Ma tu sei fuori… Il tuo vicino di casa ti ha offeso? Botte da orbi… La moglie, in tua assenza, ti ha tradito? Tradiscila anche tu, svegliati! La professoressa ti ha umiliato mandandoti dal preside? Vendicati: falle una ripresa con videotelefonino e mandala in Internet. Hanno smascherato il tuo arsenale nascosto? Gioco da bambini: un po’ di benzina, un accendino e brucia la casa del capo della Digos. Il tuo avversario ha parlato male di te? Cosa aspetti: screditalo di fronte alla platea appena puoi. In piazza ti hanno contestato? Entra in Parlamento e pareggia i conti! Ha ammazzato un poliziotto con un lavandino? Impiccatelo, a morte subito! Ha parlato male di te? Alla prima occasione mi raccomando: una valanga di insulti!
"Lascia perdere…!" - ti suggerisce qualcuno.
"Tu sei fuori!" - ribatti deciso!
Lo sapeva bene
Davide che
Saul si era mosso con tremila uomini per farlo fuori. E che era una bella occasione quella di ritrovarselo lì ora, sdraiato nel sonno, per sistemare i conti con lui una volta per tutte. Non avrebbe nemmeno dovuto sporcarsi le mani, c’era
Abisai pronto a farlo al suo posto:
“Dio ti ha messo nelle mani il tuo nemico… lascia che io l’inchiodi a terra con la lancia”. Lascia che lo inchiodi. Cioè che il ferro trapassi il cervello, che rompa le tempie, che faccia scricchiolare quella testa maledetta. Lascia che scarichi la rabbia che ha acceso in te! Ma Davide non lo permette e con il suo gesto magnanimo provoca sentimenti di conversione e di pentimento in Saul.
Amare il nemico? Fare del bene a chi ti odia e ti maltratta? Di non giudicare il prossimo fino a quando non ci si ritrova nei suoi stessi panni? Di non fare agli altri ciò che ci è sgradito? Dov’è la novità? Era già la filosofia di qualche altro rabbino dei tempi di Gesù. Infatti, Gesù dice qualcosa che va oltre: Lui dice di amare colui che ti fa del male. E’ vero: Lui ha meso in pratica tutto questo, ma chi di noi può fare altrettanto? Può anche capitare che il malvagio cessi di essere tale di fronte ad un atteggiamento benevolo come quello di Davide. Ma noi sappiamo, però, che quasi sempre non è così. Che anzi il più delle volte la benevolenza causa un accanimento ancora peggiore. Il trattamento riservato a Gesù basta e avanza!
Se hai un nemico, l’unico modo per tenerlo sempre vicino a te – nella tua mente, nel tuo cuore, nei tuoi sentimenti di rabbia – è non perdonarlo e continuare a pensare male di lui. Se vuoi allontanarlo veramente da te, perdonalo, lascialo andare con amore, con tolleranza. Ecco perché Gesù dice di perdonare sempre! Perché il perdono aiuta la digestione, è terapeutico, e musica del cuore per chi possiede nervi fragili. Non è solo un invito morale, un inno al buon comportamento. E’ un’indicazione straordinaria per vivere liberi, sereni, mai afflitti dai sensi di colpa, dai rimorsi o dai cattivi pensieri! Diceva un grande predicatore francese:
“Volete essere felici per un istante? Vendicatevi! Volete essere felici per sempre? Perdonate!” (H. Lacordaire). Il perdono non è buonismo, non è essere indifferente, non è tenere le braccia concerte finchè l’altro ti mena. Perdonare è riconoscere che nessuno è perfetto, che da tutti si può sbagliare. Ma ci si deve guardare dal facile irenismo! Gesù ha risposto per le rime e senza mezzi toni a chi lo schiaffeggiava durante il processo:
“Perché mi percuoti?” (Gv 18,23). E Davide ha continuato a non fidarsi delle delle belle parole del suo avversario:
“Certo, un giorno o l’altro perirò per mano di Saul” (1Sam 27,1). Porgere l’altra guancia non significa essere paurosi, rinunciatari, vigliacchi. Al contrario! E’ l’unico modo per non diventare ciechi a furia di cavarci gli occhi a vicenda. La legge dell’occhio per occhio non fa che aumentare il paese dei ciechi!
“Se uno ti percuote la guancia destra, porgi anche l’altra” - sembra lo slogan impazzito di chi t’invita alla vigliaccheria, alla rassegnazione, alla passività. Fuori binario! Tra la violenza e la vigliaccheria c’è il coraggio di reagire ad un torto senza farne un altro. Ma tu capisci che vivendo con Lui la “normalità” è una malattia? Lui ti offre al posto dell’odio l’amore. Al posto della fifa la grinta. Al posto della paura il coraggio, che è vincere la paura per un amore più grande. Al posto ell’ingiustizia la giustizia, anche se c’è da crepare. Invece di arrendersi tener duro. Invece di apparire, essere. Al posto della facciata la realtà. Al posto della maschera il volto scoperto. Invece di svenderti essere te stesso.
Ma il nostro piccolo cervello di uomini ci fa’ apparire splendido un Dio a nostra misura, un Dio col bastone, più “giusto”. Ma la bella notizia che, in fondo, tutti cerchiamo, è che Dio ci perdona sempre. Altrimenti…chi se la caverebbe? Sai: le minacce e i castighi non hanno mai salvato nessuno. Stai a sentire: quando uno ha sperimentato la gioia della tavola imbandita, ci metterà molto a stancarsi delle ghiande? E mica è scemo! Ecco il punto! Invece di tentare di schiacciare Dio per farlo diventare come noi, dovremmo tentare di allungarci per diventare come Lui. Se un figlio ha sperimentato l’amore, scapperà da casa, ma tornerà! Se in parrocchia un ragazzo ha trovato comprensione, simpatia, accoglienza, amore... sarà tentato di provare nuove strade, ma tornerà!
Io mi sento piccolo, minuscolo, insignificante se mi siedo vicino a Davide stasera! Tante volte non arrivo al perdono, mi fermo al fascino delle sue storie che leggo e rileggo, che mi tormentano ogni giorno. Vedo la lancia, mi faccio spazio tra i carriaggi e mentre Saul dorme farei vendetta! Non arrivo al perdono, ma mi stupiscono i gesti di perdono: una madre che cancella un torto con una carezza, un vecchio papa che s’inginocchia e chiede scusa, la lacrima di un legame che si riaccende, un sorriso che spezza la vendetta, una benedizione che straccia una maledizione.
Mi sento piccolo…ma non arreso!

Lo sapeva bene Davide che Saul si era mosso con tremila uomini per farlo fuori. Lo sapeva bene
Marisa Grasso che avrebbe potuto dire qualsiasi cosa e le avrebbero battuto le mani. Perché se vedi tuo marito, il poliziotto
Filippo Raciti, uscire di casa come mille altre volte… non pensi che la
deficienza dell’uomo lo stia per ammazzare. Poteva chiedere vendetta, poteva urlare, gridare,umiliare. Forse conosceva, lei catechista all’ombra del campanile di Acireale, la storia di Davide e Saul. Poteva fare tutto, era comprensibile. Ha fatto di più:
“Non riesco ad odiare gli assassini di mio marito. Compatisco questi ragazzini incapaci di vivere. Ch gli ha tolto la vita è una persona che non conosce il vero senso della vita”.
Donna coraggio. O semplicemente, donna di vangelo.
Buona settimana
don Marco Pozza