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Il_Nano, 22 anni
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"Nasco, Cresco, Appassisco: la vita di merda di un fiorellino"

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una mucca riversare una montagna di merda su un fiorellino





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un mio rutto che ha fatto tremare il fiorellino che ho nel vasetto qui difronte

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la psicologia congenita di alcuni casi patologici di fiorellini nati malati o semplicemente con qualche petalo di meno e che non riescono ad accettarsi

OGGI IL MIO UMORE E'...

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ps: so che quelle sono foglie, ma non si può dire un umore "foglieale", quindi non rompete!

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Monday, February 12, 2007 - ore 13:11


Freedom riders
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Cazzeggio per i blog aprendo e chiudendo finestre alla velocità della luce. In uno spazio ristretto come quello di un monitor, riescono ad addensarsi riassunti di vita, racconti, esperienze, testimonianze, riflessioni, ecc...
Un’enormità di argomenti trattati in molteplici modi e letti sotto vari e propri punti di vista. Un’infinità di vita. Così tanto da leggere, da capire, da condividere, da disprezzare, da amare, da fare proprio, da lasciare lì e così via. Eppure raramente la mia attenzione viene catturata. Non che me la tiri, però...
Ieri è successo. Ieri mi sono trovato faccia a faccia, ancora una volta, con il mio eterno e forse più ostico rivale: la libertà. Non fraintendetemi, non sono uno schiavista. Solo che c’è un odio/amore tra di noi (come tra Lei e chiunque altro credo). Il mio pensiero (oggi) a tal riguardo è espresso dal commento lasciato su quel blog:


"Il fatto è che ho provato sulla mia pelle l’irrefrenabile desiderio di volare. Ma sono un uomo. Siamo uomini. E gli uomini che bramano così tanto di volare spesso, troppo spesso, fanno la fine del loro progenitore Icaro. Volare sembra l’espressione massima della libertà. Ma esiste poi davvero? Essere trasportati dal vento rende liberi? O e un placebo che dura fin quando non ci si rende conto di essere schiavi dello stesso Eolo che sembrava averci liberato? La libertà finisce dove inizia quella degli altri. In parole povere, non credo esista. Forse l’unica libertà che potremmo mai avere, è quella che qualcun altro ci dona. Ed è la stessa che può esserci tolta da un momento all’altro. Un prestito. Per il resto, ci è solo concesso di sceglierci la prigione che sembra più accogliente..."


Diciamoci la verità: pochi di noi riescono ad essere dei "freedom riders", per dirla lla Traffic, o dei "free bird" per dirla alla Lynyrd Skynyrd. E ancora meno sono quelli che, tra coloro che dicono di esserlo, lo sono davvero. L’uomo non è fatto per volare. L’uomo non è fatto per essere libero. E non perchè non abbiamo ali. Dal momento stesso in cui veniamo al mondo siamo costretti ad un’eterna e logorante lotta per riappropriarci della nostra metà di mela. E’libero chi non può scegliere di esimersi da questo sadico gioco? E’libero colui a cui viene chiesto di scegliere tra l’iscrizione a questo gioco planetario e una vita in solitudine, da incompleto?
Ma non serve essere tanto profondi per accorgersi di ciò. Non è necessario scavare nel cuore umano per cercare di capire. Basta fare attenzione nel quotidiano: molte delle cose che facciamo o che ci capitano, sono dettate da terzi. Volete essere uno dei terzi? Ci sarà sempre un quarto. E così via.
Finchè dovrò bere e mangiare, finchè dovrò dormire, finchè vivrò in società, finchè non troverò l’altra parte della mela, finchè non "concluderò" (si prega di notare le virgolette) questo impossibile gioco, non sarò libero. Seppur di me stesso e del mio medesimo corpo, sarò sempre schiavo. Finchè ci sarà un’altrui "libertà" che "comincia", finchè ciò che ho attorno mi stringe e mi soffoca, il seme della mia libertà non avrà spazio per attecchire. In fondo, è solo un’altra cosa a cui non bisogna pensare per vivere "bene".


Ps: ma finchè troverò il cesso occupato quando devo fare una cagata allucinante, no che non sarò libero! Cazzo! E non che non posso pensarci puttana eva!





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