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Thursday, March 01, 2007 - ore 18:25


SUGGESTIONI DI UN INVERNO MANCATO
(categoria: " Riflessioni ")


Un inverno che si è fatto attendere a lungo, neanche fosse Godot, mi ha lasciato strascichi di gioie inespresse e frammenti di riflessioni inconcludenti. E non è ancora finito, sempre che sia comincitato.
Miti nottate alla luce di stanchi lampioni, a far risuonare i miei passi sui ciottoli del centro patavino, pensando che mai avrei immaginato, qualche settimana prima, di poter indossare le maniche corte in gennaio.
Le stagioni si son scambiate i panni, e come se esistesse una magica corrispondenza fra temperature e sentimenti penso, con sollievo, che la serenità che provo mancava all’appello da tanto, troppo tempo. Era andata a nascondersi, forse tra i nembostrati mentali, più probabilmente sotto i blocchi di ghiaccio arenati ai bordi del mio cuore assonnato.
E’ ricomparsa, o è più giusto dire riemersa.
Dodici lunghi mesi di proiezioni fisiche e mentali su nuovi livelli di comportamento, accettando improbabili sfide perse in partenza e abbracciando tortuosi ragionamenti destinati a soffocare ogni rassicurante certezza preesistente. Scuotere la cattedrale dalle fondamenta: triste ma necessario.
Comodo nelle scarpe da tennis sorseggio pacatamente il mio drink, rapito dal movimento morbido e ipnotico delle labbra che stanno parlando, a pochi centimetri dal mio viso, raccontando di luoghi inesplorati e chimere da inseguire. Il contrasto così netto fra la mia tranquillità e la sua irrequietudine ci pone al centro della scena, spostando su di noi luci e ombre di quel locale fumoso. Ma a suo tempo avevo imparato la lezione. Non avrei più ripetuto gli stessi errori, ne ero sicuro.
Qualcuno cantava che “si muore un po’ per poter vivere”. Io dico che per trovare la serenità devi prima esserti trovato faccia a faccia con la solitudine, e aver giocato a poker con la desolazione più cupa, perdendo la mano più importante.
La felicità è sì dietro l’angolo, ma trovare la forza di svoltare quell’angolo è difficile quanto spazzare via le nuvole con un soffio. Se però hai dovuto arrampicarti per ore e ore, e giorni e mesi, per risalire in superficie e respirare di nuovo un po’ d’aria pura, allora i tuoi polmoni avranno la forza di soffiare via anche le nubi più dense e nere che oseranno oscurare il sole.


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