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Friday, February 16, 2007 - ore 17:36


MONTAGNA D’INVERNO? SCI! NO.
(categoria: " Viaggi ")



Rieccoci in montagna! Neve, tanta neve candida. Non ha la consistenza falsa della neve artificiale. E’ neve vera! Ricordate quella strana polvere che cade dal cielo quando fa freddo? Ma no! Non quella, maliziosi! Siete gia’ fatti? Intendo l’acqua ghiacciata che forma cristalli multiformi e misteriosi. Lo so, non la si vede da un pezzo, ma esiste ancora! Siamo andati a trovarla, perche’ ormai lei qui da noi si fa sempre piu’ desiderare, come una seducente donna consapevole della propria bellezza.
Sarebbe stato un peccato offendere e stropicciare quel manto bianco con una rude e aggressiva tavola o un paio di sci.
Quella neve andava assaporata, accarezzata e perche’ no? Mangiata!
Quindi niente impianti di risalita affollati, gente schiamazzante o volgari comportamenti della domenica. Silenzio. Rispettiamo la Natura e il suo riposo.
Io, Alberto e Federico arriviamo in macchina a Prato Piazza (2000m) all’interno del Parco Naturale Fanes Sennes Braies. Da qui come riscaldamento scendiamo a piedi in mezzo alla neve fino a Ponticello (1500m), per poi risalire per lo stesso sentiero fino al rifugio Villandro (2040m).

Il rifugio e’ accogliente, appena ristrutturato. L’ambiente e’ caldo grazie alla Stube scoppiettante.
Cena rilassante con canederli, polenta e formaggio fuso, tutto innaffiato da una fresca birra.
Alle 21 assistiamo ad una scena umiliante: entrano un gruppo di 3 coppie tra i 50 e 60 anni, con gli sci. bevono un po’ di vino caldo, si svestono un po’ e alle 22.30 riprendono gli sci e scompaiono nella notte! Per un po’ ci siamo sentiti piu’ vecchi di loro.
Dalla finestra della camera la luna ci mostrava la notte. Federico era in astinenza di pellicole, quindi comincio’ a preparare lo strumento per saziare la sua mancanza. Lo segui’ Alberto e per 1 ora stetti a guardare quei 2 che puntavano i propri obiettivi sull’oscurita’ illuminata. Federico in camera e Alberto alla finestra del bagno con la macchina digitale. Motivo per cui ogni tanto sentivo dei gemiti di soddisfazione, lui infatti poteva ammirare subito lo scatto rubato. Potere del digitale!

Dopo un sonno non troppo ristoratore, visto il ronfare insistente e soddisfatto di qualcuno, la sveglia suono’ alle 6 del sabato. Il vento urlava, ma nessuno riusciva a resistere alle tentazioni di cavelletto e obiettivo per ricordare quell’alba rosata.

Dopo la colazione con ottimo strudel, il Lago di Braies ci ha offerto un sentiero vergine attorno ad esso. I piedi affondavano nella neve intatta. Unica nota stonata: stavo per rompere l’obiettivo di Federico! Se lo conosceste avreste provato la stessa paura se vi foste trovati di fronte a Jason di Venerdi 13...

Il giorno dopo le nostre scarpe fecero urlare la neve della salita dal rifugio Pederu’ (m.1548) al Rifugio Fanes (2.060m). Ogni tanto un cingolato carico di gente e slittini conferiva un’aria surreale all’ascesa.

La montagna e’ sempre generosa. Ti ascolta, ti risponde, ti affanna e ti gratifica. Ti sorprende e a volte ti inganna. Ma e’ sempre leale. Alle vette puoi raccontare tutto.


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