Straits, solo per fare due esempi.
Ogni nota di quel disco mi ricorda qualcosa, e qualcosa di ciò che ancora oggi mi capita, a volte, viene inscatolato dentro qualche parola.
Forse non saprò amare le persone, ma so amare un disco. E mi è venuto un coccolone a ritrovare il
bassista dei Delinqenti in Myspace, e sentirsi dire che sì, quella RockHouse non la scorda nessuno.
Era il mio diciottesimo compleanno, alla RockHouse c’erano i Bluesmobile, con Montefiori in una improbabile cover di "Smells like teen spirit", De Leo che cantava "Odio la famiglia del Mulino Bianco" e un sacco di gente lì, anche attorno alla mia torta. I miei amici del quartiere non c’erano. Sonia li aveva lasciati fuori, perché la settimana prima, per difendere "Nani", c’erano un paio di nasi sanguinanti in più in pista. Non sapevo se portare la torta fuori o godermi il "mio" sabato.
Ora si parla di
mercoledì, e si parla di
Unwound, quando è "salotto" per chiaccherare ascoltando musica, e quando si vede la pista. E l’ho fatta chiamare "RockHouse" non-a-caso. E in questo 2007 mi piace vedere il numero di teste sotto la consolle aumentare... aspettando fine Marzo. Quando a festeggiare il mio compleanno vorrò vedere anche quelle facce che avevano fatto una rissa di troppo. Con qualche anno in più, magari un matrimonio alle spalle, e una "You shook me all night long" per lanciare "Nani" contro chi capita. Sperando che non se la prenda.
BRASS IN POCKET - THE PRETENDERS
Got brass in pocket
Got bottle Im gonna use it
Intention I feel inventive
Gonna make you, make you, make you notice
Got motion restrained emotion
Been driving detroit leaning
No reason just seems so pleasing
Gonna make you, make you, make you notice
Gonna use my arms
Gonna use my legs
Gonna use my style
Gonna use my sidestep
Gonna use my fingers
Gonna use my, my, my imagination
cause I gonna make you see
Theres nobody else here
No one like me
Im special so special
I gotta have some of your attention give it to me
Got rhythm I cant miss a beat
Got new skank its so reet
Got something Im winking at you
Gonna make you, make you, make you notice
cause I gonna make you see
Theres nobody else here
No one like me
Im special, so special
I gotta have some of your attention
Give it to me
cause I gonna make you see
Theres nobody else here
No one like me
Im special, so special
I gotta have some of your attention
Give it to me
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