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Sunday, March 04, 2007 - ore 13:53
Eclissi
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Nottata un po freak, forse.
Sicuramente diversa dalle solite... e bella, molto bella.
Da un paio di giorni provavo uneccitazione febbrile per leclissi lunare che si sarebbe compiuta tra sabato e domenica.
Ieri ho preparato il mio zaino: sacco a pelo, thermos con il tè, quaderno per gli appunti, bussola, una candela, macchina fotografica, incensi, coltello, torcia... e sono partita verso... non lo sapevo nemmeno io, a vedere la Luna.
Ricordandomi improvvisamente che sui Colli Euganei vivono numerosi cinghiali, mi sono diretta verso Vicenza e, salendo su unaltura, ho ritrovato una località per la quale ero passata parecchi anni or sono. Mi sembrava di buon auspicio. Ho lasciato lauto sul ciglio della strada e mi sono inerpicata su per il bosco.
Latmosfera era dapprincipio sinistra. Si sentivano rumori inquietanti di foglie scalpicciate, rametti spezzati, fruscii, scatti repentini tra gli arbusti... e cera un quadrupede che mi spiava, nel buio, camminando parallelamente a me. Ogni tanto una civetta emetteva quel suo verso lugubre...
Me la facevo sotto; mi venivano in mente tutte le fiabe con i lupi.
Ho individuato presso un incrocio tra dei sentieri appena delineati un posticino da cui potevo seguire la luna nella sua trasformazione e mi sono seduta là, sul mio sacco a pelo, a pensare, meditare… e canticchiare, più per farmi coraggio che per un’improvvisa ispirazione. Sotto di me si stendeva a perdita d’occhio la pianura, punteggiata di minuscole luci bianche ed arancio... sopra di me, la volta stellata. La luna era così luminosa che non avevo nemmeno dovuto usare la torcia.
Poi, pian piano… il cambiamento. Ogni volta che alzavo gli occhi, l’ombra ne aveva “mangiato” un pezzettino… Dopo la mezzanotte la luna era di un mesto colore rosso cupo mentre le stelle avevano accresciuto la loro luminosità, ne erano addirittura apparse di nuove. Ho acceso la candela. I tronchi degli alberi hanno iniziato a danzare alla luce della fiamma, quel brusco tramestio notturno pareva essersi sedato: non c’era più nulla di minaccioso nella natura che mi circondava… e allora ho sorriso a quelle stupide paure che così spesso sono dentro di noi, e non fuori.
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