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Telete, 41 anni
spritzina di Padova (provincia)
CHE FACCIO? Azzeccagarbugli
Sono sistemato
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STO LEGGENDO
LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento
HO VISTO
- la mia
vita trovare un suo proprio
equilibrio- la
serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto
STO ASCOLTANDO
Il sommesso
brusio dei miei
pensieri...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Uno
stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta,
mischiando dal dark al bon ton, per
piacermi sempre e comunque!
ORA VORREI TANTO...
- che il mio
futuro si
concretizzasse in
tempi brevi- un
Moscow Mule- un paio di
Manolos
STO STUDIANDO...
Me stessa...perché il
mio io è unincognita che mi porta sempre a rimescolare il
caos che ho dentro di me.
OGGI IL MIO UMORE E'...
Imperscrutabile
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Friday, February 16, 2007 - ore 21:57
AMMUTOLITA DAL MONDO
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...perché tu sei stato
come chi, di tutto soffrendo, nulla soffre,
un uomo che gli schiaffi e i favori della Fortuna
li ha presi con grazia uguale; e beati coloro
in cui sangue e senno sono così ben commisti
da non farli pifferi che le dita della Fortuna
suonino alla nota che le piace. Datemi un uomo
che non è schiavo della passione, ed io lo terrò
in fondo al cuore, sì, nel cuore del cuore
come faccio con te.
[Shakespeare, Amleto]Mi considero una
persona coerente: penso, per lo meno, di essere quello che dico... non è da me essere
oppressa dalla vita, perché
confusa e paralizzata dagli eventi, vittima delle
avversità e degli
imprevisti che ultimamente costellano le mie giornate... Sono
smarrita e molto, ma molto
stanca: sono sfiancata dal dover sempre difendere quel che sono, dalla
cattiveria e dall’
ottusità della gente, dal muro di
incomprensione che mi separa dal mondo...
Muta, osservo la
babele che mi circonda e mi chiudo in me stessa per difendermi dalla
cacofonia del creato... Non riesco più a percepire l’
armonia del mondo e mi sfugge quella
concordia discors che fa parte dell’esistenza e che la rende sopportabile...
Essere o non essere...
questo è il nodo: se sia più nobil animo
sopportar le fiondate e le frecciate
d’una sorte oltraggiosa,
o armarsi contro un mare di sciagure,
e contrastandole finir con esse.
Morire... addormentarsi: nulla più.
E con un sonno dirsi di por fine
alle doglie del cuore e ai mille mali
che da natura eredita la carne.
Questa è la conclusione
che dovremmo augurarci a mani giunte.
Morir... dormire, e poi sognare, forse.
[Shakespeare, Amleto]
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