![]() |
|
|
![]() | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() poncina, 24 anni spritzina di Padova CHE FACCIO? Biotecnologie Sanitarie Sono sistemato [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO "Lo Zen e l’arte della manutenzione della bicicletta".. Rainer Maria Rilke "Lettere ad un giovane poeta" "La melodia delle cose" "Perchè La Scienza" Cavalli-Sforza HO VISTO Il tramonto e l’alba di un nuovo giorno ![]() STO ASCOLTANDO Alcuni: Alain Caron, Allan Holdsworth, A.Farao, A. Pozza, B.McFerrin, Birèli Lagrène, B.Evans, Billy Cobham, B. Durham, Bud Powell, Bunny Brunel, Butch Warren, C. Corea, C. Parker, Charles Mingus, Chick Corea, D.Brubeck, D.Sanborn, D.Gillespie, Dado Moroni, Dave Holland Quintet, Dexter Gordon, E.Dolphy, E. Gomez, F.Sinatra, Fats Navarro, Ferenc Snetberger, Gato Barbieri, G.Mulligan, Herbie Hancock, Horace Silver, H. Edison, Jaco Pastorius, J. Patitucci, John Coltrane, John Tchicai, Joshua Redman, Markus Stockhausen, McCoy Tyner, M.Brecker, M.Miller, Michael Camilo, Mike Stern, O.Nelson, Pat Metheny, Rachelle Ferrell, Richard Galliano, Robert Glasper, Scott Henderson, s. La Faro, Stanley Clarke, Stefano Bollani, Spyro Gyra, Steely Dan, Steps Ahead, S. Woodyard, The Dreams, The Manhattan Transfer, Tommy Emmanuel, Tony Choy, T. williams, V. Fournier, Wayne Shorter, Weather Report, ABBIGLIAMENTO del GIORNO ![]() ORA VORREI TANTO... Essere felice, semplicemente questo! STO STUDIANDO... Di tutto di più!!! OGGI IL MIO UMORE E'... ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
Monday, February 26, 2007 - ore 23:56 di Valeria De Mattei Si stava meglio quando non si stava. E’ questa la morale cui giunge Umberto Sbatocci alla fine di una seria discussione con Pippo, il tassista. E in effetti, a ben vedere, la conclusione non avrebbe potuto essere diversa…a meno, appunto, di non essere del tutto. Realtà e finzione, storia narrata e vita reale, personaggi (letti) e persone (lettori)… questi i binomi fondamentali (ma in realtà il binomio e poi solo uno visto sotto diverse luci) lungo i quali si articola questo divertente romanzo d’esordio del milanese (ma d’adozione toscana) Stefano Bollani. La sua mente creativa gioca con i personaggi come il le sue dita di jazzista giocano con le note sulla tastiera del pianoforte, dando così vita ad un insieme armonico ma in costante movimento. Un unico quadro o una galleria di quadri? Forse qualcosa di più simile ad un dipinto di David Teniers, un quadro raffigurante tantissimi altri quadri, sempre più piccoli, in quello che è quasi una caleidoscopio di raffigurazioni concentriche. Un venditore di palloncini costretto a cambiare continuamente zona perché i bambini che comprano i suoi palloncini inevitabilmente volano via; un tassista logorroico che fa decisamente a meno di fingere di ascoltare i propri passeggeri; una donna tormentata da un senso di colpa pressoché universale; un tranquillo e semplice impiegato, Simpliciano, appunto, con una storia pronta da narrare per ogni situazione e con la chiara consapevolezza di essere lui stesso parte di una storia che qualcuno leggerà (o magari sta già leggendo…?); un generico Marco con un’identità differente in ogni paese del mondo e con un rapporto decisamente conflittuale con un libro che, a quanto pare, ha la pessima caratteristica di raccontare la sua vita mano a mano che essa si svolge…è forse il libro che anche il lettore sta leggendo e in cui si legge di un personaggio che legge un libro di cui è personaggio e che…e così via, all’infinito. Nel breve spazio di neanche un centinaio di pagine le vite di tutti questi personaggi si affacciano nella nostra e per una serie di circostanze si ritrovano anche intrecciate tra di loro, come se fosse stato magicamente catturato l’istante di contatto di tutti questi fili sparpagliati d’esistenza, di queste stelle filanti che corrono un po’ a caso e un po’ no verso una meta che un po’ si conosce, un po’ si crede di conoscere, un po’ non interessa affatto perché il bello è il viaggio, è trovarsi come Marco su di un aereo, senza nessuna delle identità che ha a terra, ma con la sola connotazione di passeggero. I piani si mescolano e il lettore viene inevitabilmente coinvolto perché finisce col trovarsi praticamente sullo stesso piano dei personaggi…entra nel libro…ma non è neanche del tutto escluso che siano i personaggi ad uscirne, magari trasportati da uno dei palloncini di Sbatocci… Intervista (di Alessandro Armando): La Sindrome di Brontolo Luogo: Scenario Libri e Teatro, Torino, Via Piazzi 7b. Personaggi: Cliente, Libraia, Ascoltatore di jazz. Scena prima (e unica!) Cliente entra. Libraia: "Buonasera!" Cliente: "Buonasera a lei, ha il libro del pianista Stefano Bollani?" Libraia: "Sì, Ecco è lì sulla sua sinistra.." Cliente (con il libro in mano): "Ma Bollani scriverà bene quanto suona??..Mah forse se scrive anche tutto un po a scatti e scambi mi sa che sarà un libro un po pazzo!" Ascoltatore di jazz (perplesso, comunque in ascolto): "….?!!!??!" Libraia: "Mmm, non saprei, io non lho letto, ma ascoltarlo mi piace…" Cliente (uscendo): "OK grazie, ripasso nei prossimi giorni, buonasera!" Libraia: "Buonasera, a presto. Grazie." Ascoltatore di jazz (uscendo, molto perplesso, fra sé e sé): "…" La sindrome di Brontolo è un breve romanzo in cui accade di tutto, il pianoforte centra poco o nulla. La scrittura di Stefano Bollani non è "pazza" e il suo suonare con cambi di ritmo, con tocchi di improvvisazione, di scherzo, di profondità, il suo scivolare velocissimo prima e morbido poi su una tastiera è semplicemente il jazz. La scrittura di Stefano Bollani è il racconto del silenzio di un musicista che è continuamente circondato da note, applausi, ringraziamenti, domande, rumore di viaggi. Le pagine di Bollani sono unidea e non unanalisi, ci parlano di una strana malattia: la nostra incapacità di sollevarci oltre e al di là della lamento, dellinsoddisfazione, della velocità apatica e vuota, dellinconsistenza. Sintomo principale di questa strana patologia delluomo contemporaneo è il dimenticarsi sempre il nome di uno dei sette nani; sempre lo stesso stupendo, in teoria indimenticabile nano, il nano più leggero con il verbo più dolce... Stefano Bollani, conoscitore di nani parla del suo libro racconta lo stupore di rileggersi e di aver accompagnato i suoi silenzi con la scrittura. A.A.: La sindrome di Brontolo non è il tuo primo libro, ricordiamo LAmerica di Renato Carosone e La cantata dei pastori erranti dallo spettacolo con David Riondino, ma è il tuo primo romanzo. Parlaci del suo rapporto, se cè, con la musica; lhai scritto ascoltando musica, i tuoi personaggi non sono musicisti, ma sono musicali… S.B.: Lho scritto nel silenzio relativo di un aereoporto, di una stazione, di un viaggio, di una stanza di albergo; non riesco a scrivere ascoltando musica. Non pensavo avesse grandi legami con la musica, poi rileggendolo ora mi sono reso conto che ciò che lo lega alla mia musica è la struttura: cè una struttura con dei temi che sono i cinque personaggi: si incontrano, sembra che vaghino senza far nulla, ma in realtà la struttura è molto molto rigida. E poi ciò che mi premeva e che ha un legame con la musica è che letto a voce alta avesse un ritmo e infatti sono solo 88 pagine. A.A.: Nelle pagine del tuo libro spesso rifletti (a voce alta) sul tuo essere autore, un tuo personaggio si riconosce con lessere un personaggio di un romanzo, ho trovato tutto questo molto interessante... S.B.: Io credo che questo sia il tema principale del libro, neanche troppo nascosto: una scrittura che si interroga su una scrittura come spesso si è fatto nel ‘900; meglio da uno che pensa cose creative che si interroga su cosa sta costruendo e perché. Non mi sono reso conto scrivendolo di creare un autobiografia, ma in realtà ogni personaggio fa autobiografia di Bollani e più di tutti la fa lautore che passa il suo tempo a chiedersi perché sta scrivendo questo libro e non lo sa. Sapevo però che non volevo far teoria o "pesantezza" ma volevo riflettere come dice un personaggio: «una volta ci si raccontava le storie davanti al caminetto adesso se vuoi raccontare una storia a qualcuno ti tocca rincorrerlo». Io sono fortunato, le persone sono in teatro ferme, mi ascoltano, ma il mondo ha fretta non va in quella direzione e infatti i rapporti tra i personaggi del libro sono veloci perché non cè tempo non cè voglia di approfondire. A.A.: …nel tuo essere creatore di unarte (una musica, un testo) ti rivolgi direttamente al tuo spettatore, al lettore in modo diretto (nella Sindrome di Brontolo), forse perché stai creando "per" qualcuno, per qualcosa, questo si percepisce spesso... S.B.: Lo faccio "per", ma anche "per curiosità", cioè mi interessa sapere che senso ha questo libro per qualcuno, che senso hanno i miei dischi. Io penso di scrivere o di suonare una cosa molto precisa e ad ognuno arriverà in maniera diversa è questo è bello. E un po il principio delle fanfole di Fosco Maraini (musicate da Stefano Bollani in La gnosi delle Fanfole n.d.r.): io suggerisco, poi ognuno può decidere se è successo qualcosa oppure no! Io non amo molto coloro che fanno arte e asseriscono, mandano un messaggio. Io mi limito a suggerire. Ognuno è compositore nel momento in cui ascolta, autore nel momento in cui legge… Io ho appena finito di leggerlo.. LEGGI I COMMENTI (4) PERMALINK |
BLOG che SEGUO: In ordine sparso: Lo zio più affascinante del mondo: cubano I Love Gallianò: Aran Benjo The actress: Quaela Frettista eccezziunale veramente: fret Guida senza lenti: Gromofiz Come Aran sn innamorata di lui: Espinoza The blues8man: Teo8 Consigli con bacchette: Davesan Pacconaro stitchossso: ThyVoice Mio compagnetto d’infanzia.. E’diventato zio anca lu: Vido Il suo filosofo compagnetto d’infanzia: Moriarty Ha un nome bellissimo: Chriss Imperatore: Doc Davidoff Meglio che io gli stia alla larga!: Kekko_S Pensa che io sia ancora innamorata di lui gavettonizziamolo!: Ale79Pd Nn mi si fila: Kiwi1981 Ammiro la sua arte: tiziano Adoro tutto ciò che scrive: enchicco I miei casuali incontri: Skylock Rossofuoco Continua a seguire qualsiasi cosa scriva Radelfalco La mia compagnetta delle superiori: wine Morning star: riccardosh Gli indimenticabili: BaRo Calabrifor BOOKMARKS UTENTI ONLINE: |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||