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Tuesday, February 13, 2007 - ore 23:17


la cultura brasiliana!!!
(categoria: " Viaggi ")


Da un tempo relativamente breve, cioè da quando le grandi masse emigratrici hanno portato nel Brasile, col tesoro inesauribile delle braccia, anche un patrimonio glorioso di cognizioni e di civiltà avanzata, la Repubblica sud-americana è andata acquistando un alto grado di intellettualità e di elevatezza. La nazione è ancora giovane, quindi non può avere una tradizione lontana di coltura e di glorie nelle lettere, nelle scienze e nelle arti; ma ha nei suoi figli una tale felice predisposizione d’ingegno e di temperamento che il Brasile è considerato come il solo paese latino-americano che possegga una letteratura.

Il Brasile è, fra le nazioni americane, forse per l’influsso della bellezza maestosa della sua natura, il paese dei poeti. Fin dall’epoca coloniale, infatti, i poeti indigeni impressionarono i Portoghesi, allora padroni del paese, e la loro fama ha vinto il tempo, sicchè anche oggi le moderne generazioni ammirano vivamente la ingenua e fantasiosa poesia indigena, la plejade dei poeti che fiorirono nel secolo decimottavo e la letteratura nazionale. Forse non è inutile ricordare il poeta lirico Thomaz Gonzaga, chiamato il Petrarca brasiliano, Odorico Mendes, illustre latinista ed ellenista, che tradusse parte dell’Eneide e delle Georgiche di Virgilio; poi i poeti dell’indipendenza nazionale e quelli della letteratura brasiliana contemporanea. Né bisogna dimenticare che l’ingegno brasiliano s’è affermato anche nelle scienze e nelle arti in cui l’Italia gli fu ispiratrice costante e migliore; infatti basta giungere a Rio de Janeiro, a S. Paolo, a Santos, insomma nei grandi centri brasiliani, per ammirare il trionfo dell’arte nostra nell’architettura armoniosa e nella bellezza delle città rinnovate, e basta frequentare un poco la società per accorgersi come in essa si conoscano benissimo la lingua, la letteratura, l’arte, le scienze e la filosofia italiane, come vi si parli e scriva correttamente la nostra lingua.

A Rio de Janeiro i nostri maggiori artisti drammatici sono popolari e i grandi lirici delle opere e dei drammi italiani, dalla Ristori, dal Rossi, dal Salvini fino al Tamagno, vi hanno celebrato la gloria dell’arte e del genio nostro. È vero che, nelle arti in genere e specialmente nell’architettura, noi occupiamo, nel Brasile, un’invidiabile posizione; ma nel teatro abbiamo una priorità assoluta, tanto nella prosa quanto nella musica e questo per il carattere dell’arte italiana, per l’affinità di gusto e di temperamento coll’anima brasiliana e per il numero rilevante dei nostri artisti. Infatti la musica italiana è la prediletta e la meglio compresa dai brasiliani che, senza dubbio, sono il popolo più musicale di tutta l’America. Nessun artista, per quanto celebre, di altre nazionalità, ha saputo mai far prorompere dall’anima brasiliana sentimenti appassionati e se ebbe l’applauso, questo fu corretto come la sua arte, fu il segno d’un’ammirazione al nome di lui, anzichè lo slancio veemente e spontaneo d’una folla profondamente commossa e trascinata all’entusiasmo dalla potenza irresistibile e dal calore d’un’arte compresa e sentita.

Il nome del Brasile è legato alla medicina, alla chirurgia, al genio civile, alle più audaci manifestazioni dell’intelligenza umana; così alla navigazione aerea di cui i brasiliani attribuiscono la priorità al padre gesuita Bartolomeo de Gusmão, nato a Santos, nello Stato di San Paolo, nel 1675 e morto nel 1724. Da Bartolomeo de Gusmão a Santos Dumont il Brasile conta molti figli che si votarono al problema della navigazione aerea; tra essi Augusto Severo morto tragicamente a Parigi in un’ascensione nel 1902.



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