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Thursday, March 01, 2007 - ore 11:14
...viva la democrazia! viva la partecipazione!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Arcella, San Carlo, un tranquillo mercoledì come tanti altri. Prendo la macchina e dopo una giornata snervante all’università vado al laboratorio di partecipazione del P.A.T. per il quartiere Arcella, promosso dal Comune e dal Consiglio di Quartiere per rendere edotti i cittadini delle nuove trasformazioni urbanistiche che investiranno il Quartiere, per accogliere istanze e per ricevere suggerimenti in modo da non ripetere un altro caso Piazza Azzurri d’Italia. Iniziativa lodevole e comunque segno di un’evoluzione importante, rispetto a un passato in cui, con il vecchio P.R.G. andato in pensione dopo la nuova legge urbanistica, il piano veniva prima adottato e poi, a posteriori veniva sottoposto alle osservazioni dei cittadini, che si sa, avevano solo funzione consultiva. Ora, se il laboratorio di partecipazione viene veramente preso in considerazione, è una grande cosa; se non viene preso in considerazione dalle autorità, comunque è un’arma in mano ai cittadini, in quanto hanno se non altro un pretesto per poi protestare ed eventualmente poi mandare a casa i capi e capetti di turno alle consultazioni elettorali successive. Ma SOPRATTUTTO è l’occasione, per gente, come gli abitanti dell’Arcella, che non sa vedere un centimetro oltre i confini del proprio setto nasale, oltre che del proprio orticello (e all’Arcella ce ne sono sin troppi) di farsi una cultura di ciò che avviene nel proprio territorio e di prendere coscienza della realtà di come avviene una razionale e concreta politica di trasformazione di un territorio. Quindi, che si voglia o no, di qualsiasi colore si sia, antipatici o no i rappresentanti del Consiglio di Quartiere o i vari assessori, il laboratorio E’ in tutto e per tutto un’OCCASIONE, e un episodio di democrazia. E lo dimostra il fatto che a partecipare attivamente ai tavoli in maniera costruttiva ci siano rappresentanti di movimenti storicamente avversi all’amministrazione di turno, tra cui i promotori dell’ormai leggendario referendum sulle Torri: gente che, a torto o a ragione, se non altro ha sviluppato una coscienza tale da poter almeno dire la propria e sostenere le proprie ragioni.
Voi credete che tutto ciò sia stato possibile? Assolutamente no. Perché a un certo punto, non paghi della confusione procurata (inutilmente) al primo incontro, hanno deciso di partecipare all’iniziativa e di portare il loro contributo di civiltà i militanti del C.S. O. Pedro, sostenuti per altro dal principe di tutti i comitatini che nascono per difendere i confini del proprio setto nasale, come dicevo prima, il Comitato Ansa Borgomagno, comitato ovviamente, e non sarebbe neanche bello altrimenti, schieratissimo politicamente. Questa allegra compagnia ha pensato bene di entrare nei luoghi deputati al laboratorio, capeggiati da un rubicondo personaggio dall’accento tipicamente arcellano (...) a metà tra Giorgio Panariello, Mario Capanna e Frodo Baggins, e a urlare minacciando che se non fosse arrivata dal Comune una garanzia che tutto ciò che veniva proposto sarebbe stato preso in considerazione allora avrebbero impedito la prosecuzione del laboratorio. Poi, nel pieno dell’enfasi liberale, hanno aperto vari striscioni, cominciato a suonare delle trombe da stadio assordanti e, dopo aver occupato le aule (di un patronato tra l’altro, giusto per fare un dispetto al Vaticano per aver complottato contro il governo Prodi al Senato) hanno iniziato a urlare:
VIVA LA DEMOCRAZIA! VIVA LA PARTECIPAZIONE! Risultato: una serata, forse un’iniziativa, andata in fumo, soldi pubblici (quindi dei contribuenti, quindi di chi paga le tasse, quindi di chi lavora, quindi non dei militanti dei centri sociali) buttati. La cosa più triste però è stata vedere, nel clima di di totale democrazia costruito dai simpatici avventori, un gruppo di professionisti, interpellati dal Comune in cambio di un tozzo di pane (e non delle molteplici cifre paraboliche citate dai contestatori) per fare UNICAMENTE da tramite, senza cioè alcuna voce in capitolo in merito alle decisioni da prendere, in lacrime dal nervoso di non poter portare a termine un lavoro costato tempo e dedizione e, per di più, costretti in parte a uscire da una porta secondaria per non subire conseguenze peggiori da parte dei contestatori, su consiglio di alcuni agenti in borghese della Digos (!!!) presenti.
VIVA LA DEMOCRAZIA! VIVA LA PARTECIPAZIONE! Io obiettivamente sono molto perplesso. Perplesso perché democrazia vuol dire rispetto, condivisione, vuol dire anche lotta, ma lotta costruttiva. Lottare per la democrazia vuol dire portare avanti delle proposte in maniera costruttiva. E se non si vuole essere costruttivi, comunque non si può avere il diritto, in nome della propria LIBERTA’, di ledere quella di tanti cittadini, per quanto pecoroni, che vogliono seguire un percorso differente. Ci si dimentica troppo spesso che LA PROPRIA LIBERTA’ FINISCE SEMPRE DOVE INIZIA QUELLA DEL PROSSIMO, ma questo sembra un concetto sin troppo complesso per i piccoli Hegel che animano la sinistra antagonista. Come si fa a predicare democrazia se non si è portatori di questa in prima persona?
VIVA LA DEMOCRAZIA! VIVA LA PARTECIPAZIONE! D’altr’onde viviamo in un Paese dove c’è chi crede che siamo ancora nel ’68, dove un brigatista arrestato si dichiara prigioniero politico (un genio...) e dove c’è chi crede che gli operai metalmeccanici di oggi siano come i contadini cinesi di Mao. Dove al governo c’è gente che ha fatto MORTI da ex-brigatista, e dove come consulente a un ministero c’è che si professa leader di un movimento chiamato dei DISOBBEDIENTI, usurpando e infangando il ben più alto e nobile concetto di disobbedienza civile introdotto da Gandhi, uno che di democrazia ne capiva qualcosa, sicuramente qualcosa in più di Casarini, Gallob, Caruso e forse anche di Marx, Lenin e altri ameni personaggi. Finché, in nome della bagarre elettorale, si cerca, nei vari turni elettorali, di accaparrarsi i voti di tutti, CANDIDANDO CANI E PORCI, cosa volete che possiamo aspettarci? Questo. E dato che qualcuno li ha votati, la maggioranza del Paese, è giusto che ce li teniamo, perché ce li meritiamo. Ma nessuno di questi deve avere il diritto di sentirsi portatore della verità e del Verbo civico e politico, e di venirmi a insegnare con tono sprezzante e altezzoso (mica tanto di sinistra, quindi) come devo vivere e come devo operare politicamente, venendo a impedirmi di esercitare il libero arbitrio di passare una serata COME CAZZO MI PARE, venedo a farmi la morale comunista come un professore di filosofia qualsiasi. Non è democrazia pensarla diversamente anche da chi la pensa diversamente?
VIVA LA DEMOCRAZIA! VIVA LA PARTECIPAZIONE Che poi, io non escludo che, pur con una logica aberrante, ci sia chi sia convinto e creda seriamente, con onestà intellettuale, alle CAZZATE che combina, e che a trenta e passa anni giochi ancora a fare l’autogestione. Ma quando vedo che il grosso del gruppone, giusto per fare numero, è fatto da diciassettenni, ancora col chupa-chups in bocca, con scarpettine e borsettina firmata e tirati come quelli che vanno in discoteca la domenica pomeriggio, beh...ogni commento è superfluo. Se per dare CREDIBILITA’ e SPESSORE CIVICO, MORALE E CULTURALE a un serio (e LEGITTIMO, si badi bene, questo non è in discussione) momento di protesta, ci si appoggia a un gruppo di poppanti che sinistra vuol dire essere alternativi e saltare giorni di scuola durante le autogestioni...non vale neanche la pena che stiamo qui a parlarne. Ne ho visti, e ne conosco sin troppi, di personaggi che alla media superiore erano militanti di sinistra e oggi, magari liberi professionisti, alle ultime comunali si sono allegramente candidati con Forza Italia. Ma per piacere...
VIVA LA DEMOCRAZIA! VIVA LA PARTECIPAZIONE! Ora basta. Non ho più voglia di parlarne. Anche se resta l’amaro in bocca. Finché le amministrazioni non smetteranno di cedere ai ricatti di certi gruppi solo per accaparrarsene il consenso e rimanere incollati alle loro preziosissime poltrone, e qualcuno non inizierà a far rispettare la legge nei luoghi dovuti e a tutelare i diritti di tutti i cittadini, non ne verremo fuori. Ma per ora non ci si può fare niente. Mi sembra significativo chiudere con una battuta di Mario Levante, ottuagenario esponente di Italia Nostra, mitico e rispettatissimo difensore del territorio, e, per chi non lo conosce, NON ESATTAMENTE una figura asservita alle istituzioni: "Altro che democrassia, questi qua xe pezo dei republichini...". Credo non sia il caso di aggiungere altro.
Orate fratres P.S.: probabilmente, e sono sicuro che sarà così, pioveranno sul blog commenti e insulti di ogni tipo, e forse anche peggio

com’è nello stile e nei modi tipici di certa gente. Beh cari, fate pure. Chissenefrega.
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