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Friday, March 02, 2007 - ore 09:02 ...e venne il giorno... ...che ritornai da Liverpool. Mai avrei pensato di trascorrere tre giorni nella città dei Beatles per una condizione di lavoro e per questo la reputo una grande fortuna. Andiamo con la Cronaca: dopo essere atterrato al “John Lennon Airport”, ho provato “l’ebbrezza” del tipico taxi nero inglese che ci ha portato all’hotel situato in una zona strategica del centro, a due passi dal cuore della città e il porto, guarda caso vicino al museo dei Beatles e la celebre scuola di musica fondata da McCartney. La mia curiosità però, era concentrata soprattutto al mitico luogo dove i Beatles si esibivano spesso agli inizi della carriera, il celebre “Cavern” del quale ho letto e sentito una miriade di leggende metropolitane che finalmente sono riuscito a smentire. Dicevano che dopo essere stato smantellato negli anni 70, lo spazio soprastante sarebbe diventato un parcheggio e alcuni anni più tardi, avrebbero costruito un clone esatto del Cavern sul lato opposto della strada. Nulla di tutto questo…vi dirò io com’è la storia. Dirò che quando ho imboccato “Mattheu Street” e ho visto l’insegna gialla illuminata “Cavern”, mi sono abbastanza emozionato pur consapevole che il vero Cavern non esiste più. L’emozione e salita ancora di più mentre scendevo gli scalini da cui proveniva il suono prodotto da un validissimo gruppo rock che si stava esibendo. Purtroppo l’emozione si è trasformata in delusione per il fatto che il “Cavern” non è altro che una comunissima birreria che non ha nulla a che fare con l’ originale. Mi aspettavo di trovarmi di fronte almeno le arcate in mattone e invece è un normalissimo pub sotterraneo, con il soffitto ribassato, con numerose foto di gruppi beat appese al muro e sparse qua e la delle vetrine con le copie degli strumenti usati dai Beatles. Una specie di fregatura insomma…Alla fine non mi è rimasto che godermi il concerto dell’ottima rock band che suonava con volumi davvero assordanti. Tuttavia, tutto ciò che rimane del vero Cavern, è una porta sigillata con la scritta “da questo punto si entrava nel “Cavern..etc. etc. in uno stabile che sembra un’agenzia commerciale. La “vera” ricostruzione del “Cavern” invece, si trova al Beatles Museum, ovvero, un museo vero e proprio che ripercorre la storia dei Beatles dagli inizi con la ricostruzione fisica delle tappe più importanti. Oltre alla riproduzione suggestiva del “Cavern” c’è la ricostruzione del negozio di dischi di Brian Epstein, oppure dell’entrata degli studi della “EMI” e così via. Tutto viene spiegato con delle cuffie guida collegate ad un walkman che vengono fornite all’entrata. Lì finalmente ho potuto assaporare l’emozione di trovarmi al Cavern. Dopo aver risolto il mistero, era d’obbligo l’acquisto di alcuni gadget tra i quali una maglietta, una felpa, svariate spille, berretti etc. tutta roba che in Italia probabilmente costa un terzo di quello che ho pagato ma lì ero a Liverpool !!! LEGGI I COMMENTI (2) PERMALINK |
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