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Thursday, February 15, 2007 - ore 19:50
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Andrea Pazienza un autore, un’artista, un fumettista, un illustratore, un narratore, uno dei tanti. Andrea Pazienza, però, non è stato solo un prolifico autore; per undici anni, dal 77 all88 anno della sua morte, è stato un artista ricercato, osannato, celebrato ma, anche, rifiutato, ripudiato dalluniverso giovanile italiano. Forse non si trattava di un vero e proprio "genio", nonostante ciò è certo che fosse, tra le tante altre cose, un grande fumettista con limmenso dono di una strabiliante abilità grafica. Per questo motivo, essendo lautore giusto, al posto giusto, nel momento giusto e con i compagni giusti, ebbe la lucida opportunità di rivelarsi attraverso i fogli delle pubblicazioni alternative pubblicate alla fine degli anni 70, come: Cannibale, Alter Alter, Il Male, Frigidaire e molte altre meno alternative.
Lungo il corso del suo tempo artistico realizzò storie, quante storie, e che fossero reali o immaginate non ha alcun rilievo perché ciò non toglie che fossero colme, stracolme di particolari, importanti particolari. Difatti, non è degno di attenzione chi siano i personaggi proposti in queste storie - i suoi vari alter ego, lautore stesso o qualche possibile amico -, non ha, nemmeno, relativa importanza lagire di tali personaggi - con la loro fatica di vivere o socialmente sopravvivere -, ma la parte rilevante di queste narrazioni sono quei, quasi impercettibili, particolari intenzionalmente disseminati per le tavole fumettistiche, gettati alla rinfusa tra le vignette, che rendono maggior importanza alloperato dellautore. Piccoli, impercettibili, particolari che, talvolta, si esprimono lungo il percorso della singola tavola, o dellintera vicenda, come vere e proprie storie autonome: racconti nel racconto. Per tali motivi escluderli dalla storia principale si tenderebbe ad arrivare ad annullare una importante parte del racconto medesimo. E anche attraverso questi particolari che si può vedere come lautore abbia riversato, come in tutte le sue realizzazioni, la propria conoscenza per farne partecipi i fruitori del suo operato. Con questo non voglio, certamente, affermare che nelle storie di Andrea Pazienza bisogna, esclusivamente, osservare i particolari, tuttavia ritengo opportuno precisare che non considerarli per limportanza che rivestono si finirebbe per mutilare le storie di questo artista. Particolari asociali, anticonformisti ed amorali, particolari che pesano, come macigni, sulle tavole di Pazienza, particolari meditati e ragionati, particolari che nel loro infinito piccolo arrivano a mettere a nudo la memoria che ciascuno di noi, lettori, possiede. E tramite questa restituzione della memoria che lautore ci propone un stretto collegamento con quei metaforici fili, ingarbugliati, delle sue rappresentazioni; unenorme ragnatela iconografica alla quale si può anche rimanere avviluppati, completamente stremati senza più riuscire a rintracciare leventuale via di fuga.
Nulla può evitarci di credere che lautore finì per rimanerne egli stesso invischiato e, forse, nel tentativo di cercare una possibile via di scampo sbagliò, tragicamente, il percorso. Andrea Pazienza muore a 32 anni, di overdose, nella notte del 15 giugno 1988, ma anche questo è solo uno dei tanti particolari; particolari di Pazienza.
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