
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
[ SONO OFFLINE ]
[
PROFILONE ]
[
SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO


HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
(questo BLOG è stato visitato 64135 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Thursday, February 22, 2007 - ore 13:46
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho bisogno di staccare. Ma non posso, non ho il tempo di staccare. Ci sono troppe cose da fare, e non posso far scivolare niente in secondo piano. Sembra tutto più importante di tutto. Inizi e finisci di corsa, col fiatone, ogni giornata. Correndo, ansimando, perdendoti attimi, momenti. Non cogliendo le emozioni, evitando di pensare o pensando troppo.
Ho bisogno di staccare. Ho le spalle piccole, non vedete? Sono fragile, sono debole, sono delicata. Sono triste, sono stanca, sono piena di turbini e temporali dentro la testa. Un uragano di repressione, di mutilazioni, di mancanze. E quello che manca è il mio tempo, il mio preziosissimo tempo, i miei minuti ritagliati. Voglio qualcosa che sia mio, qualcosa che venga prima degli altri. Qualcosa che sia mio e mi faccia sentire la prima cosa importante del mio mondo. E’ chiedere troppo? O è il chiedere, che è troppo...
Febbraio sta terminando e non mi sono accorta del suo arrivo. È stata una continua successione di problemi, di imprevisti, di sorprese, di tutto. Come posso aver perso un mese? Come posso aver dimenticato un mese del calendario?
Lavoro di qua, lavoro di la, lavoro dall’altra parte. No, non posso avere 4 lavori contemporaneamente. Per quanto siano dei part time non posso. Ho bisogno di soldi. Ma ho bisogno di spazi, di tempi, di ritmi che siano ritmi, che sia una sveglia che porti delle certezze che seguano delle cause e degli effetti certi, sicuri, quotidiani. Ho bisogno di capirmi, e non mi capisco più. Ho bisogno di studiare, dopo l’esame a inizio mese non ho più aperto il libro, e la volontà c’era. Eppure sembra impossibile. Ora che Giovanni è in ospedale ho perso anche l’entusiasmo, la grinta, il cervello. Il tempo passa velocissimo e sembra non passare mai. Com’è assurda questa cosa. Minuti che volano perché non bastano mai. E non passano perché sono cupi, neri, scuri e tristi come mai sono stati. Non ho niente dentro. Mi sono svuotata, mi sono strappata la pelle, mi sono strappata la carne. Sono un soffio d’aria. Sono una goccia di sudore. Sono niente.
Ho bisogno di smettere, di fuggire. Si, di scappare, da codarda, da vigliacca che non sono altro. Voglio del tempo per me. Voglio pensare alla mattina e sapere che posso fare qualcosa, che nulla turberà la mia giornata. Voglio poter volere qualcosa, e cercar di prendermelo. Voglio decidere di quel che mi succede, di quel che mi merito, di quel che mi guadagno. Sono stanca di sopravvivere aspettando che qualcuno modifichi i miei piani, di accontentare gli altri e non essere mai soddisfatta di quello che faccio. E mai soddisfatti loro, e mai un grazie. Ho bisogno di un grazie, uno solo, piccolo, sussurrato grazie, per sentire che ci sei, che non mi hai lasciata così sola.
E domenica, che dovremmo partire. Domenica che è il mio compleanno e andiamo a Firenze, una sola notte per staccare davvero. Domenica non so se arrivo a domenica. Non ho voglia di fare niente, ho troppo da fare. Non ho la testa per partire, non ho le gambe, non ho gli occhi per vedere le meraviglie che amo. Non posso partire, non ne ho il tempo. Non posso lasciare tutto qui, ci vuole tempo. E non ho tempo. Vorrei dormire, ma non riesco a dormire. Ho troppo da fare e non riesco a fare tutto.
Mi manca Giovanni, mi manca il tempo, mi manca un mese dal calendario. Mi manca tutto. Mi manco io. Ho trascurato le mie amiche, i miei hobby, il mio tempo, il mio amore, il mio studio, i miei familiari. Ho trascurato, ho dimenticato. E ricordo solo che il tempo passava e correva più forte di me. E non riuscivo a fermare una corsa che non portava da nessuna parte.
COMMENTA (0 commenti presenti)
PERMALINK