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Manuale di floricultura. Come salvare i fiori malati.

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la gente della mia età andare via, ma non lungo strade che non portano mai a niente, è che si è semplicemente persa...

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1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
2) aver continuamente paura che ti cadano i capelli e chiedere continuamente agli altri come è messa la piazza...!
3) la para delle pare è quella para che appare e scompare ogni volta che ti pare...
4) Distruggersi la mente nel tentare di scovare quella cacchio di paranoia ke ti farà volare in cima alla classifica!!!

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
2) incastrarsi tra le sfumature dei colori all'alba
3) LASCIARE KE IL PROPRIO CORPO SIA SFIORATO DALLE CALDE LABBRA DELLA DONNA DEI TUOI SOGNI!!!
4) addormentarsi guardando le stelle e la luna



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tasha79 perchè per essere seri c’è sempre tempo: tempo perso tra l’altro

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Monday, February 12, 2007 - ore 22:02


Io, non io, neanche lei…
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tornò a sorridere e quel raggio di luce significava solo una cosa: il ghiaccio era rotto o, meglio, si era sciolto di fronte a quel calore.
<< Tu quanti anni hai? Io ventisei >> continuò allora lei << Secondo te li dimostro? >>
<< Assolutamente no, figurati. Non te li avrei mai dati. >>
Gliene avrei dati, infatti, una trentina, per com’era truccata: un trucco pesante e marcato, che avrebbe sfigurato tanti visi, ma non il suo. Lei lo sapeva portare, con classe e decisione: peccato solo che la facesse un po’ più vecchia di quello che era.
<< A me un po’ pesano. Sai, una ragazza dopo i venticinque vuole vedere i suoi progetti realizzarsi >> rimarcò lei con espressione contrita.
<< Ti capisco. Conosco il genere. In effetti frequento ragazze solo fino ai venticinque, poi se ne vanno. Non rientro più nei loro progetti. Ma cosa fai di bello, oltre che sorridere, nella vita? >>
Sorrise.
<< Studio giurisprudenza e ogni tanto lavoro come modella e ragazza immagine. Dopo vorrei fare il giudice però. Tu invece? >>
<< Io sono stato modello, copy pubblicitario, declamatore, scrittore e oggetto di tesi di laurea, enfant prodige, cowboy, playboy e boy scout, disertore, imperatore delle Sette Steppe e pirata di Tortuga, principe azzurro, mago di corte e corteggiatore di Circe, aruspice e veggente, una volta ho pure visto la Madonna… giornalista free lance e inviato di guerra, giocatore d’azzardo e gambler sui battelli del Mississipi… devo continuare? >>
<< Sì, ti prego… >>
<< Bevo rum - solo scuro - a casse e poi negroni e Cristal, ma solo per tirarmela un po’: preferisco il Franciacorta. Soffro un po’ di vertigini e fino a dodici anni ho dormito con mia madre perché avevo paura del buio. Ah, dimenticavo, se il bagno è occupato piscio nel lavandino e provo ancora a fumare nei locali per libertario spirito di trasgressione. >>
<< Affascinante >> sentenziò lei << da vero poeta maledetto. Scrivi poesie magari? >>
<< No >> ammiccai << però ne ho sentita una mentre precipitavo nel burrone della mia vita. >>
<< Immagino fosse molto profonda… >> Quella donna aveva il senso della frase, oltre che una minigonna da urlo e un paio di gambe che sfidavano, in perfezione, la geometria di una statua rinascimentale. Ordinò una bottiglia.
<< Cristal? >> mi chiese
<< Solo se dell’Ottantatrè. A occhio e croce, una delle annate migliori >> sorrisi.

<< Facciamo un brindisi! >> esortò, ammiccando sorniona come una gatta, catwoman come Hall Berry ed elegante come la hall di un hotel a cinque stelle.
<< Alla tua bellezza, a questa serata d’inverno… e al nostro addio. >>
<< Ruffiano, ma perché poi “addio”? Mi vuoi abbandonare, di già? >>
<< Non è che ti voglio abbandonare. Come ti dicevo, sono veggente oltre che poeta. Sono poeta veggente, insomma, come Rimbaud, anzi sono Rimbaud. D’altra parte non era lui a dire che io è un altro? >>
<< E con questo? >> interrogò dubbiosa, non capendo dove volessi andare a parare.
<< Con questo niente, ma se io è un altro, io non ti avrò mai, perché in qualche modo c’è e ci sarà sempre un altro… >>
<< Forse, tu aspettami, però. E se non lo farai, non importa: tanto so dove venire a cercarti… >>
Mi baciò queste parole sulle labbra sfiorandomi leggera come un sogno, come l’alba di un nuovo giorno. Sapeva di Cristal, sapeva di Francia quel bacio, senza essere un bacio alla francese, sapeva di cristallo, tanto era stato fugace e fragile, leggero e malinconico. E d’altra parte i cristalli migliori sono quelli di Bohemia, patria etimologica dei poeti maledetti: vedete, alle volte, tutto torna. Lei, quella sera, tornò dal suo uomo.

( capitolo chiuso. Come la matita che torna sullo stesso punto a disegnare e chiudere un cerchio)


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