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Monday, February 26, 2007 - ore 20:16


LA MIA VISIONE ESISTENZIALE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La mia mamma da 3 anni ormai si diletta con lo yoga, cioè passa il suo lunedì sera a mettersi in posizioni improponibili e a meditare: si è messa poi anche a leggere di yoga e, dopo molte insistenze, ha convinto anche me a prendere in mano alcuni testi sull’argomento, anche se non amo particolarmente il tema in questione, perché il mio modo di essere odierno non è proprio predisposto al samadhi e al bhavana: in futuro però potrei pure cambiare idea... mai dire mai! La mia genitrice mi ha quindi affibbiato Dovunque tu vada, ci sei già – Una guida alla meditazione di Jon Kabat-Zinn (professore di medicina, è fondatore e direttore della clinica per la riduzione dello stress dell’Università del Massachussets) e l’altra sera vi ho trovato questo branetto:
Fate una lista di cose che ritenete importanti. Chiedetevi: qual’è la mia visione, la carta geografica che mi dice dove sono e dove sto andando? Questa visione rispecchia autentici valori e intenzioni? Mi ricordo di impersonare questi valori? Metto in pratica le mie intenzioni? Qual’è la mia posizione attuale rispetto al lavoro, la famiglia, i miei rapporti con gli altri e con me stesso? Come voglio essere? Come potrei vivere la mia visione, i miei valori? Come mi comporto rispetto alla sofferenza, sia mia che altrui?”.
Dopo aver letto queste parole mi sono ritrovata a pensare alla mia “visione esistenziale” e a rispondere alle domande del testo...
Qual’è la mia visione, la carta geografica che mi dice dove sono e dove sto andando? So di avere una visione: di questo sono sicura. Non è ancora completa, perché so dove voglio arrivare, ma non so ancora bene come giungere alla meta, ma mi sono messa dei paletti ed imposta degli obblighi e quindi la mia visione è delineata.
Questa visione rispecchia autentici valori e intenzioni? Penso che nella vita ci siano ben poche certezze: però sono certa di avere dei valori autentici e mio imperativo categorico è essere coerente con questi valori, perché essi mi definiscono pienamente come persona e questo per me è fondamentale.
Mi ricordo di impersonare questi valori? Non solo mi ricordo di impersonarli, ma vivo la mia vita, o almeno ci provo, in base ad essi... Sono quel che sono proprio perché determinati principi mi fanno pensare in un certo modo ed agire di conseguenza.
Metto in pratica le mie intenzioni? Non sempre purtroppo... Probabilmente perché voglio fare troppe cose e quindi mi ritrovo a gestire moltissime persone in contesti diversi fra loro... Così alcuni propositi non vengono realizzati o, comunque vengono rimandati, non sempre vagliando in modo corretto la priorità di quello su cui dovrei concentrarmi...
Qual’è la mia posizione attuale rispetto al lavoro, la famiglia, i miei rapporti con gli altri e con me stesso? Attualmente sono soddisfatta di me per quel che riguarda la famiglia, gli amici e gli affetti in genere: penso di aver dato il meglio di me a tante persone durante quest’ultimo periodo, penso di essere stata onesta, disponibile e coerente... Sono invece insoddisfatta di me per quel che riguarda l’Università, che alla fin fine è il mio attuale lavoro: avrei potuto, anzi dovuto, fare meglio.
Come voglio essere? Migliore... semplicemente migliore: voglio essere una brava persona, così da stare bene con me stessa e con gli altri, così da ricevere rispetto e stima dalle persone.
Come potrei vivere la mia visione, i miei valori? Potrei viverla in maniera più costante, più decisa... potrei e dovrei, anzi dovrò, focalizzare meglio gli obiettivi necessari a realizzare la mia visione.
Come mi comporto rispetto alla sofferenza, sia mia che altrui? Ho imparato a gestire la mia sofferenza: metabolizzo, razionalizzo e assimilo il dolore... perché penso che anche il dolore serva a crescere. La sofferenza altrui invece mi spiazza: non provo pietà, però lo strazio altrui, se autentico, mi colpisce nel profondo, mi lascia senza parole, forse perché, il più delle volte, si è impotenti di fronte al male degli altri.


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