STO LEGGENDO
Ho letto:
Di Faletti: Io uccido - Fuori da un evidente destino
Di Dan Brown: Crypto - Angeli e Demoni - La verità dei ghiacchi - Il codice Da Vinci
Di Matilde Sensi: L’ultimo Catone
HO VISTO
2 splendidi occhi ancora incolore guardarmi e dirmi "sei tu che mi proteggerai e crescerai", con quell’innocenza di chi non sa ancora che cosa gli aspetti
STO ASCOLTANDO
Violavale russare e Francesca Benedetta respirare
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Perizoma tigrato, calzini di 15 giorni, abito completo griffato "Caritas" acquistati al "bidone giallo della parrocchia"
ORA VORREI TANTO...
una pizza, formato famiglia, maxicondita tranne una fetta senza funghi e carciofini per chi so io, e poi... una bella coppa gelato con tanta tanta panna montata
STO STUDIANDO...
oggi non ho voglia di studiare
OGGI IL MIO UMORE E'...
come ieri e come sarà domani: OTTIMO
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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MERAVIGLIE
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Tuesday, February 27, 2007 - ore 12:56
Comunista sinonimo di libertà di pensiero
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Pugno al dissidente Rossi
Colpito sul treno da esponente del Pdci
Drammatico faccia a faccia con cazzotto sullEurostar Roma-Milano tra Ferdinando Rossi, il dissidente che ha votato contro Prodi, e il segretario del Comunisti Italiani toscano, Nino Frosini, che appena se lè visto di fronte gli ha sferrato un pugno. Naturalmente Frosini si difende, "solo un buffetto", e a sostenere le ragioni di quel gesto estremo scende in campo anche Diliberto che dice di comprenderne nonostante tutto la rabbia.
Ferdinando Rossi, senatore uscito di recente dai Comunisti italiani e approdato come indipendente nei Consumatori, sta passando un momento delicato. Dopo aver fatto parte del gruppetto dei sei dissidenti che hanno silurato Prodi, e, da quel momento, aver passato la maggior parte del suo tempo a discolparsi con compagni di coalizione e giornali, adesso non trova pace nemmeno sui treni. Il fattaccio sullEurostar delle 18 e 30, appena partito dalla stazione Termini.
Il senatore è seduto in prima classe e si trova di fronte il segretario del Pdci toscano, Nino Frosini entrato improvvisamente nello scompartimento. I due ex compagni di partito si riconoscono. Scende il silenzio, poi Frosini dice ai suoi: "Andiamo via, che io con questo qui non ci voglio stare". Poi, la situazione degenera, volano parole grosse, ed è a questo punto che succede il fattaccio. Racconta Rossi: "Prima mi ha puntato il dito contro locchio, io mi sono girato e lui me lha infilato nellorecchio. Alla fine mi ha tirato un bel cazzottone sulla testa". Racconta Frosini: "Macché cazzottone in faccia, Gli ho dato una manata e lho colpito al naso con il dorso dellindice. Tutto qua".
Lepisodio rimbalza a Palazzo Chigi e viene ripreso da Oliviero Diliberto. Alla fine una breve dichiarazione che Diliberto consegna ai cronisti: "Non giustifico in alcun modo il gesto di Frosini e deploro ogni forma di violenza, ma lesasperazione alimentata dal comportamento di Rossi e dal tradimento del mandato elettorale se non giustifica aiuta a comprendere larrabbiatura dei nostri compagni".
Ma che si vergognassero!!!! Alla faccia delle loro libertà!!! Se questi ci devono rappresentare e governare..... E che non lo mettono nei gulag
Meglio il nero del rosso
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