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lunedì 19 febbraio 2007 - ore 19:19



(categoria: " Vita Quotidiana ")


OOOOOOOOH LLLA’! finalmente qst giornata lavorativa è finita (do cojoni!) nn vedevo l’ora di tornarmene a casa!!!!! adesso mi sto rilassando ascoltando una delle mie canzoni preferite dei PORCUPINE TREE gruppo progressive-rock... VI CONSIGLIO VIVAMENTE DI ASCOLTARLO!

Artista: Porcupine Tree
Album: In Absentia
Titolo: Blackest Eyes (traccia n°1)



A mother sings a lullaby to a child
Sometime in the future the boy goes wild
And all his nerves are feeling some kind of energy

A walk in the woods and I will try
Something under the trees that made you cry
It’s so erotic when your make up runs

I got wiring loose inside my head
I got books that I never ever read
I got secrets in my garden shed
I got a scar where all my urges bled
I got people underneath my bed
I got a place where all my dreams are dead
Swim with me into your blackest eyes

A few minutes with me inside my van
Should be so beautiful if we can
I’m feeling something taking over me

il batterista di questa band e’ GAVIN HARRISON.



"Gavin Harrison è un noto batterista inglese, ha fatto parte di varie formazioni internazionali ed ora è un membro della band britannica dei Porcupine Tree.

Nasce in Inghilterra il 28 maggio 1963.

Da piccolissimo inizia a suonare la tromba, volendo seguire le orme del padre, ma con scarsi risultati, così viene rapito dalle potenzialità della batteria e a 6 anni ha già le idee chiare: vuole diventare un batterista professionista.

Il suo primo drum kit è una Trixon, passa poi ad una professionale Ajax, entrambi marchi inglesi. Fino all’età di 15 anni i suoi ascolti sono prettamente jazz, poi viene travolto dal ciclone punk, e il caso volle che si dovesse presentare per un’audizione per Iggy Pop. Supera la prova e suona nel tour del 1986 dell’album Blah Blah Blah. Prima ancora, nel 1983, entra a far parte del gruppo Renaissance, dopo aver superato ancora una volta, un’audizione in cui ha dovuto suonare un brano di 20 minuti. Nel 1987 fa parte di una band chiamata Dizrhythmia (il nome deriva dal termine scientifico per definire il jetlag), insieme a Jakko Jakszyk, Danny Thompson e Pandit Dinesh, un piacevole misto di jazz e funky.

Arriva in Italia nel 1989 e inizia a collaborare con vari musicisti italiani. È subito in tour, quello di Alice, chiamato Il sole nella pioggia, insieme all’amico Jakko. Lavora con Eugenio Finardi nell’album La forza dell’amore e l’anno successivo nell’album Millennio. Con Alice collabora nell’album Mezzogiorno sulle Alpi e con Fiorella Mannoia ne I treni a vapore. Qui incontra il chitarrista Paolo Gianolio, che lo presenta al cantautore italiano Claudio Baglioni, e partecipa al tour Oltre (insieme al bassista Tony Levin), è l’inizio di una lunga e proficua collaborazione. Nel 1992 escono due album live Assieme e Ancorassieme, dove Harrison suona batteria e percussioni. Nel 1993 collabora con Raf nell’album Cannibali, sempre nello stesso anno inizia una collaborazione con Franco Battiato e suona nell’album Cafè de la paix. Nel 1994 prende parte a un concerto con Baglioni, e gli viene offerta una nuova collaborazione, sfociata nell’album del 1995 Io sono qui, sempre nello stesso anno incontra nuovamente Franco Battiato e suona con lui al concerto del 1° maggio a piazza San Giovanni a Roma; suona anche con Eros Ramazzotti. Ad aprile del 1996, in un’interruzione del tour Io sono qui di Baglioni, registra a Parigi il nuovo album di Battiato L’imboscata, del quale fa parte una delle sue più belle e amate canzoni: La cura. Ancora con Baglioni nel 1997 partecipa alla trasmissione televisiva Rai "Anima Mia", trasmissione dalla quale viene tratto il cd Anime in gioco, e nell’aprile del 1998 registra con Battiato il cd Gommalacca, dalla quale è tratto il pezzo Shock in my town. Negli anni successivi collabora a 5 dischi, tra versioni live e versioni studio, di Claudio Baglioni: A-Live (1998), Viaggiatore sulla coda del tempo (1999), Acustico (2000), Sono io, l’uomo della storia accanto (2003) e Crescendo e cercando (2005). Il 1999 lo vede ancora insieme a Baglioni per la trasmissione Rai "L’ultimo valzer", e per il concerto di Natale in Vaticano di fronte al Papa e a 130.000 persone.

Numerose le collaborazioni di Harrison con altri grandi artisti: Incognito, Go West, Paul Young, Lisa Stansfield, Level 42 e molti altri. Nel 1997 decide di incidere un album solista, l’unico finora, chiamato Sanity & Gravity, che vede la partecipazione di importanti e preziosi amici, fra i quali Mick Karn (ex Japan), Richard Barbieri (ex Japan e odierno componente insieme ad Harrison dei Porcupine Tree) e Jakko Jakszyk (con quest’ultimo collaborerà più volte), e ne esce un lavoro del quale si possono ascoltare dei samples proprio sul sito di Harrison, un misto di Weather Report, jazz-rock e sicuramente fusion.

L’amicizia di Harrison col tastierista Richard Barbieri lo porta alla storia recente. Nel 2002 Barbieri lo chiama quando l’allora batterista dei Porcupine Tree (gruppo appartenente ad un genere psichedelico, sperimentale e rock progressivo) decide di lasciare il gruppo, e lo invita a New York dove dovevano registrare il nuovo album In Absentia, che uscirà in Europa nel 2003 e vende oltre 100.000 copie; una traccia da ricordare è The sound of Muzak. Nello stesso anno registra live col gruppo in una radio americana XM (live), al quale seguirà XM II (live) nel 2003.

L’ultima fatica con i Porcupine Tree risale al 2005 con Deadwing, un album rock decisamente più duro rispetto ai precedenti, (grazie anche alle collaborazioni col chitarrista dei King Crimson, Adrian Belew, e quello degli Opeth, Mikael Akerfeldt), nel quale Harrison collabora attivamente alla stesura dei pezzi, in particolare nelle tracce The start of something beautiful e Mother and Child divided, brano quest’ultimo che si apprezza soprattutto dal vivo. Nel film concerto Arriving Somewhere (live), emerge tutta la sua tecnica e il suo talento: l’esecuzione è corroborata da sequenze video estremamente curate nei dettagli e perfettamente sincronizzate con l’audio.

Sul sito del batterista inglese si possono trovare tante informazioni, l’intera discografia e i tour, samples dei suoi lavori e soprattutto notizie sui suoi lavori didattici.

Da segnalare i suoi libri, Rhythmic Illusions e Rhythmic Perspectives, nonché i dvd Rhythmic Visions e il nuovissimo Rhythmic Horizons, che contengono sottotitoli in italiano e tedesco."


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