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Thursday, May 29, 2003 - ore 20:59
Alberto Camerini
(categoria: " Musica e Canzoni ")
LINK"Non giudicare mai un libro dalla sua copertina". C'è un uomo a volte con la cresta a volte rasato e basta che si aggira per i cervelli degli italiani, specie di chi magari è attorno minimo ai 25 anni. Si aggira nelle loro orecchie raramente, magari, causa ostracismo televisivo, rimane parcheggiato tra vecchi vinili, confinato in scaffali di cd classificati come "musica italiana" dal ricordi o virgin della situazione, tra le riviste anni 80 impolverate dei collezionisti. Si aggira anche più giovane, vestito da Arlecchino, con i capelli di due milioni di colori diversi, dipende. Si aggira come sconosciuto, come rock/popstar, come punk, come autore teatrale, come ex divo da hit parade. Si aggira, ed è bello questo verbo perchè mi ricorda il cerchio che fanno tutte le cose.
Alberto Camerini, nato in Brasile nel '51, tornato in Italia dopo qualche anno, chitarrista ritmico anche per cantanti famosi, dal '76 inizia ad incidere musica propria. Si può dire sia un precursore per tantissimo, si mescolano in lui tutti i rigurgiti della musica elettronica fiorita nel '70 con il rock, il punk, i suoni della sua terra d'origine, i bonghi, tutto entra nel meltin'pot di Alberto. Incide canzoni, dischi, arriva in testa alle classifiche, è sulla copertina dei giornali come Simon Le Bon, come chiunque altro. Rise and fall. Fine anni '80, l'Italia in un certo senso sceglie di accantonare un po'Camerini. Ma Alberto continua. Continua a scrivere nuovamente per Finardi, cambia "giro", si esibisce nei centri sociali... chissà perchè anche da accantonato ristampano i suoi album, escono 3 raccolte in cd dei suoi pezzi. Incide album, partecipa a trasmissioni televisive. Mica roba da Paolo Limiti, questo c'ha le palle.
La gente fa cover dei suoi pezzi ancora oggi. Una schifosa versione di "Rock n'roll robot", forse il suo pezzo più famoso, è stata appena fatta dagli Ustmamo. In pezzi come "Computer Capriccio" del 1983 Alberto anticipa i tempi disegnando scenari di rete globale, nuova arte informatica, tutto quello che i successivi vent'anni, forse, non hanno ancora visto.
Parla di amore come pochi altri riescono, è un poeta in ogni cosa partorisca la sua creatività. Parla dritto al cuore, parla dritto allo stomaco, alla testa. La mira della sua musica supera quella di un cecchino. Solo che quando Camerini spara fa solo bene. Grazie Alberto. Che quando ti si parla sei timido e chiuso, ma quando ti si da un palco regali tanto. Forse è per questo che mi inchino a ciò che fai e mi riesci a dare.
BAMBULE' - ALBERTO CAMERINI
C'era un ragazzo che amava come me incontrare tanta gente divertente.
Un giorno in una festa incontro' una ragazza bella come non ne aveva vista mai, mai.
"Ciao, come ti chiami?" disse un poco imbarazzato "un bel gioco ho appena imparato...
mi chiamo Bambule', non e' affatto complicato, ma mi sto innamorando di te"
"Ah!" lei rispose "Io mi chiamo Melarancia tu mi sembri un tipo che non si sbilancia
mi piace il tuo candore .. ..vorrei fare all'amore ma uno specchio incantato
il mio cuore ha rubato, la bellezza mi ha dato e in cambio mi ha intrappolato".
Bambule' poi ci penso' e disse: "Ah! certo che ci sto".
Questa e la storia che ho imparato da tre clown che ho conosciuto di un pavone misterioso,
del suo specchio scivoloso che ti da' la fantasia, ma che poi ti porta via,
del suo strano indovinello, dell'amore grande e bello.
Parlarono per ore di amore e psichiatria
Melarancia, poi gli disse:
"hai fantasia! Aah! Se vuoi vedermi ancora devi andare da un Pavone
ma, attenzione, chi lo vede si innamora .
Lui m'ha intrappolato con lo specchio incantato e il mio amore per se' ha rubato.
Ma se indovinerai l'indovinello che fara' poi in cambio tu avrai la mia liberta'.
Lui abita lontano, ma e' facile arrivarci, sta in un hotel, si chiama <<Arcobaleno>>,
danza tutto il giorno e si guarda nello specchio: e' sereno, tranquillo, non diventa mai vecchio.
Mangia solo un fiore che si chiama Narciso e in cambio ti da' il paradiso".
Bambule' poi lo cerco' e poco dopo lo trovo'.
Questa e la storia che ho imparato da tre clown che ho conosciuto di un pavone misterioso
del suo specchio scivoloso che ti da' la fantasia, ma che poi ti porta via,
del suo strano indovinello, dell'amore grande e bello.
Il Pavone lavorava in un giornale colorato da vestiti, foto, fiori circondato.
Gli dissi: "Ti regalo, se lo vuoi, un sogno bello, se non vuoi ecco a te l'indovinello.
Cosa come il sale da sapore ma e' piu' dolce, piu' dolce del miele?"
"Ah! Ma e' molto facile!" rispose Bambule' e non sbaglio' quando disse: "L'amore!"
Il Pavone fu cortese, quando perse si arrese e disse: "Ecco! Ora l'incanto e' sciolto"
e Bambule' sconvolto del riso e del pianto, felice volo' dall'amore che ora aveva,
dalla bella Melarancia che adesso lo attendeva.
Bambule' poi lo cerco', poco dopo lo trovo'.
Questa e la storia che ho imparato da tre clown che ho conosciuto di un pavone misterioso,
del suo specchio scivoloso che ti da' la fantasia, ma che poi ti porta via,
del suo strano indovinello, dell'amore grande e bello.
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